San Giuliano di Puglia 2002-2022: oggi la Giornata della memoria
L’ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso posta sui social la foto del cimitero degli angeli, dove si è recato in visita privata. Minuto di silenzio in Consiglio regionale. Il cordoglio e il ricordo delle Istituzioni a venti anni dalla strage dei bambini
Nella ricorrenza dei 20 anni dalla strage di San Giuliano di Puglia, sono diversi gli interventi di personalità del mondo politico e istituzionale che hanno voluto commentare pubblicamente del drammatico evento, oggi che ricorre la Giornata della memoria in Molise. Guido Bertolaso, capo della Protezione civile all’epoca della tragedia, ha postato questa foto su Facebook, dopo essersi recato in visita privata al cimitero del paese.

“Venti anni, ovvero un periodo considerevole per riflettere e capire. Venti anni sono certamente una nuova generazione che nel frattempo è diventata adulta, cioè capace di assorbire gli insegnamenti, interpretare gli accadimenti storici e indirizzare il proprio pensiero critico verso il futuro.
Venti anni che, tuttavia, non bastano per lenire il dolore di una comunità che ha sofferto un dramma indicibile, il più duro che si possa affrontare.
Non ci sono parole per descrivere lo strazio provato da chi ha vissuto quella tragedia con i propri occhi e con il cuore dilaniato dal dolore. Non è umanamente sopportabile una realtà in cui 27 bambini e una maestra muoiono mentre sono a scuola, nell’unico edificio che quel giorno maledetto crolla del tutto.
Solo il silenzio della commemorazione e la riflessione su cosa è stato fatto e cosa si può ancora fare, per evitare simili sciagure, possono scandire il nostro giorno del ricordo.
Dal 2003 la Regione ha istituito per legge la Giornata della Memoria, caricandola di significati che non colmeranno mai il vuoto lasciato dentro di noi, donne e uomini, cittadini e amministratori, ma che possono tracciare un nuovo segmento nel solco di quella tragedia.
Sì, c’è un prima e un dopo San Giuliano di Puglia.
Quella mattina di 20 anni fa ha segnato le nostre coscienze e ha cambiato la percezione collettiva della sicurezza dentro e fuori i luoghi pubblici e privati, modificando in maniera determinante le attività di mitigazione del rischio sismico attraverso la definizione della nuova classificazione sismica nazionale.
La Regione Molise ha risposto con forza alla richiesta di sicurezza e alla domanda di prevenzione. Siamo anelli di congiunzione di una catena che parte dallo Stato, che ha il compito di garantire le buone politiche di prevenzione e di tutela dei contesti civili e sociali costituiti dalla sicurezza e dalla scuola, da sempre fondanti nella nostra società.
Negli anni, abbiamo messo in sicurezza la gran parte del patrimonio scolastico. Sono state costruite o ristrutturate scuole che ora sono moderne e sicure. Lo dimostrano i rilievi realizzati dopo le ultime scosse. Gli edifici non hanno subito danni e sono pochissimi i plessi che necessitano di piccoli interventi che non sono comunque collegabili ai recenti eventi sismici.
Con i fondi per la ricostruzione post 2002, e con quelli che lo Stato ha messo a disposizione dell’edilizia scolastica negli anni successivi, c’è stato un lavoro importante anche per mettere in sicurezza le scuole nei paesi non colpiti dal terremoto, in provincia di Isernia soprattutto. La Regione ha avviato diversi programmi per completare il lavoro cominciato in provincia di Campobasso. I finanziamenti ministeriali permettono adesso di terminare l’opera.
