Bando borghi, altro colpo di scena: i giudici escludono Pietrabbondante. In bilico 20 milioni
Clamorosa decisione del Consiglio di Stato sul ricorso relativo all’assegnazione dei finanziamenti previsti nel bando ‘Attrattività dei borghi’. Mazzata sull’amministrazione guidata dal sindaco Di Pasquo: lo scorso marzo il progetto del suo Comune era stato dichiarato vincitore dalla Regione Molise. La Regione dovrà riesaminare la candidatura di Castel Del Giudice, arrivato secondo. Tutto mentre a Roma infuriano le polemiche sui ritardi nella spesa dei soldi del Pnrr
Pietrabbondante vede sfumare i 20 milioni assegnati dalla Regione Molise nell’ambito del bando ‘Attrattività dei borghi’ previsto nel Pnrr. Ad escludere il Comune altomolisano, il cui progetto era arrivato primo nella graduatoria regionale, sono stati i giudici del Consiglio di Stato con la sentenza pubblicata questa mattina (14 dicembre). L’ultimo grado della giustizia amministrativa riserva una sorpresa amara per il paese guidato dal sindaco Di Pasquo, dichiarato vincitore del bando lo scorso marzo e che ora perde i fondi per rigenerare il borgo dopo una lunga querelle giudiziaria con Castel Del Giudice, centro della provincia di Isernia arrivato secondo in graduatoria.
In una sentenza di 54 pagine il collegio giudicante presieduto da Giancarlo Montedoro sottolinea che “il Comune di Pietrabbondante avrebbe reso una dichiarazione non veritiera in ordine al numero delle unità residenziali, dichiarando di avere un numero di unità abitative pari a 300″ quando, come emerso da una perizia di parte, “il numero di unità abitative sarebbe stato, invece, pari a 453 e, comunque, come ammesso in giudizio dall’Amministrazione, tale numero sarebbe stato almeno di 358 (relazione integrativa dell’8 luglio 2022) o di 398 (relazione del 13 luglio 2022)”. Di conseguenza “il Comune avrebbe dovuto essere esclusoper avere reso una dichiarazione non veritiera”, il che avrebbe comportato la “decadenza dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base della stessa dichiarazione”. I giudici riconoscono al tempo stesso che “la dichiarazione non veritiera ha certamente influito sulla ammissione del Comune di Pietrabbondante”.
Quindi l’amministrazione Di Pasquo, che aveva battuto la concorrenza di altri 32 Comuni con il progetto “Pietrabbondante, un angolo di mondo tra cielo e terra”, non aveva i requisiti per accedere ai 20 milioni di finanziamento.
I giudici di Palazzo Spada non assegnano direttamente i fondi a Castel Del Giudice, che in questa ‘battaglia’ giudiziaria condotta dallo studio Di Pardo ha tenuto duro. Ma affidano alla Regione Molise il compito di svolgere l’istruttoria: “L’Amministrazione regionale dovrà, pertanto, riesaminare la candidatura del Comune di Castel del Giudice, provvedendo, all’esito di un’adeguata istruttoria, all’adozione di una motivata decisione che dia conto dell’integrazione o meno dei requisiti del borgo storico in relazione all’area perimetrata dall’odierno appellante principale.
Tale decisione influirà sui criteri di selezione della candidatura (numero di unità immobiliari residenziali, percentuale del patrimonio edilizio in abbandono e percentuale di spopolamento), che dovranno essere computati in relazione all’intero centro urbano, ove non sia possibile individuare una porzione territoriale (nell’ambito del centro urbano) dotata dei requisiti propri del borgo storico”.
L’assegnazione dei fondi previsti nel Pnrr è ora a rischio. E sarebbe una sciagura per quei piccoli paesi molisani che avrebbero potuto valorizzare i propri borghi e creare posti di lavoro. A Roma infuriano le polemiche sui ritardi maturati nella spesa dei finanziamenti del Pnrr e lo stesso Governo Meloni, hanno riportato oggi alcuni giornali nazionali, avrebbe intenzione di modificare con un decreto ad hoc le strutture che non hanno mostrato efficienza.



