Acqua bene comune

“Uniamo i consorzi di bonifica per risparmiare e poi diamo l’acqua alla Puglia “. La denuncia alla vigilia di nuove crisi idriche

Fabio Rastelli, super commissario voluto dal governatore Donato Toma a capo del nuovo Consorzio di bonifica del Basso Molise avrà, tra le altre cose, anche il compito di seguire il progetto di realizzazione di un invaso per portare acqua dal Liscione alla Puglia. L’ex consigliere Ciocca annuncia un esposto alla magistratura, mentre il Movimento 5 Stelle invita il governatore a chiarire in Consiglio regionale.

Unire due enti di bonifica (Trigno e Biferno e quello Integrale larinese) in un unico consorzio del basso Molise fa parte di una lungimirante strategia che punta a contenere i costi e rendere più funzionali i servizi.

Non ci sarebbe nulla di strano, quindi, dietro la scelta di razionalizzare e riordinare i consorzi: già nel 2018 l’esecutivo regionale si era orientato in questa direzione.

Il 3 giugno scorso, con la delibera numero 165, la giunta di Donato Toma ha dato mandato al presidente di nomina il commissario che adotterà i provvedimenti necessari per raggiungere questo nobilissimo scopo. E anche qui non c’è nulla di strano: serve sempre un commissario per uscire dai commissariamenti e rimettere a posto i disastri combinanti da altri.

Che qualcosa di singolare stesse accadendo dietro la nomina di Fabio Rastelli (questo è il nome dell’uomo che prenderà il posto dell’ingegnere Vincenzo Napoli che a gennaio del 2022 ha rassegnato le sue dimissioni), lo hanno evidenziato ieri sia i portavoce regionali del Movimento 5 Stelle che l’ex consigliere Salvatore Ciocca.

Rastelli, di cui si sa pochissimo (escluso Toma che evidentemente ha valutato le sue competenze con cura), dovrà occuparsi, tra le altre cose, dell’eventuale progetto strategico di investimenti di rilevanza interregionale, denominato: “Interconnessione Ponte Liscione/Finocchito”.

Si tratta di una infrastruttura che porterà acqua dal nostro invaso del Liscione alla Capitanata, un nuovo invaso, detto ancora più banalmente, per trasferire il bene pubblico per eccellenza da una regione all’altra. Con quali vantaggi per noi molisani, questo non è specificato.

Non rassicura il fatto che nella delibera si parli di un eventuale progetto un po’ perché questa eventualità (e passateci la ripetizione) è stata oggetto di incontri a Foggia sottaciuti al Consiglio regionale; un po’ perché, sempre nel documento, viene spiegato che il neo commissario dovrà contribuire a ridefinire il sistema idrico regionale, per quanto di competenza, delle acque dei fiumi Biferno e Fortore, con implicazioni sul sistema agricolo locale e sul sistema della Capitanata, con possibile attivazione di un piano degli interventi che rappresenti un’opportunità assoluta in termini di competitività per i comparti agricoli molisano e pugliese, con ritorni finanziari interessanti per la Regione Molise, laddove ne siano validate e certificate, da soggetti istituzionali autorevoli, le sostenibilità idrologiche, finanziarie ed ambientali, in corso di valutazione.

In buona sostanza – e questo lo spiega bene l’ex consigliere Ciocca nel suo video – interveniamo a favore di un’altra regione – la Puglia e il suo redditizio tavoliere assetato di acqua quando non c’è estate in cui le crisi idriche non investano profondamente anche il Molise e il comparto agricolo particolarmente in sofferenza anche a causa dei rincari del gasolio e delle materie prime.

Tutto questo in barba al Consiglio regionale che non è stato coinvolto e all’agenzia speciale che l’acqua molisana la gestisce (Molise Acque).

Sul caso Ciocca ha già annunciato un esposto in Procura che segue, non sappiamo con quali esiti, un’altra sua denuncia alla Corte dei Conti risalente a gennaio del 2021 sempre sull’acqua portata via ai molisani dalla diga di Occhito che viene data da 40 anni alla Capitanata.

Riuscirà il commissario Rastelli nei sei mesi di mandato (l’incarico scade il 31 dicembre e comunque fino alla elezione dei nuovi organi del consorzio di bonifica Basso Molise) a completare la fusione dei due consorzi da sottoporre all’Esecutivo regionale, con l’assegnazione delle risorse umane, strumentali e finanziarie al nuovo Consorzio?

Sarà in grado, là dove l’ingegnere Napoli ha gettato la spugna, di rimettere i conti in ordine  per completare il percorso di riallineamento dei Bilanci, per effetto delle perdite accumulate negli ultimi anni, la risoluzione di posizioni debitorie e creditorie incagliate, particolarmente aggravate dagli effetti della pandemia e del conflitto in corso?

Avremmo voluto conoscere meglio questo super commissario, purtroppo il suo curriculum vitae non è allegato alla delibera ma Toma ha scelto lui per intuitu personae, dunque proprio per le sue qualità personali. Per chi non ha la memoria corta, però, il nome di Rastelli non è esattamente una novità: quasi venti anni fa fu a capo della Net Energy, società nata all’interno del Cosib per occuparsi di metano e fibra ottica al nucleo industriale. Indebitata fino al collo fu messa in liquidazione tra il 2007 e il 2008. Di lui non si seppe più nulla.

 

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