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Covid, stato di agitazione per i precari: contratti scadono il 31 dicembre

Ugl: “Abbiamo chiesto un incontro al commissario Toma per trovare una soluzione ma non abbiamo ricevuto risposte”. Avviato anche tavolo di conciliazione in prefettura

L’Ugl annuncia lo stato di agitazione per i precari della sanità molisana: ai dipendenti assunti per l’emergenza covid il contratto scadrà il prossimo 31 dicembre. E nel frattempo, non avendo ricevuto risposte dal commissario ad acta Donato Toma, il sindacato ha deciso di rivolgersi al prefetto.

“All’ingiustificato silenzio delle istituzioni – dichiarano congiuntamente il segretario regionale della Ugl Molise Nicolino Libertone e Giovanni Colacci, Segretario Regionale della UGL Salute – sulla vertenza che coinvolge circa 280 operatori sanitari precari, attualmente impiegati presso strutture ospedaliere della Asrem sull’intero territorio del Molise, rispondiamo con l’apertura dello stato di agitazione e con l’avvio delle procedura (L. 146/90) che prevede il tentativo di conciliazione presso la locale Prefettura. È una mossa dovuta la nostra, tesa a salvaguardare i posti di lavoro di questi professionisti che, se nulla accadrà, il 31 dicembre prossimo non vedranno prorogati i contratti sottoscritti durante la dura emergenza per la pandemia”.

I due sindacalisti inoltre puntualizzano ancora: “Abbiamo richiesto più volte nei giorni scorsi, rivolgendoci direttamente al Presidente della Regione Molise e Commissario ad acta della sanità Donato Toma, un incontro per cercare una soluzione condivisa atta a scongiurare un dramma occupazionale che rischia di privare la sanità regionale, già in crisi, di personale utile a garantire l’assistenza ai cittadini. La mancanza di confronto da parte del presidente Toma è un segnale di assoluta mancanza di rispetto verso questi professionisti.  Siamo pronti a far sentire la nostra voce, affidandoci a tutte le iniziative che potranno servire per dare agli operatori sanitari coinvolti un futuro e alle loro famiglie la serenità che meritano” concludono i sindacalisti”.