Il progetto South Beach torna alla ribalta. George H. Cohen rilancia: “Investimento da 3,5 miliardi, minimo 2.700 occupati”
L’imprenditore canadese fa sapere di non aver mai rinunciato al progetto di un insediamento produttivo e turistico-ricettivi sulla costa molisana sui 160 ettari già opzionati dal Trigno al Mergolo. Tramite il suo ufficio stampa rilancia e promette la bonifica dell’area e il rispetto della sostenibilità
Il sole non è tramontato su South Beach, il progetto faraonico sulla costa molisana ideato dall’imprenditore canadese George H. Cohen, che nelle intenzioni del proponente dovrebbe estendersi su ben 160 ettari alla marina di Montenero di Bisaccia, nell’area tra il fiume Trigno e il torrente Mergolo. Grattacieli da 25 piani, ville di rappresentanza in riva al mare, alberghi, bar e ristoranti per una cubatura stimata in circa cinque milioni di metri cubi. Le intenzioni di andare avanti, superando le resistenze dei territori e di una parte dell’opinione pubblica che ha espresso una forte contrarietà all’idea di cementificare la costa, ci sono tutte. E’ lo stesso George H. Cohen, presidente e amministratore delegato di Traders Group Limited, Hermes Bancorp e Hermes Bank, società finanziarie fondate tra il 1985 e il 1994, a confermarlo tramite il suo ufficio stampa. “Nell’area a ridosso del litorale di Montenero di Bisaccia esistono le caratteristiche ideali per una idea così ambiziosa che potrà cambiare il destino del territorio e fornire nuove possibilità occupazionali: ampi spazi a ridosso di zone incontaminate, totale assenza di insediamenti che potrebbero interferire nello sviluppo potenziale del territorio”.
Il progetto era stato presentato per la prima volta prima della pandemia da covid-19, nel febbraio 2020, poi messo nel cassetto per la grave situazione sanitaria vissuta in tutto il mondo, quindi rispolverato nel 2021 e divenuto ben presto pomo della discordia. Un progetto, quello di realizzare in Molise una sorta di Florida ma con fondi di investimento cinesi, contornato da dubbi sia di natura ambientale che, soprattutto, relativi ai potenziali partner e alla matrice dell’investimento. Dubbi che Cohen garantisce di sciogliere nelle sedi opportune, e intanto rilancia le sue cifre: 3,5 miliardi di euro e una annunciata ricaduta importante sull’economia locale in termini di occupazione. “Nei locali ricettivi nel campo della ristorazione, quattro alberghi luxury, un centro commerciale e 18 stabilimenti balneari potranno prestare attività lavorativa in maniera stabile e continuativa non meno di 2700 persone. Un polo che avrà bisogno di approvvigionamento di materie prime e servizi e che dunque coinvolgerà le imprese locali in diversi settori e ambiti. Ma complessivamente si potrà arrivare a impiegare 6mila persone”.
Sempre attraverso l’ufficio stampa dell’imprenditore, che ha inviato una intervista preconfezionata ai media molisani, si scopre che la costa oggetto dell’intervento sarà bonificata con una “azione di salvaguardia della tutela ambientale e del rispetto dei vari habitat”. Non basta a dissipare le reticenze, è però il segnale che il mega-progetto torna alla ribalta.
E infatti l’imprenditore ora fa sapere che “alla base del progetto South beach c’è la realizzazione di un insediamento nel Sud Europa in grado di soddisfare la richiesta internazionale di un sito dotato delle infrastrutture necessarie ove sviluppare attività imprenditoriali legate non solo al turismo. I punti di forza individuati nel progetto sono la destinazione (particolarmente gradita agli stranieri), facilità di collegamenti con aeroporti e città importanti (Roma, Napoli, Bari, Foggia e Pescara), territorio di indubbio interesse dal punto di vista paesaggistico, storico e culturale, terreno di proprietà di un solo privato e di adeguate dimensioni”.
Il riferimento è ai fratelli Alessandro e Carmine Sarni, imprenditori pugliesi a capo di una nota società attiva nella ristorazione e nella grande distribuzione. Tranne poco meno di 8 ettari che appartengono al Comune di Montenero e al Consorzio di Bonifica Trigno e Biferno, che non si sono ancora espressi, sono proprio i Sarni titolari di quasi tutti gli altri 150 ettari, sui quali tuttavia persistono vincoli naturali e paesaggistici. La zona – non può essere dimenticato, soprattutto in un momento storico segnato da crisi climatiche ed eventi estremi che sfociano sistematicamente in tragedie in un territorio così vulnerabile come l’Italia – è gravata da una importante erosione costiera, sulla quale ha posto l’attenzione anche il Tavolo tecnico convocato in Regione per valutare il progetto di South Beach, per il quale una somma importante – non quantificata però al momento – sarebbe destinata al ripascimento costiero. Intanto un dato certo è che tra George Cohen e i fratelli Sarni c’è stato un accordo per l’opzione di acquisto dei terreni fra il Trigno e il Mergolo.
Cohen, sempre affidandosi a una nota, garantisce “basso impatto ambientale” dell’insediamento con “totale auto efficienza energetica degli edifici, nel rispetto puntuale del concetto di bioedilizia, incentrato sulla riduzione dell’uso delle risorse in primis del suolo, dell’acqua e dei materiali. Puntiamo al recupero e alla valorizzazione sostenibile di un’area fortemente degradata e, tra i punti di forza – conclude Cohen – ci sono il ripascimento e la protezione della costa, bonifica dei terreni, messa in sicurezza degli argini del Fiume Trigno, valorizzazione del tratturo, livello bassissimo di carbon footprint”.
Chissà. Troppo presto per poter fare una scommessa sulla fattibilità dell’opera. Di sicuro c’è che con questo ritorno mediatico dell’imprenditore di Montreal sia la Regione che il Comune d Montenero ora hanno un nodo supplementare da sciogliere.
“Non si tratterà solo di un insediamento produttivo a carattere turistico residenziale – promette Cohen rilanciando l’idea iniziale e già raccontata -. Il complesso abitativo ospiterà una molteplicità di tipologie: dalle ville signorili immerse nell’habitat naturale in prossimità del mare, fino alle strutture residenziali a ridosso delle vie di comunicazione stradali, intermediate con gallerie commerciali, centri benessere, alberghi lussuosi, sale meeting, ristoranti, cliniche per la cura della persona e campo da golf. All’interno del complesso sono previsti dei canali navigabili, collegati direttamente al mare, attraverso i quali sarà possibile ormeggiare un’imbarcazione direttamente nei pressi delle abitazioni”. Probabilmente il progetto di questa Venezia in salsa molisana, ammesso che si vada avanti in questa direzione superando ostacoli e riluttanze, sarà ridimensionato.











