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Lupi contro l’avanzata dei cinghiali. L’esperto: “Seguono le prede e si stanno urbanizzando, ma l’uomo non rischia”

Il responsabile dell’Osservatorio molisano sulla fauna selvatica parla dell’urbanizzazione del lupo appenninico “che è ovunque, anche nel boschetto sotto casa. Segue la dinamica di espansione della specie preda, quindi se il cinghiale è vicino al centro abitato lo sarà anche il lupo. Ma non l’ha reintrodotto nessuno, se la cava benissimo da solo”

C’è una soluzione naturale per arginare il numero sempre crescente di cinghiali sul nostro territorio: si chiama lupo appenninico, un abile cacciatore che mette il detestato ungulato in cima al suo menù.

Circola con una certa insistenza la notizia, “assolutamente falsa“, che la Regione abbia introdotto dei lupi in Molise per far diminuire la popolazione di questo suino selvatico e aggressivo che tanti danni fa alle coltivazioni ed è causa di molti incidenti stradali.

“Il lupo non ha bisogno di essere immesso perché se la cava benissimo da solo! E’ un animale che è stato in grado di salvarsi dall’estinzione negli anni Sessanta proprio grazie al ripopolamento del cinghiale fatto a scopi venatori. Figuriamoci se oggi ha bisogno di noi, è una bufala”.

A parlare così è il dottor Antonio Liberatore, un veterinario con una lunga esperienza all’Asrem diventato referente molisano per l’Osservatorio molisano della fauna selvatica, una creatura dell’assessore regionale Nicola Cavaliere che lo ha fortemente voluto a capo della struttura per le sue conoscenze e competenze.

Parliamo con lui proprio nei giorni in cui dell’emergenza cinghiali si è tornati a parlare anche per l’ok all’emendamento di Fratelli d’Italia che consentirà di sparare alla fauna selvatica ovunque, anche in città e nelle aree protette, anche nei giorni di silenzio venatorio e nei periodi di divieto.

L’emendamento far west, così l’ha definito l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) annunciando che metterà in atto azioni di contrasto, ha ottenuto il plauso del titolare delle Politiche agricole del Molise, Cavaliere pur nella consapevolezza che quella non potrà essere l’unica soluzione per contenere l’avanzata degli animali che secondo le ultime stime in Italia sarebbero circa 2 milione e in Molise 40 mila.

Evitare la mattanza indiscriminata ventilata dagli animalisti è possibile grazie al lupo? Secondo Liberatore sì e forse sta già avvenendo da decenni, da quando cioè, il lupo è risalito dai minimi storici sotto i quali era sceso espandendosi fino alle Alpi.

“Il lupo ha una grande capacità di adattamento, possiamo trovarlo dal mare alla montagna. Ripartendo dall’Appennino si è ripopolato sulle Alpi grazie alla sua enorme intelligenza e al fatto che è un animale fugace e opportunista in grado di seguire le dinamiche di espansione delle sue prede”.

Il cinghiale, dicevamo, ma anche cervi e caprioli che gli hanno salvato la vita nel momento in cui non è stato più possibile per lui cibarsi di animali domestici che gli allevatori hanno cominciato a custodire trovando molti modi per proteggerli dagli attacchi.

“Oggi che bestie selvatiche come il cinghiali si sono urbanizzate non deve sorprenderci che anche il lupo segua la stessa strada. Alle persone però mi sento di dire di stare tranquille, l’ultimo attacco noto di lupo all’uomo risale al secolo scorso. Questo però non deve farci credere che non possa trovarsi nel boschetto dietro casa, il lupo è ovunque, ispeziona il territorio anche se noi non lo vediamo e la sua presenza in un certo luogo non è mai casuale: se c’è una preda c’è anche un cacciatore, questo è sicuro”.