Volgendo lo sguardo al doloroso passato vissuto nei paesi del cratere, ritengo sia rilevante citare uno degli interventi cui tenevamo maggiormente, perché ancora legato a quella tragedia. Mi riferisco alla realizzazione della nuova scuola di Colletorto, paese fortemente colpito sul piano strutturale. Tre mesi fa, finalmente, la comunità colletortese si è riappropriata della sua scuola. Abbiamo inaugurato una struttura polifunzionale su tre piani, con palestra annessa, ricostruita completamente su quella, storica, frequentata da diverse generazioni di bambini e ragazzi della comunità locale. L’edificio ospita la scuola primaria e la secondaria di primo grado. All’ingresso, una scultura in pietra ricorda i 27 piccoli angeli di San Giuliano di Puglia e la maestra Carmela Ciniglio. Un monumento che emoziona, e un monito per le generazioni di oggi e per quelle future.
Stiamo inoltre seguendo con attenzione gli sviluppi dei progetti finanziabili con le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, così come quelli avviati in base a programmi statali di finanziamento dell’edilizia scolastica e sportiva.
La priorità si sposta ora nel campo dell’edilizia religiosa su cui siamo intervenuti tanto nel corso degli anni. Il riferimento non è al sisma del 2002 ma a quello del 2018. Alcuni paesi molisani sono oggi privi dell’unica chiesa di riferimento. Stiamo lavorando per restituire a breve questi edifici alle funzioni religiose e alla vita sociale delle comunità interessate. E’ un obiettivo di breve termine.
Avremo modo di illustrare in altre circostanze tali novità, ora, in attesa di raggiungere il cimitero di San Giuliano, dove echeggeranno i 30 rintocchi della campana degli angeli, ci fermiamo per onorare la memoria di chi non è più con noi ma vivrà in eterno nel ricordo. Per il Molise questo sarà per sempre il giorno del cordoglio, del silenzio, della riflessione profonda”.
Donato Toma, presidente della Regione Molise

“Ci sono eventi, nella vita di una comunità, che restano scolpiti indelebili nel cuore e nella mente. C’è un prima e un dopo: un orologio storico che sta lì a ricordarci ciò che è accaduto. E quello che è successo a San Giuliano di Puglia il 31 ottobre del 2002 è un evento del genere. Una delle pagine più tristi della nostra storia: una tragedia enorme non solo per la cittadinanza locale ma per l’Italia intera.
Ricordo perfettamente il dolore e lo sconforto di quella giornata di venti anni fa. Il pavimento sotto i piedi che si muove, i lampadari che oscillano, le finestre che tremano. Un minuto di puro terrore seguito subito dopo da un silenzio che non potrò mai scordare. Quel giorno, a San Giuliano di Puglia, persero la vita 27 bambini, la loro maestra e altre due persone.
Oggi, a distanza di tanti anni, abbiamo non solo il dovere di ricordare, ma di lavorare ed investire in prevenzione e sicurezza perché simili tragedie non accadano mai più. Il ricordo di quei tragici momenti è una ferita ancora aperta nella memoria e nella coscienza di tutti noi.
La tragedia di San Giuliano di Puglia ci impone dunque non soltanto di ricordare quei tragici istanti ma anche e soprattutto di lavorare seriamente per garantire la massima sicurezza possibile per tutti gli edifici, pubblici e privati. Credo sia questo il modo migliore per ricordare il dramma di quei giorni in cui persero la vita trenta persone, tra cui 27 alunni e la loro maestra: un impegno civico e morale cui nessuno può sottrarsi e a cui è opportuno dedicare ogni sforzo istituzionale”.
Aldo Patriciello, parlamentare europeo
“Sono passati 20 anni da quel terribile 31 ottobre 2002. Quante cose la vita ci ha riservato in questi lunghi anni, eppure la tragedia di San Giuliano pare si sia cristallizzata a quel giorno nefasto. Nella memoria di ognuno vive il ricordo di quelle lunghe ore alla ricerca disperata dei piccoli alunni, intrappolati in un destino crudele. Sono forgiate nell’anima e nella mente di chi sopravvive le voci, gli ultimi aneliti di vita, le urla di dolore, la polvere, le manine che non stringevano più. Restano impresse nella memoria le immagini strazianti dei Vigili del fuoco instancabili, dei cittadini che scavavano a mani nude per non perdere neppure un secondo prezioso. É un ricordo troppo doloroso quello dei racconti.
