“Irregolarità nei canili”, diffida a Regione e Asrem. Animalisti chiedono verifiche al Ministero
Dopo le situazioni riscontrate dai volontari all’interno dei rifugi autorizzati in Molise, il Coordinamento di associazioni animaliste torna a denunciare “le gravi situazioni di irregolarità” e si riserva di avviare azioni legali
Dopo un altro anno di battaglie per i diritti degli animali, il Coordinamento delle associazioni animaliste molisane conclude il 2022 inviando una diffida alla Regione e all’Asrem e la richiesta di verifiche al Ministero della Salute in seguito alle “gravi irregolarità presenti nelle strutture e nei rifugi autorizzati nella regione Molise”. Tutte situazioni riscontrate dai volontari nel quotidiano lavoro svolto all’interno dei canili municipali: “Seppure formalmente in possesso di autorizzazioni sanitarie, la maggior parte dei canili risulta sovraffollata. Alcuni rifugi sono totalmente privi dei requisiti minimi strutturali e organizzativi previsti dalla legge regionale numero 7 del 2005 che recepisce la norma statale numero 281 del 1991″.
Il primo problema riguarda il sovraffollamento: secondo quanto riferito dai rappresentanti del coordinamento, “viene superato il limite stabilito di 250 cani”. E già questo basterebbe per “il sequestro del canile” oltre “a configurare un reato per il gestore e per i sindaci”, scrive il coordinamento nella nota inviata il 29 dicembre alla Direzione generale della Sanità animale e dei farmaci veterinari, all’ufficio Tutela del benessere animale, al direttore del Servizio di prevenzione veterinaria della Regione Molise, ai sindaci e all’Azienda sanitaria regionale, oltre che alla Prefettura.
Nello specifico – riferiscono dal coordinamento – i volontari hanno riscontrato “la mancata conformità dei singoli box al regolamento regionale”. Inoltre, a loro dire, c’è il rischio di una diffusione di malattie trasmissibili dal momento che “i reparti sanitari che caratterizzano i canili rifugio non sono posti a distanza sufficiente”. Nella maggior parte dei canili inoltre “agli animali non è assicurato un adeguato esercizio fisico, non sono sufficienti gli operai che si occupano della pulizia quotidiana dei box e della somministrazione del cibo” e “in quasi tutti i canili la presenza degli operai non è garantita nei giorni festivi”. Altra importante carenza: “In quasi tutte le strutture è assente l’educatore comportamentalista “nonostante sia previsto dal decreto del commissario ad acta numero 100 del 2020”. A pesare sulle condizioni generali dei canili sono i costi minimi con cui viene affidata la gestione delle strutture. Il coordinamento ricorda che “la Regione Molise, contrariamente a quanto previsto dalla legge regionale del 2005, non ha stabilito la quota minima giornaliera di mantenimento per ogni singolo cane”. E dunque “ci sono gestori che offrono quote di mantenimento troppo basse per ottenere più convenzioni con i Comuni”.
Il Coordinamentodelle associazioni animaliste molisane quindi chiede verifiche nei canili, provvedimenti urgenti per regolarizzare le strutture di ricovero per i cani randagi e si riserva di “avviare azioni legali nei confronti dei responsabili regionali per omessa vigilanza rispetto alle irregolarità riscontrate”.

