Il Cantico dei Matti, il lato oscuro che brilla. Soprattutto a Natale
Il 26 dicembre alle 18.30 nella chiesa di San Michele Arcangelo a Baranello, l’associazione “Liberamente” e “Un coro di voci” guidati dalla maestra Anna Maria Capriglione, terranno un concerto per sensibilizzare l’opinione pubblica contro lo stigma della malattia psichiatrica: “La nostra è una patologia come le altre. Dobbiamo superare certi tabù”
Quando è possibile scoprire storie belle e commoventi nascoste qui e lì fra tristi notizie di cronaca ed attualità, si sente forte il bisogno di condividerle, di distribuire un po’ della gioia che portano e delle riflessioni che, inevitabilmente, poi, spingono a fare.
Protagonisti di oggi sono Giuseppe, Carmine, Antonella… tanti altri che più timidamente sono rimasti in silenzio ascoltando i loro amici più coraggiosi e desiderosi di parlare per sensibilizzare. Donne e uomini, ospiti o ex ospiti del Centro di Salute Mentale e che nell’Associazione “Liberamente” – grazie alla sensibilità dell’insegnante di canto, Annamaria Capriglione – per la prima volta saranno protagonisti del concerto di Natale che il 26 dicembre prossimo si terrà nella chiesa di San Michele Arcangelo a Baranello insieme ad “Un coro di voci”.
Si ritrovano per provare. L’appuntamento è presso la sede dell’Associazione di quartiere San Giovanni di Campobasso. Sono puntuali, entusiasti. Fremono per iniziare. La maestra, Annamaria, annuncia che “c’è la stampa” e che sarebbe bello parlassero “per raccontare le emozioni che state provando in questi momenti e in prospettiva del concerto a Baranello”.
Giuseppe, presidente dell’Associazione Liberamente, è subito disponibile. Sguardo serio e profondo, ammette che “l’idea di essere i portatori di un messaggio contro il pregiudizio verso la malattia mentale e di farlo in un’occasione come il Natale con un concerto, è qualcosa che piace a tutti noi. Che ci galvanizza e apre alla speranza concreta che davvero cada lo stigma che ancora oggi si nutre verso le patologie psichiatriche”.
Ecco Carmine allora, che si dice “felice di essere qui a provare i canti di Natale”. E’ timido e riservato ma il suo sorriso lascia intravedere la gioia di vivere un’occasione “senza essere additato e per imparare gli altri a non farlo”. “Io mi trovo bene con Liberamente e venire qui, per provare insieme, per preparaci al Natale mi fa stare ancora meglio”. Gli chiediamo qual è il canto che preferisce e lui, senza dubitare, risponde: “Tu scendi dalle stelle”. Chiediamo al maestro di accompagnarci perchè Carmine si presta ad intonare l’inno a Gesù Bambino da solo, ma alla prima strofa tutti gli altri lo accompagnano e senza troppi fronzoli ci ritroviamo nel cuore delle prove. La maestra Annamaria conduce le voci, la tastiera e la chitarra suonano melodie che hanno un sapore magico oltre le aspettative. E Antonella, giovane donna anche lei dell’associazione Liberamente è felice: “Quello che le persone non riescono a capire normalmente nonostante la scienza, noi proviamo quest’anno a dirlo attraverso l’arte della musica e del canto. La malattia mentale – continua – è come tutte le altre. Si può guarire se c’è il contributo e l’aiuto reciproco”.
Seri ed emozionati, non si concedono più alle distrazioni: la scaletta è lunga. E bisogna arrivare al 26 dicembre senza sbavature. Annamaria Capriglione, anche lei, è entusiasta e commossa: “Insieme al Coro di voci di Baranello abbiamo deciso di organizzare un evento che possa quest’anno trasmettere un messaggio diverso dal solito e, diciamolo pure, spesso dimenticato. Vi assicuro che il tempo trascorso e che trascorro tuttora con questi ragazzi, è tempo prezioso. Di arricchimento personale, emotivo, professionale. Loro sono davvero straordinari. Per questo mi piacerebbe molto se il 26 dicembre alle 18.30 tutti quanti riempissero la chiesa di San Michele Arcangelo per partecipare ad un concerto dall’esibizione ‘pazzesca’”. Sorride Annamaria e torna al suo posto perché “ormai ci siamo tutti, e direi che possiamo iniziare ufficialmente le prove”.
Annamaria è certa che questi ragazzi debbano e possano stare al centro con le loro diversità e fragilità da esaltare e non isolare. “Ecco perché il concerto del 26 dicembre sarà un concerto inclusivo” continua. Spesso per esorcizzare ciò che non si conosce e quindi si teme , spesso lo si emargina, convinti che allontanare sia la soluzione più facile. Ma per chi? “I malati psichiatrici non rappresentano un gruppo da isolare quanto una diversità da riportare al centro, da integrare attivamente nella società. Perché solo così può avvenire il cambiamento, può prendere piede quella integrazione di cui tanto si parla ma per cui ancora troppo poco si fa”.
Provano Cristicchi con “Ti regalerò una rosa”. Rappano, vanno a cappella: “Credevo di parlare col demonio, così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio. Ti scrivo questa lettera perché non so parlare… ” Per questo anche loro cantano. E cantano ancora. Arriva il Cantico dei matti e gli occhi faticano a trattenere le lacrime: “Noi siamo artisti, sognatori. Quelli che i benpensanti chiamano errori”. Ma errori non sono. Affatto. Il 26 dicembre ascoltiamoli, a Baranello. Alle 18.30 nella chiesa di San Michele Arcangelo. Sarà un Natale “diverso”.




