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Voli di ricordi. I 42 anni di Messa di Don Fernando Manna

Don Fernando Manna: 42 anni di Messa, di fratellanza e comunione di vita. Ora è a Guardialfiera

Don Fernando Manna arriva a Guardialfiera nella Solennità di Cristo Re, il 21 novembre 2021, con l’unico impegno di celebrare Messa alle 10,30, in sostituzione di don Antonio Antenucci, assalito quel mattino da incipiente spossatezza. Ma la fugace indisposizione, nell’esile parroco, si tramuta impetuosamente in una pluripatologia degenerativa, tale da annientarlo e da condurlo, il 16 maggio scorso, alla piena contemplazione di Dio in cui ha creduto, amato e servito.

Cosicché don Fernando è ancora qui, da quel 21 novembre. Ed ora, qui, può far festa il 21 settembre, nel 42° anniversario della sua ordinazione sacerdotale. E può ringraziare da qui e magnificare il Sommo ed Eterno Sacerdote, con sobria liturgia, e con un essenziale insieme di fedeli e di conoscenti.

E’ dolcezza per me, oggi, ridisegnarmelo com’egli era 42 anni fa, allorché ebbi la buona sorte di incontrarlo a Palata. Aveva ultimato il percorso teologico ed era diacono. Venne da don Elio il quale solennizzava il decennale di sacerdozio; ma giunse anche per dare un’occhiata agli impianti della “RTN”, la radio Palata Nova, una delle prime emittenti libere e cristiane esistenti sul territorio. E don Elio, a un certo punto, me lo pone di lato, qualificandolo “giovane di fede, di ragione, di coraggio”.

In quel tempo lontano, Fernando portava con sé già un personal computer ed il breviario! Un chierico Innovatore, cioè, di tecnologia mediatica e modello di vivace spiritualità. E perché infatuato di mass media, il Parroco di Palata lo intrufola con me nella modesta sala di registrazione e di trasmissione, ricavata nel sottoscalo della Suore francescane. A cablare lì dentro, c’era Domenico Vitulli – il tecnico – capace di far acrobazie, seppur in assenza d’apparecchiature decenti. Ma Fernando, impressionato dalle scarse risorse anche umane, scatta con una dritta istantanea: <munitevi almeno, e subito, d’un nuovo registratore magnetico di inversione automatica del nastro: di un “autoreverse” che possa assicuravi, anche di notte, l’ascolto successivo e continuo di entrambi i lati della stessa fettuccia>. E don Elio lo ascolta e lo approva; e, visibilmente festoso, allude poi al “Mischiatutto”: quel cocktail di cultura, di costume, di canzoni, sport, umorismo, di attualità. Una trasmissione in diretta, squisita della “RPN” – prosegue il parroco – replicata anche da Radio-Campobasso, ideata, scritta e condotta da lui (…volgendosi a me) da lui e dalla vocina sicura e affabile di Paoletta, la sua figliola>, allora poco più che quattordicenne.

Fernando (in quei giorni ancora senza il “don”) rimane a sera volentieri in casa nostra a confabulare con noi, sui giovani, sui campi scuola, sul desiderio di partire missionario in Africa e sulla sua imminente ordinazione. Sarà la terza “imposizione delle mani” officiata da mons. Cosmo Francesco Ruppi, fissata al pomeriggio di domenica 21 settembre, in Piazza a Montorio nei Frentani, suo paese natale. Carolina sfiora anche il desiderio di far dono a lui di un Camice, <della veste bianca> modellata col duplice plissé e confezionata secondo la caratteristica di Suor Alfonsina Lo Zopone, a quell’epoca Madre Superiora delle discepole di Gesù Eucaristico a Guardialfiera. Ed egli è d’accordo.

Ancora olezzante di crisma, don Fernando raduna il “Clan” Casacanditella a Guglionesi e lo trattiene in raccoglimento ed estemporaneità.
Nove novembre: i tre presbiteri costituiti nell’anno 1980, saranno insieme nella chiesa parrocchiale di Palata a concelebrare e ad esprimere, con un abbraccio di pace, la freschezza e la ricchezza di Spirito, acquisito attraverso il Sacramento dell’Ordine.
Poi via, don Fernando, uomo d’azione, gira, viaggia, sosta a dispensare e fecondare fede, ragione, coraggio e tutto il suo ministero pastorale in diversificate comunità della Diocesi: a Santa Croce, Colletorto, San Giuliano, Montorio, Montelongo, Rotello, Ururi. Tasselli di realtà che, in più di quattro decenni, raccontano, in un mosaico armonioso, la straordinaria capacità di un prete col quale è piacevole parlare e pregare.
Ed è giunta l’ora di stare a Guardialfiera, con lui. E tutta la comunità, nella felice ricorrenza della sua consacrazione, chiede a Dio di renderlo ancora strumento della sua azione e di moltiplicare l’esperienza gioiosa del dono ricevuto.

Vincenzo Di Sabato

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