Serve un cambio di passo
|Buoni spesa per celiaci, Molise tra le 4 regioni in cui non sono digitali
L’Aic si appella alla Regione: “Si semplificherebbe la vita del paziente celiaco e della famiglia, in conformità agli obiettivi della digitalizzazione della pubblica amministrazione e della sanità”.
Il Molise è una delle quattro regioni d’Italia in cui i buoni spesa per le persone celiache non sono digitali. E allora l’Aic, Associazione italiana celiachia, si rivolge direttamente alla Regione Molise affinché “aderisca al processo di digitalizzazione dell’assistenza per i pazienti celiaci,trasformando in digitali i buoni spesa per l’erogazione degli alimenti senza glutine”.
Il presidente Giuseppe Di Fabio spiega che “l’erogazione gratuita degli alimenti senza glutine è un diritto inserito nei Livelli Essenziali di Assistenza che garantisce alle persone celiache un buono mensile di spesa. La scelta di trasformare il buono da cartaceo a digitale è stata dettata da una serie di vantaggi: riduzione dei costi diretti, garanzia di una rendicontazione trasparente e automatica, possibilità di frazionare la spesa che permette al paziente di ritirare gli alimenti in base al fabbisogno, ma soprattutto la facilitazione della circolarità del buono tra le Regioni e pubblica amministrazione italiana”.
Ad oggi, 16 regioni su 20 sono passate ai buoni digitali. Mancano all’appello, oltre al Molise, Abruzzo, Sardegna e Sicilia. Aic sottolinea i numerosi vantaggi dell’adozione dei buoni digitali, che “semplificano la vita del paziente celiaco e della famiglia, in conformità agli obiettivi della digitalizzazione della pubblica amministrazione e della sanità. I pazienti non sono più costretti a utilizzare il buono in un unico esercizio e in un’unica soluzione ma possono acquistare in ogni canale distributivo (farmacia, grande distribuzione, negozi specializzati) anche un solo alimento in base a preferenza e convenienza, risparmiando”.
Tra l’altro, attraverso la verifica digitale possono controllare l’utilizzo del tetto di spesa e la rendicontazione degli esercizi alle aziende sanitarie competenti e a fine mese il tetto si azzera, per essere disponibile dal primo giorno del mese successivo. E poi la digitalizzazione si pone anche come importante strumento facilitatore quale l’accesso alla terapia anche fuori dalla Regione di residenza, che permette al celiaco che si sposta per lavoro, studio o vacanza di ritirare nel luogo di destinazione lo stretto indispensabile per seguire efficacemente la terapia, evitando di viaggiare con inutili scorte, spesso sprecate.
“Siamo fermamente convinti dell’importanza della digitalizzazione dei buoni perché porta innegabili benefici ai pazienti celiaci la cui tutela è una priorità di AIC – aggiunge Sara Mucciarone, presidente AIC Molise –. Il buono digitale migliora la qualità della vita dei celiaci consentendo loro di suddividere la spesa e l’importo come desiderano, permette di acquistare nel canale di vendita preferito con accesso a una scelta più ampia a un prezzo più competitivo, aumentandone così il potere di acquisto. Non meno importante, favorisce la collettività, grazie a una rendicontazione più efficace e trasparente: l’importo viene aggiornato automaticamente dopo l’utilizzo e sullo scontrino si visualizza il credito rimanente e, se un paziente non utilizza tutto il buono digitale, il disavanzo rimane nella disponibilità della sanità pubblica, evitando sprechi e garantendo un risparmio di denaro pubblico”.
Sul sito https://www.celiachia.it/dematerializzazione-dei-buoni-in-italia/ AIC ha pubblicato una mappa che illustra lo stato di avanzamento della digitalizzazione nelle singole regioni italiane. Un impegno che AIC condivide con il Ministero della Salute, che ha attivato un tavolo tecnico che ha tra le finalità la circolarità tra regioni, cioè la possibilità di spendere il buono anche al di fuori della propria regione di residenza, oggi non prevista dai sistemi regionali.


