Sindaci, un’arma contro l’astensionismo. La politica riparte dalle persone: i casi del Molise
Vinchiaturo, Sant’Angelo Limosano e San Giacomo degli Schiavoni. Se i primi cittadini hanno un effetto trascinante sugli elettori. In mano ai sindaci la ricetta più efficace per portare alle urne chi non crede più nella politica ma solo nelle persone
Prendono voti indipendentemente dal partito che li ha candidati. Sono i sindaci, l’espressione della politica percepita come la più vicina alla gente. Lo testimoniano i casi di Sant’Angelo Limosano, di Vinchiaturo e, naturalmente, San Giacomo degli Schiavoni che oggi ha il ‘suo’ senatore di riferimento nella persona del primo cittadino.
Le elezioni appena archiviate raccontano una storia di cui i partiti dovrebbero fare tesoro. Specie in Molise, dove l’affluenza alle urne ha subito il tracollo peggiore d’Italia: oltre il 15% di votanti in meno del 2018 rispetto a una media italiana del 9%. E, ciliegina sulla torta, queste elezioni hanno segnato l’affluenza più bassa dal 1948, anno in cui per la prima volta anche le donne hanno partecipato a una consultazione politica nazionale.
Interrogarsi su una qualche forma di antidoto all’astensionismo dilagante è un obbligo più che una possibilità. E ripartire dai rappresentanti dei piccoli comuni molisani potrebbe essere una chiave.
Prendiamo il caso di Vinchiaturo. Qui era candidato con Azione-Italia viva il sindaco Luigi Valente che ha messo la sua candidatura al servizio del duo Caleda-Renzi anche perché segretario regionale. Ebbene, col 25%, Azione-Iv è stato il partito (non la coalizione) più votato al Senato. Che è certamente una eccezione visto che il Terzo polo in Molise ha preso più o meno il 5% dei voti.
Stesso discorso a Sant’Angelo Limosano: Noi di centro, il partito creato da Clemente Mastella e che pure non ha brillato alle elezioni del 25 settembre, ha candidato in Molise il sindaco William Ciarallo che si è piazzato al primo posto con oltre il 77% delle preferenze. E al Senato Noi di centro ha incassato un più che dignitoso 34%.
Ma è San Giacomo degli Schiavoni il paese del ‘miracolo’: Costanzo Della Porta, che aveva il doppio vantaggio di essere un sindaco apprezzato nel suo paese e anche candidato col partito dato per favorito destinato a guidare – salvo sorprese – il nuovo governo, ha commentato entusiasta il dato finale di oltre 29 mila preferenze nel collegio proporzionale Molise (pari al 22,41%) che ha permesso anche all’altro candidato eletto sul maggioritario in Molise, Claudio Lotito, di diventare senatore. Nel suo paese FdI è il primo partito col 54% dei voti (Senato) e quasi il 30% alla Camera (poco meno del M5S che li ha superati di un punto percentuale).
Insomma, l’effetto trascinante degli amministratori è evidente. E del resto anche Caterina Cerroni, che solo ieri sera tardi ha potuto festeggiare il suo seggio parlamentare, è una ulteriore conferma: ad Agnone il Pd è andato benissimo sia come coalizione alla Camera (oltre il 43% di voti) sia al Senato (col 26%): numeri che ne hanno fatto il partito più apprezzato.


