Sanità, Toma al contrattacco: sui rimborsi ai privati chiede controlli e una task force al Ministero. “Budget sforati per fabbisogni sovrastimati”
Secondo il presidente-commissario ci sarebbero incongruenze milionarie tra le prestazioni erogate dagli operatori sanitari convenzionati col servizio pubblico e il reale fabbisogno dei molisani di curarsi negli ospedali privati. I budget sarebbero ‘gonfiati’ da anni e su questo ci sono delle indagini alle quali la struttura commissariale ha detto che sta collaborando nel fornire la documentazione. Coinvolta anche l’agenzia indipendente Agenas ed estesi i poteri al Noc, un Nucleo di controlli interno ad Asrem. Chiesta una task force al ministero della Salute per vigilare sui tetti di spesa che hanno portato gli operatori privati a stoppare ricoveri e interventi: “Sono obbligatori, se non poni limiti alle prestazioni paga il commissario”.
“Questa non è una guerra”, esordisce il governatore-commissario ad acta Donato Toma parlando ai giornalisti nella lunga conferenza convocata assieme al suo vice Giacomo Papa per fare luce sui rapporti con gli operatori privati accreditati che svolgono le loro prestazioni nel sistema sanitario regionale in convenzione. Da giorni sia i più grandi – Neuromed e Gemelli Molise – sia le cliniche più piccole (come Villa Maria e Villa Esther) hanno annunciato che dimetteranno i pazienti perchè le prestazioni da loro erogate non saranno pagate dalla Regione, come comunicato dalla Direzione Salute e da Asrem.
“Non c’è nulla di politico”, puntualizza Toma riferendosi a chi ipotizza che dietro i suoi ultimi provvedimenti ci sarebbero motivazioni legate a rapporti non più sereni con l’onorevole di Forza Italia Aldo Patriciello, proprietario dell’ospedale di Pozzilli. Il governatore reagisce alle ‘minacce’ degli operatori privati annunciando più controlli tramite l’attivazione di una sorta di nucleo speciale, il Noc (Nucleo operativo di controllo) interno ad Asrem e che effettua controlli a campione. A questo si aggiunge la richiesta al Ministero di inviare una task force che possa affiancare Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, che collabora a stabilire i fabbisogni sanitari dei molisani. Esigenze che dovranno essere contemperate dai circa 600 milioni che il Molise riceve nella ripartizione del Fondo sanitario regionale: 100 milioni vengono erogati ai privati, il resto viene impiegato per garantire il funzionamento del pubblico (ospedali, ambulatori innanzitutto).
Dai primi riscontri la Regione Molise ha scoperto quelle che il governatore definisce per ora “incongruenze” che “saranno valutate dagli organi competenti” che probabilmente stanno svolgendo delle indagini su eventuali storture nell’impiego dei finanziamenti erogati agli operatori privati. Sul punto il commissario alla sanità è abbastanza ‘abbottonato’, non dice se sono in corso indagini penali o contabili: “Ci sono controlli in corso”. In conferenza si limita a dire che “sono venuti in Regione a chiedere documenti”.
Una di queste incongruenze riguarda la radioterapia, prestazione erogata dal Gemelli Molise, uno dei maggiori operatori privati che aveva presentato ricorso (su cui il Tar si è pronunciato un paio di giorni fa) contro il decreto 35, quello con cui Toma aveva fissato i limiti di spesa proprio per l’acquisto di prestazioni che il pubblico non può erogare (le altre sono la neurochirurgia e la cardiochirurgia, ndr).
“Dai riscontri effettuati assieme ad Agenas, sono emerse incongruenze sulla radioterapia effettuata in surplus di budget da una struttura (il Gemelli, anche se Toma non lo dice esplicitamente, ndr), il fabbisogno di radioterapia in Molise ammonta a 2 milioni e 700mila, ma noi abbiamo pagato una cifra molto più alta, ovvero circa 4,2 milioni di euro in un anno. Questo è il segnale di un’incongruenza, ci stiamo informando, siamo in fase di accertamento” ma “questo ci mette in allarme”. La relazione dalla quale emerge questa “incongruenza” sarà trasmessa anche al Tribunale amministrativo regionale, dove il prossimo 11 gennaio Gemelli Molise e Regione saranno chiamate per il ricorso (il secondo) presentato dalla struttura privata .
“Per i 758 pazienti che si curano con la radioterapia – insiste Toma – abbiamo notato che i costi radioterapia sono esponenzialmente cresciuti negli ultimi tre anni, come ci ha fatto notare il tavolo tecnico il 14 luglio. Un’idea di cosa sia successo ce l’abbiamo, ma dobbiamo prima accertare tutto. Però posso dire che i numeri che vi sto fornendo sono certi perché abbiamo inviato il Nucleo operativo di controllo ad effettuare gli opportuni riscontri. Inoltre, abbiamo chiesto al Ministero di attivare una task force per svolgere controlli approfonditi su tutta la sanità molisana, altrimenti non ce la facciamo. Conosciamo le inefficienze nel pubblico (ammontano a 60 milioni)”.
Mentre, rimarca ancora il governatore-commissario, per il privato “sappiamo che dobbiamo acquistare prestazioni per 100 milioni nei settori che non sono erogate dal pubblico (Neurochirurgia, Cardiochirurgia, Radioterapia) e attribuiamo la spesa in considerazione del fabbisogno storico determinato in base alle prestazioni che vengono erogate. E abbiamo l’obbligo (perchè è uno dei compiti che il Governo affida al commissario) di calcolare i tetti di spesa. I criteri e i tetti di spesa sono imposti da una legge dello Stato, se non si pongono limiti alle prestazioni paga il commissario”.
“I 100 milioni erogati ai privati sono il tetto massimo che la legge ci consente – ribadisce anche il sub commissario Papa -, non possiamo sforare la somma individuata con budget complessivo da un decreto legislativo dell’ex governo Monti“. “C’è un divieto imposto per legge di autorizzare l’extrabudget per i pazienti di fuori regione”, spiega il governatore. “E lo dice la Corte dei Conti della Calabria che ha chiesto alle strutture private la restituzione delle somme”.
Toma porta a sostegno delle sue tesi una sentenza del Tribunale di Campobasso, e la sentenza della Corte dei Conti della Calabria che il mese scorso ha bloccato i pagamenti extra-budget per la sanità privata che è pronto a impugnare al Tar Molise gli atti del commissario. Si ‘comincia’ il prossimo 11 gennaio quando “il Tar Molise ascolterà le parti sul ricorso del Gemelli, ma non ha sospeso il decreto 35 – puntualizza il commissario – ma consente solo le prestazioni salvavita, indifferibilied urgenti elencate nel decreto del presidente del Tribunale amministrativo, ossia radioterapia, pazienti di ‘classe A’, terapia intensiva. Queste devono essere erogate, ma io stesso avevo già chiarito che le prestazioni indifferibili e urgenti sarebbero state garantite”.


