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Liste escluse, ‘Noi moderati’ fa ricorso in Cassazione. Fuori Forza Nuova e Italexit

Tentativo finale nell’ultimo grado di giudizio per ottenere la riammissione della lista dell’Udc esclusa dopo i controlli in Corte d’Appello. Presenterà ricorso anche l’Ucdl-Partito Animalista, mentre l’insufficienza di sottoscrizioni raccolte in Molise mette fuori gioco la formazione dell’ex M5S Gianluigi Paragone. Iannotti, incaricato per questo compito, spiega: “Non abbiamo consegnato le firme ottenute perchè volevano candidati esponenti non molisani”.

Il ricorso in Cassazione di ‘Noi Moderati’ è pronto. Si giocherà la stessa carta anche l’Ucdl-Partito animalista che entro domani si rivolgerà ai giudici per tentare la riammissione alla competizione elettorale del 25 settembre. Entrambe le liste sono state ricusate ieri (23 agosto) – ma per motivi diversi – dall’Ufficio elettorale della Corte d’Appello di Campobasso che, dopo la consegna della documentazione, ha svolto le verifiche previste per legge.

I partiti hanno 48 ore di tempo (dalla notifica del provvedimento) per impugnare la decisione del Tribunale.

‘Noi Moderati’, lista centrista che ha candidato sul proporzionale alla Camera l’assessora regionale Filomena Calenda e Vittorio Colarelli, è stata respinta per un problema legato alla compilazione della documentazione da parte dei responsabili nazionali dell’Udc, il principale partito del raggruppamento che annovera anche Giovanni Toti, Maurizio Lupi e Luigi Brugnaro. Proprio l’indicazione del nome di Colarelli, nello spazio del modulo previsto per l’inserimento del candidato supplente, è costata l’esclusione della lista.

“L’errore non è dipeso da me”, ribadisce Teresio Di Pietro, il segretario regionale dell’Udc che lunedì 22 agosto ha depositato la documentazione in Corte d’Appello e oggi è fiducioso sul superamento di questo ostacolo. “L’errore sul modulo di compilazione delle candidature fa riferimento al supplente, che col taglio dei parlamentari il Molise non ha più. E’ stata una svista burocartica dei funzionari romani nel momento della vidimazione della lista da parte dei segretari nazionali”

Il ricorso contro l’esclusione di ‘Noi Moderati’ per il collegio del Molise alla Camera sarà presentato entro domani mattina all’Ufficio elettorale centrale nazionale. Sarà depositato materialmente presso la Corte d’Appello di Campobasso che farà anche una valutazione e una memoria da inviare a Roma. La Cassazione si esprimerà entro venerdì 26 agosto al massimo.

Anche Gilet arancioni, Forza Nuova e Italexit, il partito dell’ex M5S Gianluigi Paragone, sono fuori dai giochi: gli elettori molisani non troveranno il loro simbolo sulla scheda elettorale dopo l’esclusione della lista decisa sempre dalla Corte d’Appello di Campobasso.

Insufficiente il numero di sottoscrizioni allegate alla documentazione depositata in Tribunale. Gli stessi referenti di Italexit hanno ammesso che mancano all’appello parecchie delle oltre 800 sottoscrizioni raccolte (il numero minimo per depositare la lista in Molise è 750, ndr).

Il giallo delle firme ‘sparite’ è stato spiegato da Orlando Iannotti, ex sindaco di Oratino e consigliere comunale a Roseto Val Fortore, incaricato dallo stesso Paragone di raccogliere le sottoscrizioni. La collaborazione era legata ad una condizione: la scelta di candidati molisani. “Ci siamo impegnati a raccogliere le firme sino al momento in cui, dopo un lavoro estenuante, da Roma è arrivato lo stop a candidati regionali per far posto a due candidate provenienti dalla vicina regione Lazio. Questo solo due giorni prima della presentazione delle liste che già erano state approntate con candidati molisani”, spiega Iannotti. Al suo rifiuto, il partito ha deciso di revocargli il mandato a presentare le liste. Quindi, racconta l’ex sindaco di Oratino, “con il mio gruppo abbiamo deciso di non consegnare quelle raccolte. Il movimento ha invitato così Casapound e no vax ad ultimare la raccolta firme depositando i moduli non facendo una verifica certosina. Pertanto, dalla verifica stessa da parte della Corte di appello del Tribunale di Campobasso, ne è venuto fuori che le firme risultavano, su più di un modulo, predisposte a candidare proposte molisane e quindi non accettabili poiché non corrispondenti ai candidati poi proposti dalla segreteria nazionale”.