Mirella, una storia di Alzheimer e di amore. Domenica apre la mostra al palazzo Gil
Negli scatti del fotoreporter Fausto Podavini si racconta il morbo degenerativo e senza cura diffuso in tutto il mondo, ma anche la dedizione alle cure di chi si occupa dei malati, la rassegnazione la speranza. Nel 2013 questa mostra ha vinto uno dei più importanti riconoscimenti mondiali per la fotografia.
Settembre è il mese dedicato all’Alzheimer, il morbo che divora la memoria e che affligge tanti molisani e le loro famiglie. Per sensibilizzare la popolazione alla malattia è stata organizzata una mostra al palazzo Gil di Campobasso che inaugura domenica 18 alle ore 18.30 e resterà visitabile fino all’8 ottobre.
Mirella, questo il titolo dell’esposizione fotografica, è la compagna di vita di Luigi, marito e padre dei suoi figli di cui lei si e presa cura ogni giorno e anche davanti all’obiettivo del fotoreporter Fausto Podavini che con questi meravigliosi scatti ha vinto nel 2013 il premio World Press Photo (sezione Daily life).
La mostra è stata voluta dall’associazione Il CavaliereSan Biase aps, condivisa dall’Amma (associazione molisani malati di Alzheimer) che opera in Molise da oltre vent’anni, è promossa e sostenuta dalla Fondazione Molise Cultura.
Podavini ha sempre considerato il reportage una delle più alte forme espressive fotografiche. Ha trascorso molti anni all’estero per realizzare progetti a lungo termine legati a tematiche sociali senza però mai tralasciare l’Italia. Infatti è proprio in Italia che ha dato vita al reportage Mirella, durato diversi anni, dove la sua attenzione si è focalizzata su questa patologia degenerativa e senza cura che affligge tutto il mondo.
“Chi siamo noi se non il risultato delle nostre esperienze e del ricordo che abbiamo del nostro passato? Cosa accade se questa memoria viene meno? Ma c’è anche chi la memoria la conserva e vive una trasformazione di ruolo, diventa il caregiver. Una parola troppo dolce per indicare la sofferenza e la trasformazione di chi si prende cura del proprio caro. Quanto siamo disposti a donare di noi stessi per assistere la persona che amiamo?”
Con queste parole il presidente di Amma, Antonio D’Ambrosio, ha presentato la mostra che sarà aperta dal martedì al sabato (dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20) e la domenica (dalle 17 alle 20). Lunedì chiuso.


