Bando Borghi da 20 mln a Pietrabbondante, Castel del Giudice non molla e va al Consiglio di Stato
Castel Del Giudice si gioca l’ultima carta per ottenere i fondi assegnati a Pietrabbondante: gli avvocati Giuliano Di Pardo e Fausto Troilo hanno depositato il ricorso per cercare di ribaltare la sentenza del Tar Molise. L’udienza e la decisione dei giudici sarà rapida per effetto delle novità legislative sull’iter giudiziario per le opere finanziate con il Pnrr: il caso molisano ha fatto giurisprudenza
Si occuperà il Consiglio di Stato della vicenda che contrappone Castel del Giudice e Pietrabbondante, i due paesi della provincia di Isernia che si stanno contendendo i 20 milioni di euro assegnati al comune altomolisano nell’ambito del bando regionale ‘Attrattività dei Borghi’.
Il ricorso al Consiglio di Stato, curato dagli avvocati Giuliano Di Pardo e da Fausto Troilo (quest’ultimo del Foro di Lanciano), è stato notificato e depositato, così come era ampiamente prevedibile dal momento che lo scorso 31 luglio la giunta comunale guidata da Lino Gentile aveva approvato un’apposita delibera per autorizzare la costituzione in giudizio e dare mandato ai due legali.
I finanziamenti – che rientrano in questi stanziati dal Ministero della Cultura all’interno del Pnrr – erano andati all’amministrazione altomolisana guidata da Antonio Di Pasquo che aveva progettato una serie di interventi per migliorare l’attrattività turistica di Pietrabbondante, piccolo comune in cui vivono circa 700 ‘anime’ nonchè uno dei borghi molisani più belli grazie al suo suggestivo centro storico e al patrimonio naturale. Pietrabbondante, il comune del ‘guerriero sannita’, ospita il prestigioso Teatro sannitico che quest’estate è tornato ad ospitare eventi e manifestazioni teatrali. Nei mesi più caldi il paese si trasforma: viene visitato da quasi 25mila turisti.
Non bisognerà aspettare molto per la decisione sul ricorso: entro settembre il ricorso sarà discusso davanti ai giudici del massimo organo di giustizia amministrativa. I tempi dell’iter giudiziario saranno più brevi visto che si applicherà il nuovo rito previsto da un decreto legge entrato in vigore a luglio: il provvedimento semplifica e abbrevia i tempi per le opere sub iudice (come in questo caso) e finanziate con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, per i quali ci sono determinati tempi di spesa e di utilizzo. La querelle tra i due paesi molisani è stato il primo caso in Italia in cui si è applicata la novità legislativa introdotta per un programma di investimenti – il Pnrr, appunto – che punta a far ripartire il Paese dopo la pandemia.
Sui 20 milioni assegnati a Pietrabbondante per la rigenerazione dei borghi si era pronunciato il Tar Molise, a cui si era rivolto Castel del Giudice che aveva impugnato la graduatoria stilata dalla Regione Molise. In testa alla classifica c’era proprio Pietrabbondante. Lo scorso maggio, quindi, il bando era stato bloccato proprio per effetto della sentenza dei giudici amministrativi che avevano accolto la richiesta di sospensiva. Successivamente, nel merito, hanno respinto il ricorso dell’amministrazione guidata da Lino Gentile. Che ora ha deciso di appellare la sentenza del Tar Molise e giocarsi l’ultima carta al Consiglio di Stato. La decisione del giudici di Palazzo Spada è attesa subito dopo l’estate, alla ripresa dei lavori nelle aule giudiziarie.




