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La diaspora pentastellata

Scissione M5S, Manzo: “Schiaffo al territorio dopo anni di sacrifici e restituzione 400mila euro”

Nemmeno la consigliera regionale, la più votata alle Regionali 2018, lesina critiche al ministro che ha lasciato i 5 Stelle: "Mi chiedo come si faccia a continuare a ricoprire ruoli di governo assegnati al Movimento dopo aver creato astutamente una scissione e, contemporaneamente, recitare interventi dal profilo istituzionale".

Alla fine affida ad un post su Facebook il commento sulla diaspora maturata circa 48 ore fa nel Movimento 5 Stelle. La consigliera regionale Patrizia Manzo, la più votata alle Regionali 2018 (7mila preferenze), rompe il silenzio sulla scelta radicale di Luigi di Maio, uno dei fondatori del partito e ministro degli Esteri nel Governo Draghi. Un paio di giorni fa, mentre il Parlamento era alle prese con la risoluzione sull’Ucraina, ha deciso di costituire un gruppo parlamentare – ‘Insieme per il futuro’ – con sessanta fedelissimi. Le conseguenze della rottura sui territori sono tutte da capire, soprattutto in Molise. Per Patrizia Manzo, “lo strappo in Parlamento è uno schiaffo al territorio. Nel momento in cui si cerca di dare nuova linfa al Movimento, rafforzando la filiera istituzionale indispensabile per portare avanti azioni politiche coordinate tra parlamentari, consiglieri regionali e consiglieri comunali, arriva uno strappo irreversibile che evidenzia ancora una volta come le classiche sedi di confronto istituzionale e politico si siano ridotte a mere comparse dell’attività politica e dell’attivismo di singoli”.

La consigliera regionale riconosce che “non siamo più la prima forza politica in Parlamento” ma al tempo stesso definisce la strada da percorrere: “Noi, adesso, dobbiamo continuare a lavorare per arginare questo nuovo tsunami e non disperdere tutto quanto fatto“. Ossia “anni di sacrifici, che comprendono anche circa 400 mila euro di restituzioni personali, rispetto dei cittadini, rispetto del programma, rispetto degli obiettivi da raggiungere per mettere al centro il Molise, lealtà nei confronti del mandato. Anche questo – insiste la Manzo – ha composto la mia azione politica all’interno dell’Istituzione, che ho portato avanti sempre con rispetto del mandato, trasparenza e impegno.

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“Questa cesura, che si è consumata da poche ore, mi priva degli interlocutori parlamentari coi quali mi sono confrontata su temi importantissimi per il Molise come l’agricoltura e l’acqua, per restare a due temi di stretta attualità ed urgenza”.

Alla fine del suo post la rappresentante M5S non risparmia una frecciatina pungente a Luigi Di Maio che non ha rassegnato le dimissioni da ministro degli Esteri ‘rinnegando’ quanto sostenuto qualche anno fa con un post.

post di maio

Mi chiedo – rincara Patrizia Manzo – come si faccia a continuare a ricoprire ruoli di governo assegnati al Movimento dopo aver creato astutamente una scissione e, contemporaneamente, recitare interventi dal profilo istituzionale.
Non giudico chi ha fatto questa scelta. Ci sono stati toni e posizioni politiche assunte dal movimento in passato che mi crearono tantissimo disagio perché non in linea col mio pensiero, ma la politica del fango non mi appartiene e non mi è mai appartenuta. Occorre ora andare avanti e continuare quel lavoro teso a dimostrare incisività programmatica e decisionale per il nostro territorio”.

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