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Caccia al cinghiale prorogata: “Va abbattuto l’80% degli ungulati per corretto ecosistema”

Doppiette in azione fino al prossimo 29 gennaio su decisione della Giunta Toma. Plauso di Coldiretti che annuncia anche corso per aspiranti conduttori di cani limiere

In Molise ci sono circa 40mila cinghiali, ne va abbattuto l’80% per ripristinare il corretto equilibrio dell’ecosistema, ossia 2 per chilometro quadrato. Nella nostra regione ci sono nove cinghiali per chilometro quadrato. Sono i numeri che fornisce la Coldiretti Molise che rivolge un plauso alla proroga stabilita dal governo Toma: fino al prossimo 29 gennaio si potrà svolgere la caccia al cinghiale. Era stata la stessa associazione a chiedere un intervento in tal senso nell’ambito della lotta al contenimento degli ungulati: la Coldiretti aveva evidenziato in una nota inviata alla Regione Molise “l’eccessiva presenza dei cinghiali determini un quadro fortemente negativo sia per le attività economiche legate al mondo agricolo e zootecnico che per la pubblica incolumità, con un aumento esponenziale dei sinistri stradali”.

A breve, inoltre, sarà attivato un corso per aspiranti conduttori di cani limiere, una razza in grado di gestire tutte le fasi della caccia al cinghiale, dalla cerca alla seguita. “Questa ulteriore misura per il contenimento della specie cinghiale, attivata grazie ad un percorso condiviso tra l’Assessore regionale all’Agricoltura, Nicola Cavaliere, il presidente nazionale Enci, Dino Muto, ed il supporto del Gruppo Cinofilo Molisano – ha affermato il Direttore regionale di Coldiretti, Aniello Ascolese – non sarà di certo risolutiva del problema ma rappresenta un ulteriore strumento che contribuirà al contenimento del numero, ormai fuori controllo, dei cinghiali sul territorio. Inoltre, grazie a questo corso – ha aggiunto Ascolese – sarà ora possibile effettuare, come da noi richiesto, anche battute di caccia ‘in braccata’ e ‘in girata’, previste dalla normativa regionale ma ancora non utilizzate”.

I cinghiali – ricordano da Coldiretti – causano danni incalcolabili alle aziende agricole e zootecniche che sempre più spesso si vedono costrette a chiudere per l’emergenza da loro causata. Questi selvatici distruggendo interi raccolti, aggrediscono gli agricoltori a lavoro nei campi ed impediscono agli allevatori di utilizzare i foraggi di produzione aziendale per l’alimentazione dei capi. Come se ciò non bastasse, poi, i cinghiali costituiscono anche una seria minaccia per la pubblica incolumità, scorrazzando ormai indisturbati nei centri abitati e muovendosi liberamente sulle strade tanto da causare incidenti anche mortali.