Vendemmia salva: in Molise ottima qualità dell’uva e aumenti solo del 10 per cento
Gli imprenditori vinicoli del Basso Molise – pur consapevoli di una perdita economica del 30-35 per cento a causa dell’aumento generalizzato dei costi di produzione che spaziano dal prezzo del gasolio agricolo, all’energia, ai fertilizzanti, al vetro, compresa la manodopera – hanno deciso di limitare l’aumento del prezzo dell’uva in cassetta solo del 10%
L’annata di siccità estrema e il caldo torrido – che hanno messo a dura prova i vigneti che in parte hanno diminuito la resa in mosto – non hanno inficiato la qualità dell’uva che – per fortuna – si annuncia ottima e “per ottimi vini”.
Il taglio dei grappoli ha preso il via ma il grosso deve ancora arrivare, con una vendemmia che, anche in Molise, tra varietà e zone diverse, come sempre si concluderà definitivamente tra settembre ed ottobre. Ma, intanto, gli imprenditori agricoli del Basso Molise hanno trovato una linea comune da tenere sul fronte dei prezzi dell’uva in cassetta per la produzione di vino.

Nonostante siano alle prese con un aumento generalizzato dei costi di produzione che spaziano – come più volte denunciato da Coldiretti – dal prezzo del gasolio agricolo, all’energia, dai fertilizzanti a tutto quanto necessitano le aziende per la loro conduzione, compresa la manodopera, hanno deciso di limitare l’aumento del prezzo dell’uva in cassetta solo del 10 per cento.
Una decisione che arriva al termine di un costruttivo dialogo fra gli imprenditori del Basso Molise che, sulla scorta dell’esperienza positiva già attuata lo scorso anno, pur consapevoli di dover subire una perdita economica di almeno il 30-35%, hanno deciso di andare incontro ai consumatori locali, offrendo loro un prodotto sano e genuino ad un prezzo contenuto.
“Tenere sotto controllo il prezzo del vino sul mercato è un enorme sforzo economico – confessa un produttore vinicolo del Basso Molise – ma abbiamo scelto di farlo ugualmente nonostante i rincari rispetto allo scorso anno”.
Ad incidere in modo particolare sull’aumento dei costi di produzione della vendemmia 2022 in Molise, oltre ai rincari della energia, con bollette triplicate ad esempio nelle cantine di Campomarino rispetto al 2002, c’è la crisi del vetro che registra un’impennata di prezzi dopo il conflitto Russia Ucraina. E poi l’aumento del concime. Fino all’inizio del 2021, infatti, il concime arrivava in via prevalentemente esclusiva proprio dalla Russia e soprattutto dall’Ucraina “ma la guerra ha cambiato gli accordi commerciali e ora – raccontano i produttori di vino di Campomarino e San Martino in Pensilis – il concime viene acquistato esclusivamente negli Stati Uniti”. “Il prezzo – riferiscono a Primonumero – è però triplicato e non sempre il concime è disponibile a fronte dell’enorme richiesta che c’è nel resto d’Europa”.
Tuttavia con l’accordo sul prezzo, i consumatori molisani che coltivano la tradizione di vinificare direttamente le uve per uso familiare non saranno costretti ad acquistare dell’uva da altri mercati, potendo contare su un approvvigionamento di uve locali, premiando il lavoro delle nostre imprese che operano nel pieno rispetto delle normative di produzione e di tutela del lavoro.
Ora il lavoro si sposta, come prassi, in cantina per il processo di vinificazione: la fermentazione del mosto, il monitoraggio, i travasi.

