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La violenza sulle donne in un libro-dedica alla figlia, la mamma avvocato: “Non esiste il principe azzurro”

A Palata la presentazione del libro ‘Lettera d’amore per te’ scritto da Annita Vesto e dedicato alla figlia per parlare di violenza contro le donne

Una lunga lettera alla figlia a cuore aperto, come solo una mamma sa fare. Se poi la mamma è anche una donna di legge, le attenzioni diventano ancora più ricche, profonde e veritiere. Annita Vesto, avvocatessa siciliana trapiantata a Chieti e funzionario direttivo della Procura Generale di Bologna, ha presentato sabato 20 agosto a Palata il suo libro “Lettera d’amore per te”.

“Qualcuno pensa che si tratti di una lettera d’amore a un fidanzato, ma non lo è  – esordisce introdotta dalla sindaca di Palata Maria Di Lena -, è una lunga lettera che ho scritto a mia figlia Nicole quando ha compiuto 18 anni ed è diventata un libro, è un modo per metterla in guardia, perché il principe azzurro non esiste, se non nelle favole, o almeno sono pochi, davvero pochi e bisogna fare attenzione, bisogna capire quando non è più il momento di portarlo avanti“.

Presentazione libro palata

Nella villetta comunale, allestita per l’occasione del nuovo appuntamento letterario voluto dall’Amministrazione Comunale dove si trova anche una panchina rossa, tanti sono stati gli spunti di riflessione su cui Annita Vesto si è soffermata nell’incontro moderato dalla giornalista Elena Berchicci. Dai social e il loro uso spesso sconsiderato ed esagerato, ai segnali con cui capire quando c’è un campanello d’allarme e denunciare, fino alle varie forme di violenza, da quella psicologica, a quella fisica, senza tralasciare quella economica, psicologica e finanche religiosa.

“Non servono le giornate contro la violenza sulle donne se poi non si fa nulla – ha aggiunto parlando al pubblico presente -, serve educare i ragazzi, serve andare nelle scuole, serve una formazione. Negli ultimi mesi ho avuto modo di incontrare i ragazzi, e devo dire che soprattutto alle scuole medie ascoltano di più, hanno un approccio diverso, le ragazze sono meno attente, invece i ragazzi prestano maggiore attenzione, ascoltano”.

Nel corso dell’incontro anche un intervento di Rita Cericola, sovrintendente della polizia penitenziaria al carcere di Lanciano. “Io ho conosciuto Annita proprio per il nostro lavoro – ha dichiarato -. Il carcere è un mondo dentro ad un mondo, ogni giorno dobbiamo affrontare situazioni difficili e quello che ho imparato è che non bisogna mai giudicare nessuno, mi chiedo spesso come avrei potuto reagire io di fronte a determinate situazioni”.

Un intervento breve anche quello di Nicole, figlia dell’ autrice del libro. “Mamma mi ha dedicato il libro e io sono orgogliosa di lei non solo per quello che ha scritto ma anche per quello che ha fatto e che fa, il suo libro è stato apprezzato anche dai miei amici e questo mi fa capire che anche i giovani non tralasciano l’argomento“.

La violenza non ha giustificazioni – aggiunge in conclusione Annita Vesto – è una mancanza di vocabolario, per questo bisogna denunciare e non dare una seconda possibilità, anche perchè abbiamo visto con i casi di cronaca che l’ultimo incontro per chiarire diventa quello più pericoloso. Nel mio lavoro ho imparato che non bisogna giudicare, ho avuto davanti storie anche di donne che per difendersi hanno fatto gesti estremi”.