Niente acqua per 24 ore in 4 paesi: le scorte ci sono ma la siccità di questa finta estate è un guaio
Giovedì 2 novembre niente erogazione idrica per Montenero, Petacciato, San Giacomo e Guglionesi per lavori alle pompe di sollevamento. Sul Liscione invece livelli simili al 2021 ma la mancanza di pioggia è un problema
Per lavori all’impianto di sollevamento idrico di Guglionesi, nella giornata di giovedì 2 novembre, a quattro comuni del Basso Molise verrà sospesa completamente l’erogazione d’acqua. Grazie alle scorte è probabile che nessuno dei quattro paesi, cioè Guglionesi, San Giacomo degli Schiavoni, Petacciato e Montenero di Bisaccia, vada in affanno nonostante il prolungato periodo di siccità.
Ma il vero guaio è che se continua a fare così caldo, con temperature estive di giorno, la richiesta di acqua resterà alta e i consumi altrettanto.
“Sono lavori programmati oltre l’estate ma l’estate sembra non finire” commenta con una battuta Giuseppe Santone, presidente di Molise Acque. Lavori che però sono stati programmati dalla struttura commissariale che si occupa della realizzazione dell’acquedotto Molisano Centrale, mastodontica opera ancora non completata e chissà quando lo sarà. Quell’opera che porta l’acqua dalle sorgenti matesine di Rio freddo fino alla costa molisana ha avuto bisogno di parecchi ritocchi durante questo autunno caldo, con numerose sospensioni o riduzioni di flusso per i paesi che ricevono l’importante risorsa idrica.
Stavolta c’è bisogno di intervenire per la sostituzione delle valvole dell’Impianto di Sollevamento di Guglionesi, per cui dalla mattina del 2 novembre alle 5 e fino alla serata della stessa giornata di commemorazione dei defunti, verrà sospeso il flusso idrico. Avvisate per tempo, le Amministrazioni comunali dei quattro paesi possono cercare di riempire i rispettivi serbatoi e salvo sorprese dovrebbero avere acqua a sufficienza da dare ai cittadini.
Ma è chiaro che preoccupa la mancanza di precipitazioni di questo autunno. Dopo un settembre abbastanza fresco e piovoso, ottobre ha fatto ripiombare la regione e specialmente il Basso Molise, in una sorta di estate tardiva. Nelle ore diurne le temperature arrivano a sfiorare i 30 gradi, merito di un sole cocente che spinge più di qualcuno a rinviare l’ultimo saluto alle spiagge per concedersi qualche altro bagno in mare.

Ma se questo è il lato positivo, insieme forse alla mancata necessità di utilizzare i riscaldamenti nelle case, l’altro lato della medaglia è preoccupante. “Questo rischia di essere l’ottobre più caldo mai registrato” segnalava solo pochi giorni fa l’esperto meteorologo Gianfranco Spensieri.
Giuseppe Santone offre uno spunto simile. “Nei primi 10 mesi dal 2022 abbiamo avuto la metà delle precipitazioni del 2021. Oltre alla mancanza di pioggia bisogna considerare che le alte temperature provocano evaporazione di acqua dal terreno”. I due effetti combinati portano così a consumare più acqua del dovuto. Ad oggi il livello dell’acqua nella Diga del Liscione non preoccupa, ma serve un’inversione di tendenza del meteo in tempi rapidi. “I dati riferiti al 27 ottobre segnano 60 centimetri in più del 2021. Siamo a 107,85 metri sul livello del mare” chiarisce Santone.
Due anni fa però di questi tempi l’acqua nell’invaso di Guardialfiera superava di poco i 110 metri sul livello del mare. Sulla stessa diga entro l’anno prossimo dovrebbero essere realizzati i lavori da 10 milioni, ormai prossimi all’aggiudicazione, per rendere più sicura e capiente la diga dopo i danni dell’alluvione di 20 anni fa. Ma adesso l’urgenza è dettata dalla siccità, tanto che di recente il lago di Guardialfiera è stato inserito provocatoriamente fra i Deserti d’Italia.

“In Basso Molise ci sono state meno precipitazioni dell’anno passato e meno precipitazioni significa anche acqua utilizzata in modo non corretto”. Santone insiste: “Dobbiamo informare il più possibile i consumatori finali: occorre essere tutti più responsabili nell’utilizzo delle risorse idriche”. Sotto accusa ancora una volta gli spechi o gli allacci abusivi. Quello però è compito dei comuni. “Con loro abbiamo avuto dei confronti in occasioni delle crisi idriche degli anni passati e le cose sono migliorate. Mi rendo conto che i controlli non sono facili. Poi c’è anche il problema delle reti comunali”. Reti colabrodo sulle quali un intervento radicale dovrebbe essere priorità assoluta in tempi di crisi climatica ormai conclamata.
“Speriamo arrivi un po’ di pioggia” dice Santone, che preferisce non sbilanciarsi nel caso in cui la siccità autunnale dovesse prolungarsi. “Non mi pronuncio, dobbiamo monitorare giorno per giorno e vedere le sorgenti come rispondono”.



