Consiglio regionale

Minoranze, assessore al Sociale e dissidenti approvano legge su sanità. Centrodestra: “Campagna elettorale”

Con 11 voti favorevoli e 7 astenuti, passa la proposta di iniziativa di Iorio, Calenda e Romagnuolo sulla “Organizzazione della rete ospedaliera e di emergenza - Linee guida”. La maggioranza: "Non la votiamo, sarà impugnata dal Governo per incostituzionalità". Pallante: "Utile solo per la prossima campagna elettorale"

Per la maggioranza “il Governo la impugnerà e sarà dichiarata incostituzionale”. Votano invece a favore della proposta di legge sulla “Organizzazione della rete ospedaliera e di emergenza – Linee guida” il Movimento 5 Stelle, il Pd e tre esponenti del centrodestra, ossia i dissidenti Michele Iorio e Aida Romagnuolo, oltre all’assessore regionale al Sociale Filomena Calenda. Questi ultimi hanno depositato il testo nell’aprile 2020, quando il commissario alla sanità era Angelo Giustini. L’iniziativa legislativa viene discussa oggi (14 giugno), con due anni di ritardo e a un anno dalle Regionali 2023.

In Consiglio regionale è assente il presidente-commissario ad acta Donato Toma, che nelle ultime settimane si è confrontato con sindaci e associazioni per la redazione del Programma operativo 2022-2024.

La proposta di legge (numero 123), illustrata in Aula dal presidente della Quarta commissione Gianluca Cefaratti, prevede un dea di secondo livello al Cardarelli di Campobasso, integrato col Gemelli Molise ed hub regionale per il tempestivo trattamento delle patologie ordinarie e tempo-dipendenti (centro Hub regionale). All’ospedale del capoluogo, secondo la proposta, verrebbero ripristinate tutte le Unità operative soppresse compresa la Neurochirurgia. Il San Timoteo e il Veneziale sono individuati come centri spoke (presidi ospedalieri territoriali), il Caracciolo di Agnone presidio di zona disagiata. Al Santissimo Rosario di Venafro e al Vietri di Larino restano il primo soccorso, la medicina per lungodegenza e la riabilitazione ospedaliera, le Case della Salute.

“L’iniziativa legislativa è quello di garantire il rispetto del principio costituzionale sancito dall’articolo 32 sul diritto alla salute in una regione come il Molise in cui negli ultimi anni l’organizzazione sanitaria è stata profondamente modificata e la rete ospedaliera è stata stravolta con la chiusura o il ridimensionamento di presidi, unità operative e servizi”, spiega il relatore Cefaratti.

“Con questa legge – esplicita Iorio – il Consiglio regionale si riappropria della capacità legislativa. Ci auguriamo che queste proposte non siano in contrasto con le decisioni del commissario (Toma, ndr)”. L’ex governatore annuncia anche un emendamento per la stabilizzazione del personale covid fino al dicembre 2022 sull’esempio della Regione Sicilia.

La proposta di legge sulla sanità, che in Molise è commissariata e sulla quale può quindi decidere solo il commissario Toma in accordo con il Governo (che lo ha nominato lo scorso agosto), trova inizialmente perplesso il Movimento 5 Stelle che però, alla fine, voterà a favore.

Dubbi sono espressi sia da Nola che da Primiani (M5S). “Trovo surreale – sottolinea quest’ultimo – che si parli di sanità in quest’Aula senza il commissario. Il Molise ha bisogno di risposte immediate di fronte a quello che sta avvenendo: la soppressione dei reparti, la prossima chiusura delle postazioni del 118 di Frosolone e di una postazione medicalizzata del distretto di Termoli. I pediatri termolesi vengono assunti a Vasto: per il nuovo ospedale stanno prendendo delle eccellenze. Vogliamo lanciare un messaggio ai tavoli romani? Facciamolo, ma questa legge sarà impugnata”.

Anche il Pd vota a favore. E per il capogruppo Micaela Fanelli “questa legge è bocciatura del commissariamento come istituto e nella sostanza”. Anche il collega Vittorino Facciolla esprime qualche dubbio di costituzionalità e sulla possibilità che il Governo impugni la proposta, ma la votiamo perchè “con questa legge diciamo che vogliamo essere nella partita per riscrivere le regole della sanità”.

La spaccatura che affiora nella maggioranza è un assist per il capogruppo M5S Andrea Greco: “Non ci sono più le condizioni per guidare il Molise. Con sette voti espressi dalla maggioranza non si governa, bisogna ridare la parola ai cittadini molisani”.

Dai banchi del centrodestra, l’assessore Mena Calenda spiega di aver “sottoscritto questa legge ad aprile 2020, quando c’era il commissario Giustini. Il presidente Toma mi toglierà la delega? Non credo. Le deleghe vengono tolte se non si è capaci”.

La maggioranza sceglie di astenersi perchè, evidenzia Cefaratti, “sarebbe una presa in giro per i molisani”. Più diretto Pallante: “Questa legge è indiziata di incostituzionalità”, oltre al fatto che “questa legge non ha nessuna utilità se non quella di alimentare un dibattito utile solo per la prossima campagna elettorale”.

Nonostante il rischio di una impugnativa da parte del Governo e sentenze della Corte costituzionale abbiano già sancito che le Regioni commissariate non possono legiferare in materia sanitaria, il documento passa.

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