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Trasporto 118 verso la paralisi, domani il corteo di protesta delle ambulanze

Si è riunita la Conferenza dei sindaci che ha elaborato un documento che sarà inviato al governatore-commissario Donato Toma e al dg Asrem Oreste Florenzano per chiedere la sospensione del bando e l’adeguamento dei costi come richiesto dalle associazioni. Gli amministratori: “Preoccupati per quello che accadrà dal 31 dicembre, quando il servizio di trasporto in emergenza sarà sospeso”. Alcuni hanno rilanciato la richiesta di dimissioni del numero uno dell’azienda sanitaria, assente alla riunione assieme al capo della Giunta regionale e all’intera delegazione parlamentare (oggi erano convocati lavori a Camera e Senato). Domani la mobilitazione delle associazioni

Sospendere il nuovo bando pubblicato dall’Azienda sanitaria regionale per affidare il servizio del 118 e adeguare i costi del servizio come richiesto dalle organizzazioni di volontariato che attualmente si occupano del trasporto di emergenza nelle sedici postazioni territoriali: è questa la posizione espressa dalla Conferenza dei sindaci che elaborerà un documento ufficiale. Sarà inviato al governatore e commissario ad acta per la sanità Donato Toma e al direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano. Entrambi erano assenti alla riunione convocata d’urgenza questa mattina (27 dicembre) dal sindaco di Agnone Daniele Saia. Mancava anche la delegazione parlamentare impegnata a Roma: oggi erano convocati lavori a Camera e Senato. Impossibilitati a raggiungere Campobasso i senatori Della Porta e Lotito: a Palazzo Madama si vota la manovra.

La situazione però è sempre più grave, i molisani rischiano di perdere un altro servizio essenziale. Tra quattro giorni – il 31 dicembre – le ambulanze del 118 si fermeranno: i rappresentanti di alcune organizzazioni di volontariato lo hanno ribadito durante la Conferenza dei sindaci, quando hanno criticato Asrem anche per i 54mila euro assegnati ad Humanitas per il servizio svolto per un mese durante l’emergenza covid. Il tutto alla vigilia della manifestazione di protesta organizzata per domani mattina, quando le ambulanze sfideranno in corteo a Campobasso dalle 9 partendo da piazza San Francesco fino ad arrivare davanti alla Prefettura. E’ la seconda manifestazione in pochi mesi.

Senza una soluzione urgente non si sa chi garantirà il trasporto di emergenza nella nostra regione, chi interverrà e con che tempi se una persona ha un malore, è vittima di incidente o deve essere portato in ospedale per la dialisi ad esempio. “Che succederà dopo il 31 dicembre?”, si chiedono preoccupati anche i sindaci presenti alla Conferenza che inizia i lavori verso le 11 (la convocazione era alle 10, ndr) per la difficoltà di raggiungere il numero legale. Situazione che viene stigmatizzata dal sindaco di Agnone Daniele Saia.

Associazioni 118 assemblea sindaci

Il suo collega di Civitacampomarano Paolo Manuele critica invece l’assenza delle istituzioni e rilancia: “Oggi dobbiamo innanzitutto sfiduciare il direttore generale dell’Asrem perché non ha risposto innanzitutto alle organizzazioni di volontariato, ma ha riproposto lo stesso avviso che scadrà il prossimo 14 gennaio. Questa assenza poi è di una gravità inaudita, uno schiaffo a noi rappresentanti delle comunità”. Sulla stessa linea Piero Castrataro, sindaco di Isernia: “Il dg Florenzano deve andare a casa”. Ma l’istanza non sarà contenuta nel documento finale approvato dalla Conferenza.

Paolo Manuele, che fa un’ampia panoramica sul servizio all’inizio dei lavori, illustra i dati presenti in una relazione della Direzione Salute della Regione Molise: quattro postazioni sono state demedicalizzate, il 90% delle chiamate al 118 sono relative ad un codice molto critico o mediamente critico, soltanto il 10% degli interventi è differibile. Numeri che cambiano quando sul posto interviene l’equipe sanitaria: i codici critici scendono al 41%. Segno che la sanità molisana non riesce ad offrire un’assistenza adeguata ai cittadini che nel servizio del 118 hanno invece risposte immediate. “Nella fragilità del nostro sistema sanitario regionale – il concetto che esprimerà il primo cittadino di Venafro Alfredo Ricci – il 118 è un anello essenziale”.

