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Legati, picchiati, sedati: orrore in una casa di riposo. 16 indagati, 9 operatori sospesi

Maltrattamenti, sequestro di persona ed esercizio abusivo della professione tra le ipotesi di reato che coinvolgono 16 persone in Basso Molise. L’indagine della Tenenza della Guardia di Finanza di Larino, coordinata dalla Procura frentana, ha messo in luce le violenze subite dagli anziani in questa struttura dove gli operatori sanitari legavano gli ospiti ai letti e somministravano loro calmanti senza prescrizione medica. 9 persone sono state interdette dal lavoro per sei mesi, la casa resta aperta.

Quando la Guardia di Finanza di Campobasso ha messo insieme le prove di quello che accadeva in una casa di riposo del basso Molise si è accorta che tanto orrore, tutto assieme, in questa regione, non si era mai visto.

Persone fragili, anziane, malate venivano tenute legate ai letti per ore. Chi si lamentava troppo era sedato senza che un medico avesse ritenuto necessario farlo. E poi offese, minacce, strattonamenti: le immagini delle telecamere che i finanzieri hanno piazzato nelle camere di questa struttura di ricovero durante l’attività di indagine sono inequivocabili.

E hanno portato a iscrivere sul registro degli indagati 16 soggetti, tra cui i vertici della casa di riposo, e a notificare a 9 persone delle misure interdittive di divieto di esercizio della professione sanitaria.

E’ avvenuto ieri, 5 ottobre, a opera della Tenenza della Guardia di Finanza di Larino. Le ipotesi di reato sono: maltrattamenti (ex art. 572 c.p.), sequestro di persona (ex art. 605 c.p.) ed esercizio abusivo della professione (ex art. 348 c.p.).

Che qualcosa non andasse bene in quella struttura di ricovero è stato notato molti mesi fa. Non dai familiari degli anziani che fino a poche ore fa erano all’oscuro di quanto avveniva lì dentro. L’attività di polizia giudiziaria si è chiusa ad agosto, ha coordinato le indagini il procuratore capo di Larino Isabella Ginefra. Utilissime le intercettazioni ambientali, le immagini e i sopralluoghi per mettere in evidenza questi maltrattamenti fatti dai lavoratori della casa di riposo che sono stati già sostituiti anche per evitare l’interruzione del servizio e danneggiare ulteriormente gli ospiti. La casa, infatti, è aperta e operativa sebbene qualche anziano sia stato portato via dalla propria famiglia. Ma tanti sono i più fragili, soli, che non hanno né un altro posto dove andare, né qualcuno che si preoccupi per loro.

procuratrice isabella ginefra

Un vero dramma per molti a fronte di un racconto degli investigatori che fa accapponare la pelle.

“L’attività investigativa – scrivono nel loro comunicato – permetteva di documentare molteplici episodi di maltrattamenti, mediante l’utilizzo prolungato/reiterato di mezzi di coercizione e senza le dovute prescrizioni mediche nonché casi di esercizio abusivo di professione sanitaria, ad opera di personale non abilitato. Sarebbero significativi gli episodi di vessazioni nei confronti degli ospiti, quali strattonamenti, offese e minacce ma, soprattutto, il quotidiano e prolungato ricorso a forme di contenzione meccanica, peraltro senza alcuna prescrizione sanitaria. Inoltre, venivano abusivamente somministrate, ai degenti, anche terapie farmacologiche, da personale privo delle prescritte abilitazioni. Talvolta, unico conforto, per gli ospiti degenti, erano le immagini, diffuse da un televisore, che tristemente trasmetteva format televisivi di nessun interesse per gli anziani”.

Il gip del Tribunale di Larino ha pertanto accolto la richiesta della Procura emettendo i provvedimenti di applicazione di misure cautelari interdittive (divieto di esercizio di professione ex art. 290 c.p.p.), per una durata di mesi sei, nei confronti di 9 dei 16 indagati. Provvedimenti eseguiti ieri dai finanzieri frentani.

“L’attività in argomento – scrivono dal comando – testimonia la costante attenzione, da parte delle istituzioni e della Guardia di Finanza, in stretta sinergia con l’autorità giudiziaria, a tutela delle fasce più deboli della popolazione nonché dei lavoratori onesti e rispettosi delle regole, non ultimo a fronte di episodi che generano, quantomeno, imbarazzo, iniquità e minano la coesione sociale. Il contrasto a simili fattispecie, nei settori previdenziale, assistenziale e sanitario, mira a garantire, infatti, l’effettivo sostegno alle fasce più deboli della popolazione, evitando, vieppiù, alterazioni alle regole della sana competizione, tra aziende del peculiare settore, a maggior ragione in un momento di immediata post pandemia. Il fine, altresì, è quello di colpire, nella loro globalità, tutti quei fenomeni che costituiscono ostacolo allo sviluppo di una società più equa ed attenta ai bisogni di ciascuno, ancor di più, se fasce di popolazione più deboli”.

Il procedimento, naturalmente, è nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati ora potranno difendersi dalle pesantissime accuse della Procura di Larino.