Finito il fermo pesca, barche tornano in mare dopo 6 settimane di stop, pensando al caro-gasolio
Circa dieci i pescherecci che alle 23 di ieri hanno mollato gli ormeggi. Stasera asta al mercato ittico. La priorità – sottolinenan le associazioni della pesca, è abbassare il costo del gasolio.
Torna il pesce fresco a tavola lungo tutto l’Adriatico con lo stop al fermo pesca nel tratto di costa da San Benedetto del Tronto e Termoli, dopo che le flotte avevano già ripreso le attività da Trieste ad Ancona e da Manfredonia a Bari. Ieri sera, alle 23, sono state circa dieci le imbarcazioni della flottiglia marinara molisana ad aver lasciato il porto per la prima battuta di pesca dall’11 agosto scorso, quando è scattato il periodo di sospensione per consentire il ripopolamento dei fondali.
Il Mipaaf ha comunicato la possibilità di ripartire in anticipo di qualche giorno rispetto ai tempi previsti, e chi era pronto – dopo i lavori di manutenzione in cantiere e la messa a punto delle barche – è uscito per la pesca nelle acque antistanti la costa molisana. Stasera al mercato ittico del porto si terrà la consueta asta del pesce, per la quale proprio due giorni fa l’assessore ai Lavori Pubblici di Termoli Enzo Ferrazzano aveva annunciato a Primonumero la digitalizzazione.
“Via libera dunque – ha sottolineato la Coldiretti – lungo tutta la costa adriatica a fritture e grigliate a “chilometri zero” realizzate con il pescato locale e meno rischi di ritrovarsi nel piatto, soprattutto al ristorante, prodotto congelato o straniero delle stessa specie del nazionale se non addirittura esotico e spacciato per nostrano. Il consiglio è comunque quello di verificare bene le informazioni in etichetta sui banchi di pescherie e supermercati, ma per assicurare reale trasparenza occorrerebbe arrivare all’etichettatura obbligatoria dell’origine anche al ristorante”.
Per quanto riguarda Termoli, la priorità rimane quella legata al costo del carburante, ancora “troppo alto e con zero margini di guadagni”, commentano armatori e associazioni di categoria. “La pesca e la la vita del peschereccio – il loro commento – dipendono dal costo del gasolio: se è elevato la nostra attività e il nostro lavoro si riducono a niente”. Nei mesi scorsi il porto di Termoli aveva ospitato numerose giornate di protesta e sit-in per l’impennata di costi del carburante.
Diversi armatori aggiungono di essere ancora in attesa dell’indennizzo 2021 per il fermo biologico. “Speriamo arrivi subito, il prima possibile”.



