Campobasso

Paola, una casalinga di Campobasso che narra la meraviglia della quotidianità

Una delle vincitrici dell'ultima edizione di Genius Loci ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie

Paola di Toro è una casalinga di Campobasso. Lo dice di se stessa, ci scherza su perché sa che non è del tutto vero. Paola è anche una mamma e una moglie. E una poetessa, una di quelle persone con una particolare sensibilità che le permette di cogliere la bellezza delle cose più semplici e farle grandi donando loro un senso universale.

Da qualche settimana la sua prima raccolta di testi poetici, edita da una piccola, ma vivace, casa editrice (Delta 3 Edizioni), è arrivata nelle librerie.

“Stato liquido” è il titolo scelto per raccontare, già dalla copertina, quella sua necessità, quasi una urgenza, “di far fluire le emozioni, i dolori, le gioie e l’amore”. Soprattutto l’amore. Osservato e raccontato in ogni forma da quella ragazza di spalle che guarda il mare. Quella lì non è Paola (ma si potrebbe facilmente confondere con lei) bensì lo scatto di un altro talentuoso molisano, Massimiliano Ferrante (lo stesso che ha fatto anche il ritratto allo scrittore Pierpaolo Giannubilo per il suo “Incendio sul mare”).

stato liquido libro paola di toro

Essere una poetessa in queste epoca non deve essere un’impresa facile. La poesia non è molto popolare come forma di scrittura, vende poco, si rivolge a un pubblico ristretto. E quasi nessuno lo considera un mestiere. Tanto che la stessa autrice parla di questa pubblicazione come di un “regalo” e di una “scelta coraggiosa dell’editore” perché lei, sconosciuta ai più, “una casalinga di Campobasso che scrive poesie mentre annaffia i fiori” è stata voluta dalla Delta 3 che le ha pubblicato una parte dei suoi scritti e più recentemente l’ha inserita anche nella giuria del concorso letterario ‘L’Inedito – Sulle tracce del De Sanctis’ bandito dalla stessa casa editrice.

All’inizio del mese di giugno Paola ha ottenuto anche il terzo posto nel concorso letterario Genius Loci che da un paio di anni si svolge a Macchiagodena, un borgo di circa 1600 anime che ha puntato molto su lettura, scrittori e turismo sostenibile e di cui ha parlato anche Repubblica qualche giorno fa.

Altri riconoscimenti per le poesie sono arrivati anche durante il lockdown “e tutte loro avevano in comune il fatto di essere state scritte velocemente, quasi d’impulso. Le ho spedite come fossero messaggi di cui io ero il tramite, tra queste c’è la mia preferita che parla del mare, dell’acqua e delle conchiglie che sono guscio e si stratificano con questo mollusco all’interno che è il corpo, è il nostro corpo che e a volte va perso”.

 

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