É impossibile non rammentare con un grido innaturale quei teli bianchi, troppo piccoli per asciugare le lacrime di genitori disperati. É una ferita difficile da rimarginare. Nessuno ha la possibilità di restituire ai 27 angeli e alla maestra Carmela il soffio della vita. Possiamo, però, far sì che tragedie come questa di San Giuliano non accadano mai più. É di diversi giorni fa la notizia di un’ennesima disgrazia sfiorata, in un ateneo. Pochi minuti e avremmo nuovamente pianto giovani vite. Non devono più accadere drammi come quello di San Giuliano di Puglia o quello dell’Aquila.
É dovere delle Istituzioni garantire la sicurezza nei luoghi pubblici, nelle scuole, nelle università. Occorre incentivare la cultura della prevenzione, adottando misure serie e di concreta attuazione. Non servono slogan strappa applausi o frasi ad effetto sui social, utili solo a racimolare click, urge una politica più vicina alle esigenze dei cittadini. Il nostro impegno, il mio impegno è sempre proiettato verso il futuro, un futuro certo, migliore per tutti, che sappia coniugare il rispetto di leggi e la puntuale attuazione delle misure adottate per il bene delle comunità nelle quali viviamo”.
On. Lorenzo Cesa
“Da venti anni, il 31 ottobre, è una giornata triste. Sono ancora vive le immagini di quella drammatica giornata, scandita dal terribile sisma che colpì al cuore San Giuliano di Puglia e il Molise intero. Ventisette bambini e la maestra trovarono la morte sotto le macerie di una scuola, quel luogo che tutti noi genitori consideriamo il posto più sicuro che viene frequentato dai nostri figli, dove i nostri piccoli iniziano, per poi approfondire, il loro percorso di istruzione e formazione.
In questi venti anni abbiamo ascoltato storie di bambini diventati adulti, segnati da quel terribile crollo. E, da mamma, ho sempre ascoltato e riascoltato, letto e riletto, le storie di coloro che hanno avuto la forza di rialzarsi psicologicamente e fisicamente, seppur segnati per tutta la vita, provando a realizzare i propri sogni. Gli stessi sogni, svaniti sotto le macerie, per 27 loro piccoli amici e la loro maestra. Bambini diventati Angeli, che hanno lasciato all’interno delle rispettive famiglie un dolore immenso e una ferita, che non potrà mai rimarginarsi. Nonostante ciò, queste famiglie hanno avuto la forza e il coraggio di andare avanti, ma sono certa che i nonni, i genitori, i fratelli e le sorelle, gli zii, segnati da questa immane tragedia, da venti anni ogni giorno immaginano e si chiedono come sarebbe stata la vita dei loro piccoli Angeli.
Da mamma, spesso, ripenso a quel 31 ottobre 2002, soprattutto quando accompagno mia figlia a scuola, quel luogo dove i nostri piccoli trascorrono la maggior parte del loro tempo dopo la propria abitazione.
In venti anni è stato detto tanto su quel terribile terremoto e, da membro della Camera dei Deputati e consigliera del Comune di Isernia, memori di quella tragedia, il nostro impegno è quello di lavorare affinché il tema della sicurezza sia al primo posto, assicurando strutture all’avanguardia dove i nostri figli, futuro della nostra società, possano crescere serenamente”.
On. Elisabetta Lancellotta
“Oggi è una giornata triste: il 31 ottobre di venti anni fa cambiò radicalmente la storia del nostro Molise. Una regione e una Nazione che si strinsero attorno alla comunità di San Giuliano di Puglia, segnata da un dramma, per quanto possibile alleviato dallo scandire del tempo, ma che riecheggia giorno dopo giorno da quel 31 ottobre 2002.
