Calano gli studenti, Flc Cgil: “Il Molise rischia di perdere 21 scuole”
Dopo la cabina di regia in Regione, il sindacato annuncia “forti azioni di mobilitazione” di fronte alla grave situazione che si preannuncia per il sistema scolastico molisano
In Molise rischiano di scomparire 21 scuole: lo denuncia la Flc Cgil dopo la Cabina di regia sul dimensionamento scolastico che si è riunita ieri (1 dicembre) nella sede della Giunta regionale. Al centro del confronto le eventuali proposte di modifica per l’anno scolastico 2023/24.
“Ancora una volta – riferisce il segretario Pino La Fratta – abbiamo registrato la volontà di Regione e Province di limitarsi a prorogare anche per l’anno scolastico 2023/24 il piano di dimensionamento attuale, che prevede per la nostra regione 52 istituzioni scolastiche (di cui una sottodimensionata). Eppure come Flc Cgil avevamo presentato tutta una serie di osservazioni alle Linee guida, volte al miglioramento dell’offerta formativa regionale. Sarebbe stato necessario adoperarsi per ridurre al minimo il numero degli Istituti Omnicomprensivi, evitare le duplicazioni di indirizzi di studio, andare verso l’istituzione di poli omogenei (Liceali, Tecnici, Professionali), superare le pluriclassi favorendo la costituzione di poli scolastici territoriali, potenziare le reti di trasporto tra comuni. Anche quest’anno però si è deciso di non decidere, forse perché il tema è spinoso, e rischia di alterare i già precari equilibri politici, anche in vista delle prossime elezioni regionali”.
Il futuro è nero, secondo il sindacato: “Prospettive peggiori arrivano dalla legge di bilancio 2023: un provvedimento deludente, che conferma le scelte di disinvestimento fatte da tanti anni sulla scuola, uno dei settori cardine per lo sviluppo sociale ed economico del Paese.
L’articolo 99 della legge di bilancio 2023, infatti, stabilisce che l’organico dei Dirigenti e dei DSGA di ogni regione venga definito da un Decreto, emanato di concerto tra Ministero dell’Istruzione e del MeF, previo accordo con la Conferenza stato regioni. Sulla base dei parametri indicati, saranno poi le Regioni a provvedere autonomamente al dimensionamento della rete scolastica. Il problema è che la stessa norma prevede un innalzamento dei parametri minimi per l’attribuzione del numero di autonomie scolastiche: per avere una dirigenza ci vorrà una media di 950 alunni. La norma contiene anche un passaggio sulla necessità di salvaguardare le specificità territoriali con compensazioni territoriali, ma si tratta di un richiamo vago e insufficiente.
Un netto passo indietro, in ogni caso, rispetto alla legge di Bilancio 2022, che per l’anno scolastico 2022/23 e 2023/24 aveva ridotto da 600 a 500 (300 per i comuni montani) il numero minimo di alunni per l’assegnazione alla scuola della dirigenza scolastica e del DSGA”.
Catastrofici i calcoli della Flc Cgil: “La normativa che si applicherà dall’anno scolastico 2024/25 potrebbe portare in un decennio, se non ci saranno deroghe, alla scomparsa di ben 21 scuole sulle 52 attuali”. Queste le previsioni.

“Le nuove norme rischiano di arrecare un danno incalcolabile alla scuola molisana: non ci si può limitare ad “assecondare” la dinamica demografica e tagliare in proporzione al numero degli alunni, altrimenti si rischia una spirale inarrestabile, che avrà tra i suoi effetti quello di non poter garantire un’offerta formativa di qualità. La particolare conformazione territoriale del Molise, la presenza di comuni montani, la mancanza di efficienti reti di trasporto rende necessaria un’attenzione specifica al territorio”.
In Regione il sindacato ha chiesto un intervento dei rappresentanti politici e istituzionali a tutela del sistema scolastico molisano: “Più volte si è parlato di aree interne, di progetti volti a riconoscere le specificità del territorio, ma poi, quando si è parlato di numeri, siamo rimasti vincolati a parametri nazionali, che ci penalizzano”. Se la situazione non cambierà, il sindacato darà vita a forti azioni di mobilitazione.


