Campobasso
|Listeriosi, critiche le condizioni del settantenne. Asrem avvia l’indagine epidemiologica
Sono stabili ma molto critiche le condizioni dell’anziano ricoverato nella Terapia Intensiva dell’ospedale di Campobasso. Avviati gli accertamenti per individuare le fonti di infezione, del caso molisano si occuperà anche Istituto superiore di sanità che studierà il ceppo di origine del batterio
“La situazione è stazionaria ma è molto critica perchè il paziente ha un’encefalite da listeria, oltre ad altri gravi patologie associate”. E’ questo il quadro clinico del settantenne ricoverato nella Terapia Intensiva dell’ospedale Cardarelli di Campobasso descritto dal primario del reparto, il dottore Romeo Flocco, contattato telefonicamente questa mattina da Primonumero.
L’uomo, originario di un paese della provincia di Campobasso, è stato trasferito ieri – 29 settembre – in Rianimazione: le sue condizioni di salute si sono progressivamente aggravate dopo il ricovero, che si è reso necessario quando nel reparto di Medicina Interna guidato dal dottore Pasquale Moio si è intuito che di fronte non ci fosse il classico caso di infezione alimentare.
La conferma è arrivata domenica 25 settembre, quando il paziente è stato sottoposto ad una rachicentesi – una puntura lombare che ha uno scopo diagnostico, ndr – effettuata nel laboratorio del Cardarelli che ha rilevato la presenza del batterio della Listeria. Il giorno successivo l’uomo è stato trasferito nel reparto di Malattie Infettive diretto dal dottore Donato Santopuoli, infine il ricovero in Terapia Intensiva. “Lo stiamo curando in maniera intensiva, ma gli indicatori prognostici sono sfavorevoli“, ha aggiunto il dottor Flocco riferendosi alla riposta alla terapia somministrata da parte dell’anziano. Gli indicatori prognostici servono proprio ad avere un riscontro oggettivo sulla buona riuscita della terapia.
Sul caso di listeriosi in Molise intanto l’Asrem ha attivato le procedure per svolgere l’indagine epidemiologica con l’obiettivo di individuare le fonti di infezione, facendo un percorso a ritroso sia nei cibi mangiati nelle ultime settimane dal paziente. La listeriosi umana è un’infezione di solito causata dall’ingestione di alimenti contaminati dal batterio Listeria monocytogenes, che colpisce soprattutto anziani, gestanti, neonati e adulti con sistema immunitario depresso, come il paziente attualmente ricoverato in Terapia Intensiva.
Il primo alimento indiziato nel caso del settantenne molisano è stata la ricotta trovata nel frigorifero di casa dell’uomo. Mentre non sarebbero la causa dell’infezione da Listeria i wurstel, i principali cibi contaminati dal batterio e di cui è stato necessario il ritiro di numerosi lotti nei supermercati. La principale via di trasmissione per l’uomo infatti è quella alimentare.
Anche l’Istituto superiore di sanità si occuperà del caso scoperto in Molise per individuare il ceppo di origine del batterio che può essere presente nel suolo, nell’acqua e nella vegetazione e può contaminare diversi alimenti come, latte, verdura, formaggi molli, carni poco cotte, insaccati poco stagionati.
La gravità dei sintomi – ricordano dal Ministero della Salute – va da forme simil-influenzali o gastroenteriche, accompagnate a volte da febbre elevata fino a forme setticemiche, meningiti o aborto che possono verificarsi nei soggetti debilitati o immunodepressi. La listeria resiste molto bene alle basse temperature e all’essiccamento mentre è molto sensibile alle usuali temperature di cottura domestica degli alimenti.




