Pestò un venditore di rose, trasferito in una comunità per ragazzi “difficili”
Dopo il Dacur – Divieto di Accesso ai Centri Urbani – emesso dal questore, la Procura minorile ha disposto un ulteriore provvedimento a carico del principale indagato per la brutale aggressione avvenuta a danno di un venditore di rose del Bangladesh e di un ragazzino a Campobasso
A suo carico almeno due episodi di violenza denunciati e accertati sui quali la Sezione Minori della squadra mobile di Campobasso ha lavorato a lungo e con attenzione. Lo ha fatto lo scorso anno, smantellando quella che in città era definita una “banda di teppisti”. Un gruppo di ragazzini, tutti minori, che aveva spedito in ospedale diversi coetanei.
Successivamente, gli agenti hanno continuato a lavorare ad una seconda parte di un’indagine che raccoglieva nuovi episodi di violenza a carico di ragazzi o persone indifese, come – per esempio – è accaduto al cittadino del Bangladesh che vende le rose lungo le strade del centro cittadino.
Il secondo step, la polizia lo ha chiuso con l’iscrizione nel registro degli indagati di nove ragazzi fra i 13 e i 15 anni.
Il maggiore indiziato, che stando all’attività investigativa, avrebbe picchiato a sangue freddo prima i due adolescenti e poi – per ben due volte, rispettivamente con 20 e 30 giorni di prognosi – il venditore di rose del Bangladesh, a novembre scorso è stato anche raggiunto dal ‘daspo urbano‘. Ma oggi a suo carico c’è anche un provvedimento della procura minorile: il trasferimento in una comunità che si occupa del recupero di “ragazzi difficili”.
Pesanti le accuse: lesioni aggravate, minacce aggravate e tentativi di estorsione ai danni di adolescenti. E poi lesioni, istigazione a delinquere e omissione di soccorso, ai danni del venditore ambulante.
Di fondamentale importanza, nelle delicate indagini di polizia giudiziaria, sono state le denunce presentate delle parti offese e le dichiarazioni rese dalle persone che lungo le strade di Campobasso hanno assistito personalmente alle scene di violenza.

