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Cinghiale abbattuto a Isernia positivo al parassita che causa la trichinellosi nell’uomo

La larva è stata individuata dall’Istituto Zooprofilattico su un esemplare abbattutto in provincia di Isernia. Possono essere portatori del parassita i suini selvatici, i suini allevati allo stato brado e gli equini

A Isernia è stato accertata la presenza di larve di trichinella nella carne di cinghiale. Un caso per ora isolato – come scrive IsNews – emerso dagli accertamenti eseguiti nei giorni scorsi su un esemplare abbattuto nelle zone della provincia pentra.

L’ungulato, consegnato all’Istituto Zooprofilattico di Isernia diretto dal dottor Addolorato Ruberto, è stato sottoposto a tutti gli esami necessari dai quali è emersa la presenza di queste larve che vivono nei muscoli degli animali (anche maiali, volpi, orsi, e molti altri carnivori).

L’uomo sviluppa la trichinosi quando consuma carne cruda, poco cotta o poco lavorata proveniente da un animale portatore del parassita. Nella maggior parte delle persone, le infezioni sono dovute al consumo di carne di maiale, soprattutto nelle regioni in cui i maiali vengono alimentati con scarti di carne e rifiuti crudi, oppure al consumo di carni di cinghiale.

Il lavoro effettuato dall’Istituto Zooprofilattico di Isernia insieme agli operatori dell’Ambito Territoriale di Caccia n.3 e con il servizio veterinario dell’Asrem punta ad un monitoraggio del fenomeno proprio per evitare possibili criticità.

Anche il Ministero della Salute, puntualizza, che la gravità dell’infezione è dovuta principalmente “alla dose di larve infettanti ingerite e può variare da forme benigne a forme gravi che, in seguito a complicazioni cardiocircolatorie, respiratorie o neurologiche, possono portare al decesso del paziente. Generalmente la malattia ha un carattere epidemico in quanto più soggetti consumano le carni infette. I casi singoli sono rari”.