Da sindaco ho sempre ripensato a quel dramma e dato massima considerazione a un tema sempre attuale e, oggi, da esponente di Palazzo Madama sicuramente non mancherà il lavoro affinché gli standard di sicurezza siano sempre maggiori, per far sì che un’altra San Giuliano di Puglia non si verifichi mai più”.
Sen. Costanzo Della Porta
Il senatore Claudio Lotito ha scritto un messaggio di cordoglio al sindaco di San Giuliano di Puglia Giuseppe Ferrante spiegando che a causa di impegni improrogabili non sarebbe stato presente alla cerimonia in memoria delle vittime del sisma e ribadendo “la mia partecipazione emotiva e la mia commozione che si unisce a quella della sua comunità. Ho rivisto nei giorni scorsi le immagini riproposte dai media delle ore più tragiche di quei momenti, la disperazione alla quale nessuno riusciva a darsi pace e non nascondo di aver provato ancora una volta tanta sofferenza. Voglio stringermi attorno a ciascuno di voi e testimoniare il mio impegno affinché ogni anno che verrà le strutture pubbliche di questa regione dovranno essere più sicure e funzionali e rispondenti alla normativa antisismica vigente, perché tragedie come queste non dovranno mai più accadere”.
Sen. Claudio Lotito
“C’è una storia prima del 31 ottobre 2002 e una storia dopo il 31 ottobre. Un prima e un dopo di una data tra le più tristi, se non la più triste, della storia del Molise e di San Giuliano di Puglia. Un boato, il crollo e il silenzio assordante.
In venti anni sono state tante, forse troppe, le parole spese per quella tragedia in cui persero la vita 27 piccoli alunni e una maestra della scuola di San Giuliano di Puglia.
Il pensiero va sempre alle famiglie e ai genitori, segnati da un dramma indelebile nella vita di tante persone: degli stessi bambini che riuscirono a salvarsi, delle loro famiglie, di coloro che prestarono i soccorsi.
Sono trascorsi venti anni, ma l’eco del dolore e della tristezza non si è mai spento e mai si spegnerà. Ogni anno, il 31 ottobre, è il momento della riflessione e della nostra vicinanza a tutti coloro che, da venti anni, soffrono nel silenzio delle proprie case per un dolore mai domo.
Il nostro pensiero e il nostro continuo incoraggiamento va a tutti quei ragazzi, oggi adulti, che hanno reagito con una forza d’animo, da cui prendere esempio, riuscendo a imporsi nel mondo della scuola, del lavoro, dello sport e della società con storie che ci insegnano tanto e da cui prendere anche esempio.
Quel 31 ottobre 2002 ha segnato un profondo spaccato. Una tragedia, che non sarebbe dovuta mai accadere, di colpo, accese i riflettori su un tema particolare: quello della sicurezza degli edifici scolastici.
Tanto è stato fatto e tanto si dovrà ancora fare per assicurare ai nostri figli quella tranquillità di poter trascorrere buona parte della propria giornata senza pericoli. Il compito delle istituzioni è quello di non abbassare la guardia, affinché gli istituti scolastici diventino una ‘bolla’, laddove gli studenti possano studiare, divertirsi, fare le loro prime esperienze senza alcun pericolo”.
Francesco Roberti, presidente della Provincia di Campobasso e sindaco di Termoli
“I tempi da coniugare al passato remoto, non i ricordi. Né le macerie del pianto o quei quaderni e zainetti e grembiulini rosso sangue, il cuore spaccato di genitori e poi i risarcimenti, le medaglie al Valor civile alla memoria, i processi e cinque condanne «inutili», come dicono padri e madri. Rimangono, vent’anni dopo – per sempre – ventisette bimbi e una maestra uccisi da una scuola «costruita come neppure un canile andrebbe costruito», come disse il pm al processo di primo grado, Nicola Magrone. Tutte le opere pubbliche dovrebbero essere sottoposte a controlli severissimi a tutela dell’incolumità degli utenti, con pene ancora più gravi per chi espone sconsideratamente a rischio i fruitori dell’opera pubblica stessa. Domani sarò a San Giuliano di Puglia, per rompere il silenzio e l’omertà intorno a questa vicenda”.
