Francesco Montanari porta in scena Platone, Il processo a Socrate si fa in jeans e camicia
Con una rivisitazione e un adattamento in chiave moderna firmato da Fausto Costantini, Francesco Montanari porta in scena un brano tanto antico quanto attuale per una riflessione a 360 gradi sull’attualità davanti ad un pubblico soprattuto di giovani
Socrate e Platone e la vita nel 2022. Sembrano così lontani, eppure sono così vicini. Per i temi soprattuto, mai banali, mai scontati, sempre legati all’attualità e su cui si può parlare, riflettere e discutere ora, come allora. Ed é proprio questo il valore immenso e senza tempo che è venuto fuori dal palco del Teatro Verde ieri sera, giovedì 28 luglio, dove é andato in scena “Il processo”, all’interno di “Adriatika – Festival di percorsi creativi” organizzato da Frentania Teatri.
Con una rivisitazione e un adattamento del testo alla presentazione teatrale firmata da Fausto Costantini che lo ha accompagnato anche in scena, Francesco Montanari ha portato sul palco un’opera tanto antica quanto moderna interpretando il ruolo di Socrate. Una modernità non solo di tematiche, ma anche nel modo di affrontarle, con una scelta dell’abito di scena che si cala perfettamente nella contemporaneità: jeans e camicia.

Su una scena semplice fatta di elementi essenziali, i due attori hanno saputo portare avanti uno spettacolo che è stato un dialogo a due voci, con un botta e risposta di argomentazioni intenso e veloce, mai banale, sempre profondo e con i giusti tempi a scandire parole e concetti. Un monologo poi che si è fatto lungo e intenso, con la voce dell’attore romano a sostenere idee, concetti, riflessioni. In un’analisi dell’attualità di allora, che sembra essere una panoramica a 360 gradi di quello che accade oggi con i temi più che mai attuali: i giovani, la corruzione, l’educazione e le giuste punizioni, e poi le leggi e i giudici, le divinità e la presunzione, i beni materiali e quelli immateriali.
Il pubblico, fatto soprattutto di giovani tornati a teatro per una serata di cultura e riflessione che hanno apprezzato, in religioso silenzio ha ascoltato i due attori lasciandosi trasportare da quei discorsi, dai pensieri e dai loro ragionamenti.
E in conclusione, in tutto il teatro risuona Vivere di Vasco Rossi, su cui i due attori portano a casa l’applauso del pubblico. Perché forse, alla fine, il vero insegnamento é questo: vivere.



