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Artigianato e musica, parte il festival internazionale dedicato alla zampogna

Scapoli, la capitale europea della zampogna, ospita l’edizione numero 46 della Mostra mercato & Festival internazionale della zampogna. Consegnate due targhe: una a Luigi Ricci, l’altra a “I Pedra”

Non solo la costa. Il Molise riesce a richiamare turisti anche nei suoi borghi di montagna. Scapoli, la capitale europea della zampogna, è uno di questi. Nel comune altomolisano oggi – 30 luglio – ha preso il via l’edizione numero 46 della Mostra mercato & Festival internazionale della zampogna, promossa dal Comune e dall’Associazione turistica Pro Scapoli, cofinanziata dall’Assessorato regionale al Turismo nell’ambito del bando ‘Turismo è Cultura’.

All’inaugurazione della manifestazione erano presenti il governatore Donato Toma, la parlamentare di Forza Italia Annaelsa Tartaglione e il presidente della Provincia di Isernia Alfredo Ricci.

Tre rintocchi di campana hanno aperto ufficialmente la due giorni. A seguire, la visita alle botteghe artigiane, al Museo della zampogna e al Museo storico nazionale del Corpo italiano di liberazione.

Sono state consegnate due targhe, la prima a Luigi Ricci, maestro artigiano della zampogna, ritirata dal figlio, la seconda a “I Pedra”, pastori erranti del ricordo antico. Il maestro Christian Di Fiore ha eseguito con la zampogna brani di sua composizione.

“L’idea originaria del Festival, datata 1975, fu quella di richiamare l’attenzione su uno strumento della tradizione pastorale, preservarne l’uso, valorizzare il lavoro dei costruttori e tramandarne l’arte”, riferiscono dalla Regione Molise. “L’obiettivo non solo è stato raggiunto, ma abbondantemente superato.
Negli ultimi due giorni del mese di luglio, l’incantevole borgo di Scapoli, situato alle pendici delle Mainarde e all’interno del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio, Molise, diventa luogo di contaminazione fra culture e tradizioni di diversa provenienza, occasione di incontro, riflessione, approfondimento. Offre momenti di grande coinvolgimento: si suona, si balla, si canta per le strade, le piazze e i vicoli del paese.
Tra i tanti pregi che possono essere ascritti al Festival, c’è l’essere riusciti a far in modo che Scapoli divenisse la “capitale europea della zampogna”, con tutto il ritorno turistico che la circostanza comporta.
Ma c’è anche un altro punto da rimarcare. La zampogna è uscita dal confinamento in cui è stata relegata per secoli e ha assunto una dignità pari a quella di altri strumenti musicali. Oggi è inserita all’interno di ensemble strumentali, è entrata a pieno titolo nei cartelloni delle stagioni concertistiche e gli zampognisti sono musicisti a tutto tondo.
Anche Scapoli ha fatto la sua parte e ha contribuito, non poco, a questa azione di sdoganamento culturale”.