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Reportage da campomarino

La crisi del grano tra bassa resa per siccità e rincari. “Nafta mietitrebbia e fertilizzanti? Raddoppiati”

Luigi Di Majo-Norante, Fortunato Musolo, Claudio Pantalone e Pasquale Di Giulio, accomunati dalla professione (produttori agricoli) spiegano come la stagione scarsa di pioggia e l'aumento delle materie prime nello scenario di guerra internazionale incidono sull'aumento del prezzo del grano.

Perchè il prezzo del grano è raddoppiato? E perchè pane, pasta e farine stanno registrando un progressivo aumento del costo che non accenna a fermarsi e che anzi, secondo gli esperti di scenari economici, aumenteranno ancora del 10% entro l’estate e in autunno potrebbero costare ancora di più? Per capirlo siamo andati a vedere la trebbiatura a Campomarino, una delle zone a maggiore vocazione agricola del Molise e del Basso Molise, e a parlare con chi il grano lo coltiva, lo produce, lo raccoglie e lo vende.

Balle fieno siccità agricoltura
mietitrebbia grano
Balle fieno siccità agricoltura

SICCITA’ – Uno di loro è Luigi Di Majo-Norante, importante produttore agricolo della zona e titolare della omonima cantina. “La resa del grano duro? Sta andando male, non ci sono dubbi. Nei terreni in cui si è irrigato la spiga è più piena e la resa si attesta sui 40 quintali per ettaro, comunque bassa in rapporto alla media. Ma la situazione più drammatica si registra laddove non si è irrigato, perchè abitualmente il grano non si irriga. Qui c’è una resa anche di 15, massimo 20 quintali per ettaro. In pratica niente”. La siccità prolungata, la mancanza di piogge, le precipitazioni ferme a metà della media nei primi sei mesi del 2022 (come ha precisato, dati millimetrici alla mano, il meteorologo Gianfranco Spensieri), hanno abbassato drasticamente la resa dei cereali proprio nell’anno in cui si vive la crisi causata dai rincari delle materie prime.

 

Claudio Pantalone, agricoltore che produce soprattutto uva per i vini rossi e i bianchi della zona, ma conosce da sempre le dinamiche che accompagnano l’agricoltura, conferma che molti quest’anno in molti hanno piantato il grano proprio per la crisi che si è innescata a livello internazionale e con la speranza di avere un buon prezzo. “I prodotti della terra – chiarisce – spesso vengono pagati talmente poco che non conviene, come nel caso della frutta come pesche e albicocche. Piantare il grano è ritenuto più conveniente, anche se non dobbiamo mai scordare che chi fa questo lavoro è appeso a mille variabili, a cominciare dal clima”.

“In effetti il prezzo sta salendo – aggiunge Di Majo-Norante – perché siamo già a 60 euro a quintale rispetto ai 30 euro dello scorso anno, il problema è che manca il prodotto, le spighe sono secche e rendono pochissimo”.

campo arato

CARBURANTIFortunato Musolo, produttore agricolo e titolare di una impresa che fornisce servizi alle aziende agricole del Basso Molise e garantisce la trebbiatura, spiega, numeri alla mano, l’escalation di costi del carburante. Oggi che l’antica falce è stata completamente soppiantata dai mezzi meccanici, bisogna fare i conti con i costi del pieno di nafta. “Lo scorso anno una giornata di trebbiatura del grano con un mezzo motoaratore costava 300 euro di carburante, oggi ne dobbiamo spendere 750″ dice Musolo. (Vedi video-intervista)

Al drastico calo della resa dei cereali per la mancanza di pioggia e siccità prolungata si aggiunge l’aumento del costo del carburante, “che ha inciso tantissimo passando d 0,90 cent dello scorso anno a 1,50 euro al litro. Per stare dentro alle spese che stiamo sostenendo dobbiamo sperare che il costo del grano aumenti ancora. Ora siamo a circa 60 a quintale, lo scorso anno il grano ci veniva pagato 30 euro a quintale”.

grano deposito di giulio

FERTILIZZANTIPasquale Di Giulio oltre a essere un importante produttore agricolo molisano specializzato in vigneti (la cantina è Di Giulio), produce anche molti ortaggi e gestisce i magazzini di stoccaggio del grano a Campomarino. Spiega che a incidere sulla crisi del grano sono anche i costi della concimazione. “Oltre alla resa bassissima per la siccità e all’aumento del carburante per la raccolta meccanizzata che fa lievitare ulteriormente i costi, siamo in presenza di un raddoppio dei fertilizzanti. Lo scorso anno due passaggi per ettaro, che sono quelli necessari, costavano circa 200 euro per 5 quintali, quest’anno per la stessa quantità siamo passati a 500, 550 euro”.  I principali produttori di azoto per fertilizzanti sono Ucraina e Russia, Paesi dai quali il prodotto non arriva più. Ma gli agricoltori e i produttori molisani sono certi – e lo dicono – che dietro rincari del genere ci siano anche “evidenti speculazioni”.

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