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Riciclaggio con donazioni delle coop anziani: sequestrati 5 complessi immobiliari per 2,6 milioni. Diversi indagati

Ammonta a 2,6 milioni il valore degli immobili sequestrati nella provincia di Campobasso dagli uomini della Guardia di Finanza che, diretti dalla Procura, hanno eseguito la misura cautelare disposta dal giudice per le indagini preliminari. Scoperto “un articolato sistema fraudolento” che coinvolgeva una Fondazione e anche attività economiche.

Riciclaggio e auto riciclaggio: con queste ipotesi di reato questa mattina (24 novembre) la Guardia di Finanza ha proceduto al sequestro preventivo di cinque complessi immobiliari che si trovano nella provincia di Campobasso e con un valore stimato di 2,6 milioni.  Gli uomini del Nucleo di polizia economico-finanziaria, diretti dalla Procura del capoluogo, hanno eseguito il provvedimento emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Campobasso. L’attività investigativa ha preso il via dopo gli approfondimenti investigativi operati dalla Guardia di finanza in materia patrimoniale in stretto coordinamento con l’Ufficio guidato dal dottor Nicola D’Angelo.

È stato scoperto un sistema di cooperative sociali che operano nel settore dell’assistenza agli anziani e gestite da alcuni degli attuali indagati che riuscivano ad appropriarsi di capitali ingenti. Soldi che – secondo la ricostruzione degli inquirenti – successivamente erano utilizzati per l’acquisto di immobili di cospicuo valore che venivano poi intestati fittiziamente alla Fondazione coinvolta nelle indagini, un ente creato senza scopo di lucro. Non solo alla Fondazione, gli immobili erano intestati fittiziamente anche ai congiunti dell’attuale principale indagato.

Nel corso dell’attività investigativa i finanzieri hanno scoperto quello che si sarebbe rivelato “un articolato sistema fraudolento posto in essere da una persona, un italiano”. Quest’ultimo, riferiscono alla Procura, “con la collaborazione di alcuni familiari e prestanome, distoglieva ingenti somme di denaro dalle società cooperative simulando donazioni a favore della fondazione o giustificava le distrazioni delle somme attraverso generiche diciture che poi non trovavano corrispondenza con la realtà”. I soldi venivano utilizzati per acquistare il patrimonio immobiliare oggi sequestrato dalla Guardia di finanza.

Mentre il patrimonio immobiliare veniva impiegato anche in attività economiche in modo da rendere più difficile le operazioni di riciclaggio e autoriciclaggio. Uno degli immobili sequestrati – hanno appurato gli inquirenti – era intestato alla Fondazione e veniva utilizzato da un’attività commerciale riconducibile al fratello del principale indagato.

“Il sequestro preventivo disposto sui beni nella disponibilità dell’indagato e dei propri familiari, volto a conservare il profitto del reato ai fini della successiva confisca, si inserisce nel contesto delle linee di intervento di questa Procura della Repubblica”, spiega il procuratore D’Angelo. Duplice l’obiettivo: oltre alla repressione dei reati, anche l’aggressione dei beni per “il recupero alla collettività di quanto illecitamente acquisito”. Tutto “con il contributo specialistico della guardia di finanza”.

Il procedimento nella fase delle indagini preliminari nel corso delle quali gli indagati potranno esperire in ottica difensiva tutti i rimedi processuali previsti dal codice di rito.