E poi i costi: per ogni postazione servono al mese circa 12.000 euro. “In altre regioni vengono erogati 30mila euro”, sottolinea il sindaco di Civitacampomarano. E non bisogna ‘muoversi’ di molto per trovare esempi virtuosi: nella vicina Puglia il servizio del 118 viene garantito con 30mila euro, ossia più del doppio delle somme corrisposte in Molise. “Per questo chiediamo provvedimenti straordinari, noi non riusciamo ad andare avanti”, insiste Giuseppe Paventi (Molise Emergenza). “Non abbiamo personale e il bando dell’Asrem ci chiede di lavorare col 5% dei volontari assunti e il 95% dei volontari”. 

Le associazioni respingono al mittente anche la proposta del sindaco di Cerro al Volturno Remo di Ianni di “stringere i denti fino a maggio del 2023”. “Impossibile, stiamo sostenendo costi elevati anche per le multe dell’Inps e dell’Ispettorato del lavoro per i contratti del personale”, la replica. Il bando dell’Asrem prevede una sola assunzione, per le organizzazioni di volontariato sarebbe necessario prevederne quattro. Anche per questo sarà impugnato al Tar Molise, altra strada che le associazioni intraprenderanno.

Nel ‘fuoco’ delle accuse finisce anche il governatore Toma a cui non viene ‘perdonata’ l’assenza. Particolarmente critici Pasquale Colitti (Carpinone), Gianfranco Paolucci (Macchia Valfortore) e Biagio Faiella (Sant’Elia a Pianisi).

“La cosa grave è che oggi avremmo potuto meglio comprendere le ragioni di una situazione che appare inverosimile e invece l’assenza (non sappiamo se giustificata) della dirigenza sanitaria, interlocutore naturale della Conferenza dei Sindaci, ha di fatto impedito di poter approfondire la situazione, che resta purtroppo grave”, insiste Roberto Gravina, il quale  ha evidenziato apertamente che Saia avrebbe dovuto mettere all’ordine del giorno della seduta anche la valutazione del direttore Asrem. Il sindaco di Campobasso, che auspica una disciplina nazionale sul settore, parla di una “una superficialità gestionale che purtroppo si ritrovano a scontare poi associazioni e cittadini”.

Altri sindaci, Giuseppe Notartomaso (Campodipietra) e Di Ianni (Cerro), stigmatizzano l’assenza della delegazione parlamentare. Per questo “dovremmo andare a Roma e battere i pugni sul tavolo”, dice il primo. L’unica presente nella Sala della Costituzione della Provincia è Caterina Cerroni, candidata del Pd alle Politiche, a cui il seggio alla Camera era stato prima assegnato e poi tolto dal ricalcolo del Viminale. Il suo posto è stato preso da Elisabetta Lancellotta (Fratelli d’Italia).

Assente anche il sindaco di Capracotta Candido Paglione che spiega in un post: “Ho ho deciso di non partecipare” per “protestare contro un doroteismo di fondo nel metodo. All’ordine del giorno non c’è, infatti, la discussione sulla proposta di revoca del Direttore Generale Florenzano, da avanzare al presidente della Giunta regionale – come sto chiedendo da tempo – ma un incontro con le associazioni di volontariato per affrontare le problematiche del 118”. E aggiunge: “E’ un problema serio che proprio il Direttore – e non la conferenza dei Sindaci – avrebbe dovuto risolvere da tempo. E invece, si prova a dargli man forte, senza mettere in discussione il suo operato. Mi sarei aspettato perlomeno un coinvolgimento dei sindaci per tempo su un argomento così delicato e non adesso – a tempo scaduto – quando gli atti più importanti, come la gara pubblica, sono già stati approvati, ignorando le legittime richieste degli operatori delle associazioni di volontariato”.