Sprechi molisani a bruxelles

Costata 1.6 mln di euro, oggi è chiusa. Utenze staccate e abbandono nella sede della Regione Molise a Bruxelles

Comprata nel 2012 da Michele Iorio è stata usata pochissimo negli ultimi dieci anni e da tre è totalmente inutilizzata. L'immobile si trova in una via prestigiosa, accanto ai palazzi delle istituzioni europee, ma ha evidenti segni di ammaloramento e non viene né affittata, né venduta dall'attuale governo molisano che subito dopo le elezioni del 2018 si precipitò a Bruxelles per capire se dismetterla o tenerla.

L’ultima volta che la sede istituzionale e di rappresentanza della Regione Molise a Bruxelles è servita a qualcosa era il 26 giugno del 2019. Risale a tre anni fa la visita più recente in rue de Toulouse 47 dove vennero presentati Molise Hub e Molise House, iniziative non inedite che prevedevano la concessione per alcuni mesi degli spazi inutilizzati nella prestigiosa casa in Belgio dei molisani a quelle scuole, università, associazioni, enti (e chi più ne ha più ne metta) per le proprie attività all’estero.

Sull’archivio delle notizie del sito internet della Regione è ancora rintracciabile la dichiarazione del presidente Donato Toma che in quella occasione disse: “L’anno scorso, appena insediato, ho visitato la sede della Regione Molise a Bruxelles per capire se fosse il caso di dismetterla o creare le condizioni per mantenerla in vita”.

Nella stessa giornata il governatore parlò anche “dell’apertura del Molise all’Europa e alle reti globali” e di quella “massimizzazione dell’utilità strategica della sede di Bruxelles” che sarebbe passata, per l’appunto, per questa disponibilità della Molise House ai soggetti esterni che avrebbero potuto usare le postazioni, le belle sale o il giardino per lavorare, organizzare convegni e incontri.

Toma sede regione Bruxelles

Toma non fu il solo a visitarla: appena dopo le elezioni regionali del 2018 anche i consiglieri regionali del M5S Angelo Primiani e Andrea Greco presero un aereo per Bruxelles mostrando gli ambienti interni del palazzo storico di rue de Toulouse che si trova in una posizione strategica “vicina al quadrilatero del potere” e inserita in un “contesto effervescente” come si legge ancora sul sito di Palazzo Vitale.

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E’ stato Michele Iorio a comprarla: 1,6 milioni di euro di soldi pubblici (oltre a centinaia di migliaia di euro per i dipendenti e i costi di gestione) nel 2012 furono un prezzo più che ragionevole per quello stabile di pregio oggi abbandonato.

Per qualche anno ha funzionato, ma già dalla legislatura di Paolo Di Laura Frattura, Bruxelles fu una meta poco gettonata dai nostri corregionali. Toma, invece, l’ha salvata e pur volendo apprezzare la bontà dell’iniziativa per tornare a far usare a qualcuno una sede inutilizzata (ma non necessariamente inutile), non abbiamo trovato altre notizie su chi ci sia andato e a far cosa rispondendo a quell’avviso.

sede regione molise bruxelles

Sta di fatto che oggi la sede è chiusa. Non c’è nessuno, i due dipendenti neppure si capisce bene dove lavorino e sono finiti anche gli accordi di cooperazione come quello che il Molise aveva stretto con la Regione di Dubrovnik per l’utilizzo dei locali in comodato.

Nel frattempo c’è stata pure una pandemia che ha ridisegnato le priorità del governo molisano e che ha fatto perdere di attualità l’argomento fino a quando, il 19 luglio scorso, all’indirizzo di posta della nostra redazione è giunta la segnalazione di un lettore che nel suo singolare itinerario turistico estivo ha deciso di portare i figli a vedere la bella sede della nostra Regione Molise all’estero.

Questi sono i passaggi più salienti del suo resoconto di viaggio: “Caro direttore, chi le scrive è un cittadino molisano che sente il dovere di denunciare una situazione che mi ha profondamente indignato e sulla quale riscontro un silenzio totale delle istituzioni coinvolte.

Nella capitale (del Belgio, ndr), oltre alle mete turistiche tipiche del visitatore, ci siamo spinti (lui e la sua famiglia, ndr) nel quartiere nelle istituzioni. Trovandoci nella zona “europea” della città convinco i miei figli ad andare a visitare la sede della Regione Molise dove ero stato una volta quasi dieci anni fa. Non l’avessi mai fatto! Percorsi 400 metri che separano il Parlamento da rue de Toulouse lo scenario a cui assistiamo è raccapricciante. Un edificio che ricordavo splendido nel suo pregio architettonico totalmente in stato di abbandono e degrado. Dalle finestre si intravedevano gli interni e lo scenario ai nostri occhi era simile a quello di una casa… stregata, con tanto di erba altissima nel giardino”.

sede regione molise bruxelles
sede regione molise bruxelles
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La sede regionale un tempo centro delle attività in Europa è apparsa al turista campobassano “un rudere abbandonato, inattivo e chiuso da quasi tre anni”. Raccogliendo informazioni ha scoperto che le utenze sono staccate e che i due funzionari che lavoravano lì sarebbero uno in smart working in Italia, l’altro ‘appoggiato’ addirittura nella sede della Regione Abruzzo sempre a Bruxelles.

A quanto anche noi abbiamo potuto verificare le cose stanno proprio così: luci spente, telefoni staccati, non si vede più nessuno entrare o uscire da lì tanto che da queste immagini scattate in esclusiva per Primonumero appena qualche giorno fa è impossibile non notare l’erba cresciuta sul tetto e sul selciato, un vetro sfondato, la tabella arrugginita e il leone decapitato che afferra il logo della Regione Molise. Pare proprio che quell’obiettivo annunciato nel 2019 da Donato Toma di ‘sub-affittare’ la sede molisana in Belgio non è stato centrato.

E continua, evidentemente, a sfuggirgli anche in un momento di ripartenza post pandemica come quello attuale in cui ogni Regione d’Italia si gioca la sua partita per la ‘ripresa e la resilienza’ con la programmazione dei fondi europei.

“Provo profonda vergogna – scrive il nostro lettore – per quello che ho visto e sincero rammarico per come ancora una volta ci distinguiamo in negativo rispetto alle altre Regioni italiane che hanno sedi aperte, operative, funzionanti, che dialogano con le istituzioni europee nell’interesse delle proprie aziende e dei propri cittadini”.

Il tema dello spreco della risorsa pubblica ha convinto anche il consigliere Primiani ad approfondire annunciandoci che si recherà presto in Belgio per un sopralluogo e che intende presentare una interrogazione.

“Se oggi l’immobile fosse tenuto bene varrebbe almeno il doppio di quello che l’hanno, anzi, lo abbiamo pagato col denaro pubblico. E’ stato un acquisto assennato, si trova tra i palazzi di prestigio della Commissione europea, quello che proprio non capisco, e che chiederò al presidente Toma, è: ma se non volete valorizzarla e gestirla perché non venderla?

Bella domanda. Anche perché come ogni immobile abbandonato più passa il tempo e più diventa fatiscente svalutandone anche la quotazione sul mercato.

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