Logo
Storia, satira e i suoi personaggi per i 30 anni di carriera. Panariello porta una ventata di leggerezza

Da Mario il bagnino alla signora Italia, passando per il personaggio che lo ha reso celebre: Renato Zero. Giorgio Panariello ripercorre i suoi 30 anni di carriera in due ore di spettacolo e regala leggerezza, freschezza e anche la riflessione

Storie, satira, battute, canzoni, personaggi, interazioni con il pubblico e anche la riflessione. É una parabola quella di Giorgio Panariello a teatro. Che si apre e si chiude nello stesso modo, un cerchio come quello della vita che il  protagonista porta in scena. La sua, raccontata dalla nascita attraverso la sua famiglia e attraverso i successi della sua carriera, che quest’anno festeggia i 30 anni. 

Giorgio Panariello

In abito scuro e di fronte ad un numeroso pubblico che è tornato a riempire e rianimare il teatro Verde all’interno del parco comunale di Termoli grazie alla Frentania Teatri che sta curando gli spettacoli, Giorgio Panariello tocca il passato e il presente, tra social, mestieri dallo stampo moderno e le famiglie, a partire dalla sua con i nonni che sono stati genitori.
Ripercorre gli anni ‘80 “dei bomber, dei mondiali e di Paolo Rossi che ci mancherà”, e a cui dedica con il pubblico un applauso. Tocca la politica, con un pizzico di immancabile satira, e poi gli stereotipi, racconta i colleghi, e dedica un personale saluto e un applauso con il pubblico a Raffaella Carrà, “che ci vede di sicuro”.

Giorgio Panariello

Il copione ogni tanto lascia spazio all’improvvisazione e al contatto diretto con il pubblico, per strappare risate. É la sua favola, quella che gli ha permesso di salire i gradini di una scala e toccare il successo, portare i personaggi conosciuti in giro per la Toscana e la Versilia e renderli conosciuti a tutti. Da Mario il bagnino a Naomo, il ricco imprenditore, passando per il pr della discoteca di Orbetello e la signora Italia che dalla parrucchiera racconta tutto di tutti, fino al più grande, quello che lo ha reso amato e apprezzato al pubblico italiano: Renato Zero. A lui, al cantante romano con cui ormai è un tutt’uno, ha reso omaggio con un brano in perfetto stile Zero.

Giorgio Panariello

In una calda notte di luglio, Panariello porta leggerezza, freschezza, comicità semplice ma divertente, spensieratezza, risate sincere, sentite e profonde. Ma porta anche alla riflessione. Perché quando arriva al successo di Torno sabato nelle fredde serate del sabato sera d’inverno, qualcosa si spezza. “La favola diventa realtà ma con un pizzico di dolore – rivela in chiusura di spettacolo – perché mio fratello Franco, per tutti Franchino, cade in un buco, nel più piccolo e doloroso e poi se ne va via, muore in un lampo”.

La risata lascia il posto al silenzio, agli applausi finali e al saluto a chi per due ore, da solo sul palco, ha saputo portare un pubblico attraverso un viaggio. Perché ridere si può, anche con una riflessione.