Logo
Regionali, l’election day il 5 febbraio non si esclude. E’ lotta per la Presidenza in Forza Italia, incognita Patriciello

Mentre a breve dovrebbe essere ufficiale la data del voto in Lazio e Lombardia, dove i candidati alla Presidenza saranno scelti rispettivamente da Fratelli d’Italia e dalla Lega, nella nostra regione deciderà Forza Italia. La lista degli aspiranti è lunga. “Noi abbiamo un governatore uscente ma non poniamo veti su alcuno. Al momento opportuno convocheremo il tavolo della coalizione, contiamo anche sull’aiuto della delegazione parlamentare molisana”, rimarca la coordinatrice azzurra Annaelsa Tartaglione.

La legislatura guidata da Donato Toma scadrà ufficialmente il prossimo 9 maggio. Sempre che non ci sia qualche imprevisto che porterà il Molise alle urne prima, assieme a Lazio, Lombardia (nel 2018 la nostra regione e queste ultime due votarono insieme), oltre al Friuli Venezia-Giulia in un election day sul quale potrebbe orientarsi il Governo.

In Lombardia dovrebbe essere ufficializzata la corsa bis di Attilio Fontana, presidente in quota Lega, che riferendosi alla possibile data delle elezioni – la più gettonata è il 5 febbraio 2023, ha dichiarato che “potrebbe essere una buona idea per accorpare le elezioni di Lazio, Molise e Lombardia, ma sono scelte che competono al Governo”. Al partito di Matteo Salvini spetta il ‘diritto di tribuna’ nell’ambito della ‘spartizione’ operata sul tavolo nazionale dalla coalizione di centrodestra. Invece Giorgia Meloni, premier e leader di Fratelli d’Italia, vorrebbe decidere il candidato presidente del Lazio, dove l’uscente Nicola Zingaretti (Pd) rassegnerà a breve le dimissioni (forse fra un paio di giorni) dopo l’elezione in Parlamento.

In questo quadro per Forza Italia, forte del risultato ottenuto alle Politiche in Molise (il secondo più alto d’Italia), dovrebbe mantenere il ‘pallino del gioco’ sulla scelta del candidato alla Presidenza della Regione: Donato Toma ci spera, anzi non ha mai negato di voler svolgere un secondo mandato dopo che nel 2018 venne scelto proprio dal partito di Silvio Berlusconi. Discorsi prematuri per la coordinatrice azzurra Annaelsa Tartaglione che a Primonumero comunque sottolinea: “Forza Italia ha un candidato uscente e, salvo imprevisti e salvo diverse decisioni romane, spetta a Forza Italia la scelta del candidato alla Presidenza della Regione. Al momento opportuno sarà convocato il tavolo di coalizione per un confronto su tutti gli aspiranti presidenti. Non ci sono veti su alcuno”.

Sarebbe lunga la lista di coloro che vorrebbe prendere il posto di Toma, qualcuno non ha nascosto di voler correre per la poltrona più alta della Regione come Michele Iorio. Molti di più i nomi che circolano negli ambienti politici: l’assessore regionale Nicola Cavaliere e il presidente della Provincia di Campobasso nonchè sindaco di Termoli Francesco Roberti, entrambi di Forza Italia. E poi: i centristi Salvatore Micone e Vincenzo Niro, il primo presidente del Consiglio regionale e in quota Udc, il secondo assessore regionale ai Lavori pubblici e coordinatore dei Popolari.

“Sono sicura – rimarca sempre Annaelsa Tartaglione – che la coalizione si presenterà compatta alle Regionali. E poi abbiamo una delegazione parlamentare di centrodestra che ha preso in campagna elettorale degli impegni con i molisani ai quali potremmo portare dei risultati“. Ossia il migliore ‘biglietto da visita’ per convincere gli elettori a scegliere il centrodestra.

Condizioni che, unite alla leadership al Governo e all’incertezza sulle alleanze degli avversari Pd e M5S, sono un innegabile vantaggio per il centrodestra. Che fra l’altro, ieri sera in Consiglio regionale, ha fatto venire meno l’appoggio al Movimento 5 Stelle sulla mozione per la sanità complice l’intervento – fuori da Palazzo D’Aimmo – dei vertici di Forza Italia che hanno bloccato l’operazione che avrebbe creato qualche problema all’europarlamentare azzurro Aldo Patriciello, proprietario della più grande clinica accreditata all’interno del sistema sanitario regionale.

Chi sosterrà alle prossime Regionali l’uomo politicamente più potente del Molise è un altro grande rebus: Patriciello sembra sempre più lontano dal governatore Donato Toma, da quasi un anno ha rotto con Vincenzo Cotugno il quale, oltre ad essere il cognato, è il vice presidente della Giunta regionale ed assessore al Turismo e Cultura. Cotugno fra l’altro è stato il bersaglio di Stefania Passarelli, sindaca di Pozzilli e molto vicina all’europarlamentare Patriciello: all’assessore regionale ha chiesto di firmare la sfiducia che Michele Iorio e altri tre esponenti della maggioranza (Salvatore Micone, Aida Romagnuolo e Gianluca Cefaratti) avrebbero voluto presentare nei confronti di Donato Toma.

Rumors del Palazzo sostengono che l’onorevole venafrano alle Politiche avrebbe appoggiato in Campania una candidata di Italia Viva. E che anche la sindaca di Pozzilli potrebbe essere candidata alle Regionali con il partito di Matteo Renzi all’interno di un terzo polo nel quale confluirebbe l’ala moderata. 

Un altro ostacolo verso la riconferma di Donato Toma è rappresentato dalla Lega che ha visto due propri assessori – Luigi Mazzuto e Michele Marone – estromessi dalla Giunta regionale. Salvini non lo ha dimenticato, come ha dichiarato a Campobasso durante il tour elettorale per le Politiche.

Alle Politiche pensando alle Regionali. Da Salvini avviso di sfratto al Governatore Toma: “In Molise qualcosa non ha funzionato”

 

Ci sono alleanze da ‘bullonare’ anche sull’altro fronte, il famoso campo progressista: M5S e Pd alla fine saranno alleati o correranno da soli? Azione, il partito di Carlo Calenda, vorrebbe stringere un’alleanza in Molise escludendo i grillini e ‘abbracciando’ solo i democratici (che devono rimettere insieme un po’ di cocci rotti dopo lo scontro pubblico tra il segretario Vittorino Facciolla e Micaela Fanelli). Un piccolo spiraglio sul dialogo tra Pd e 5 Stelle si è aperto ieri in Consiglio regionale: i due partiti hanno affermato la comune opposizione ad Aldo Patriciello. Chissà se basterà. “Nelle quattro regioni in cui si voterà sarà adottata una linea comune”, ha dichiarato a Primonumero il coordinatore pentastellato Antonio Federico. E oggi l’intesa tra grillini e dem sembra più vicina solo in Lombardia.