Nicola Morra, ex presidente della commissione parlamentare Antimafia
“Sono trascorsi vent’anni esatti dal terremoto del 31 ottobre 2002 che distrusse la scuola di San Giuliano di Puglia aprendo una voragine di dolore per le famiglie dei 27 bambini e per quella della loro maestra che il trascorrere del tempo non potrà mai arrivare a colmare. – ha detto Gravina – Vent’anni che per San Giuliano di Puglia hanno significato un periodo lungo e non sempre semplice da dedicare alla ricostruzione della propria comunità sociale.
La Giornata della Memoria dei Piccoli Angeli di San Giuliano di Puglia è anche un punto fisso per tutte le istituzioni locali e nazionali che sono chiamate a non dimenticare ciò che accadde e soprattutto perché accadde.
Riconoscerci tutti insieme, qui a San Giuliano di Puglia come in tante altre parti della nostra regione e della nostra nazione, nel ricordo delle vittime di quel terremoto e nel dolore interminabile delle loro famiglie, rende concreto quel profondo senso del dovere collettivo che è indispensabile mostrare ed esercitare per affrontare tragedie umane e sociali di simile portata, dalle quali, solo attraverso una sincera unità d’intenti, si può ripartire agendo a favore di una profonda e necessaria opera di ricostruzione che eviti di ricalcare gli errori tragici del passato”.
Roberto Gravina, sindaco di Campobasso
“Oggi è il giorno in cui quest’Aula partecipa e condivide i sentimenti di tutta la comunità di San Giuliano di Puglia. Ci stringiamo intorno al dolore di tutte le famiglie che hanno perso drammaticamente i propri cari e ai tanti operatori e volontari che, nelle ore successive quel tragico evento, lavorarono incessantemente, scavando a mani nude tra le macerie, per tentare di salvare le vite dei piccoli e inconsapevoli studenti.
Quella mattina di esattamente venti anni fa, quando la piccola Giovanna di soli 10 anni salutò sua madre Elena prima di entrare in classe, nessuno avrebbe mai potuto immaginare che lei, la sua maestra Carmela e altri 26 bambini non sarebbero mai più ritornati a casa.
Alle ore 11.32 il crollo della ‘Iovine’ ha spazzato via sogni, speranze e progetti di un’intera generazione. Le immagini della scuola accartocciata su sé stessa hanno percorso l’Italia e il mondo intero, sconvolgendo tutti nelle settimane a seguire. Perché una scuola che crolla distrugge quelle profonde certezze che fanno di essa il solido simbolo della costruzione di vita e cultura, ma anche idealmente un rifugio, un riparo, quasi una seconda abitazione per tutti i bambini e i ragazzi che la frequentano.
È questa una ferita che moralmente non potrà mai essere rimarginata ma oggi, con profonda dignità e grande determinazione, quella comunità è riuscita a ripartire, lavorando sulla ricostruzione. Bambini che vent’anni fa hanno trascorso ore sotto le macerie e che, da adulti, hanno deciso di trasformare quella drammatica esperienza in una missione di vita attraverso i loro talenti e le loro professionalità.
Mi riferisco a Veronica D’Ascenzo che rimase intrappolata per otto ore sotto i calcinacci della scuola. Più volte lei stessa, ho letto, ha ripercorso quei drammatici momenti. Il boato, i vetri delle finestre in frantumi e l’ultima immagine prima del buio: la sua maestra che, in segno di disperazione, si portava le mani al viso. Poi il silenzio. Oggi anche lei è una maestra: una vocazione nata dopo il terremoto e una vera missione di vita, dove spende gran parte del suo tempo in campagne di sensibilizzazione per la sicurezza nelle scuole. Ma c’è anche Dino Di Renzo che nel giorno della tragedia aveva appena 10 anni e frequentava la quinta elementare. Rimase per sei ore sotto le macerie. Oggi è un geologo: una scelta nata per difendere il territorio, e soprattutto per informare i cittadini dei rischi del terremoto, lavorando sulla prevenzione”.
Fabio De Chirico, consigliere regionale M5S
“Quanto accaduto quel giorno di 20 anni fa porta cicatrici indelebili nei familiari, in tutta la comunità locale e in tutti coloro che, come me, hanno vissuto direttamente quelle ore di angoscia di quando si scavava a mani nude per estrarre dalle macerie i corpicini nella speranza di poterli abbracciare. Vivi.
Da allora il dramma di San Giuliano di Puglia, i 27 bambini vittime del sisma del 2002 che tutti chiamiamo “gli Angeli di San Giuliano” possono essere definiti “gli Angeli dell’Italia intera”. Quella tragedia è servita a puntare i riflettori su un argomento fino ad allora mai preso in considerazione, ossia le scuole sicure.
Da quell’avvenimento l’Italia intera ha promosso la conoscenza del territorio nazionale sui dati sismologici e di tutte le norme da applicare relative alle azioni antisismiche pertinenti agli edifici scolastici ed affini per la tutela e la sicurezza dei bambini e dei loro diritti in seguito alla OPCM 3274 del 2003 per le obbligatorie verifiche di vulnerabilità sismica e grazie alla creazione di comitati locali in ogni parte d’Italia. E’ pur vero che molto c’è ancora da lavorare, ma prima di allora nessuno si era mai posto il problema nonostante viviamo in uno dei Paesi a maggiore rischio sismico del Mediterraneo, per la frequenza dei terremoti che hanno storicamente interessato il suo territorio e per l’intensità che alcuni di essi hanno raggiunto, determinando un impatto sociale ed economico rilevante.
Nonostante le accuse dell’epoca da parte dell’opposizione politica fino ad arrivare all’invio in Molise di una commissione d’inchiesta, la verifica dei danni in tutta la provincia di Campobasso che da presidente della Regione mi portò ad estendere gli interventi per la messa in sicurezza non solo delle abitazioni private ma anche degli edifici pubblici (scuole, chiese, municipi) hanno rappresentato un vademecum per tutta la nazione.
Il rintocco delle campane che questa mattina hanno accompagnato il ricordo dei 27 bambini con la loro maestra devono indurci anche a fare il resoconto dell’operato della Regione Molise sia nell’affrontare quei giorni drammatici e sia negli anni successivi. A partire dal modello della ricostruzione adottato a San Giuliano, discusso con l’allora presidente del Consiglio Berlusconi e con il capo nazionale della Protezione Civile Bertolaso. Evitare le tende come soluzione a lungo termine e la scelta più confortevole per i cittadini che consisteva nella costruzione delle casette di legno in sostituzione dei container per creare un nuovo villaggio, fu senza dubbio la peculiarità del sisma del 2002. Un villaggio che poi, con il ritorno nelle proprie abitazioni della popolazione, avrebbe dovuto essere occupato da una scuola nazionale di Protezione Civile con un campus universitario per lo studio dei fenomeni tellurici e dei nuovi sistemi di costruzione antisismica. Progetto che, ahimè, è stato completamente abbandonato dai governi nazionali e locali che si sono succeduti.
Dopo 20 anni resta il rammarico per una ricostruzione non ancora terminata nonostante i fondi arrivati in Molise al 2011, ultimo anno della mia presidenza, e che negli anni successivi non hanno trovati l’impiego per far tornare i molisani nelle loro abitazioni.
Oggi, durante la commemorazione ufficiale, ho toccato con mano la stima e l’affetto che è rimasto indelebile in questi anni verso la popolazione di San Giuliano di Puglia e con i familiari delle vittime. La condivisione del dolore di quel 31 ottobre 2002 ci accompagnerà per sempre”.
Michele Iorio, consigliere regionale Fdi



