Quantcast
Effetto scissione

Di Maio rompe, caos M5S a un anno dal voto. Accuse, silenzi e strategie fra gli eletti in Molise

Per Angelo Primiani "la linea politica di Luigi non era più sostenibile", i commenti di Fabio De Chirico e Vittorio Nola. "Di Maio ha creato un partito centrista filo-Draghi che non mi appartiene. Scissioni? Non andrà via nessuno", dice il primo. Greco, Manzo e Gravina tacciono, ma il turbamento innescato dalla scissione è profondo.

Tra i primi a parlare, dopo la scissione del Movimento 5 Stelle e la costituzione di un nuovo gruppo palamentare alla Camera (per ora) con a capo il ministro Luigi Di Maio, in Molise c’è Angelo Primiani, esponente di spicco del partito e consigliere regionale M5S. “E’ uno scossone non indifferente perchè parliamo di uno dei fondatori e dei padri nobili del Movimento. Speravo che non si arrivasse ad una scissione, che si potesse ricucire questa diatriba che si trascinava dall’elezione del nuovo Presidente della Repubblica”, sottolinea. “Credo che il dissenso interno si può gestire nel partito, il Partito democratico convive da anni con le correnti…”. Ad ogni modo, dice netto, “io sto con Conte. La linea politica di Di Maio non era più sostenibile”. 

Per il consigliere regionale ora M5S deve guardare avanti: “La storia del Movimento non è finita qui. Ma da questa vicenda dobbiamo trarre le nostre valutazioni per andare avanti e capire cosa non funziona, chiarire la linea politica”. Primiani è d’accordo con il sindaco di Campobasso Roberto Gravina che ha auspicato sintesi da parte del coordinatore scelto da Conte per portare avanti il lavoro del M5S. “Gravina ha ragione, ora tocca ad Antonio Federico cercare e ritrovare l’unità. Dobbiamo proseguire nel percorso della riorganizzazione territoriale, rigenerarci e ritrovarci. Per le aspettative dei singoli non si può compromettere il lavoro svolto a testa bassa sul territorio. Un partito politico attraversa varie fasi, fasi cicliche e fasi anticicliche. Noi siamo nella fase anticiclica. E’ successo anche al Pd un anno fa e ora i suoi consensi sono tornati a crescere”.

M5S Consiglio regionale

Il consigliere Fabio De Chirico non nasconde la sua amarezza ma è certo: “Scissioni? Non lascerà nessuno il Movimento 5 Stelle (in Molise, ndr). Di Maio per ora ha formato un gruppo parlamentare (che non mi aspettavo così numeroso) e vorrebbe creare un partito centrista filo-Draghi che non mi appartiene. Io proseguo il mio percorso nel Movimento 5 Stelle, continuerò il mandato elettorale che mi hanno affidato i cittadini e comunque non farei altre scelte in futuro. Sono stupito da tutto questo clamore, negli altri partiti accade di peggio. Basta vedere quello che succede nel gruppo consiliare di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale: Michele Iorio e Aida Romagnuolo risultano iscritti rispettivamente al gruppo ‘Iorio per il Molise – Noi con l’Italia e alla Lega…”.

Più pungente il consigliere regionale Vittorio Nola il quale riconosce che “ognuno è libera di fare le sue scelte” ma ‘ripesca’ un vecchio adagio andreottiano riferendosi ai dissidenti: “Hanno semplicemente applicato inconsciamente quella famosa massima di Giulio Andreotti che tanto anni fa ho però personalmente reinterpretato: “il potere non logora chi ce l’ha”. Andiamo avanti con Giuseppe Conte e non perdiamoci di vista!”.

Altri, i “pezzi” da 90 del movimento 5 Stelle, per ora non parlano. Ma la diaspora, inutile nasconderlo, ha creato un profondo turbamento. Anche perchè il Movimento, già sotto shock per i dissidi con Beppe Grillo e per il divorzio da Casaleggio junior, ha perso pezzi all’indomani dell’appoggio al governo Draghi, quando hanno detto addio al Movimento anche tre parlamentari molisani (Fabrizio Ortis, Rosa Alba Testamento e Luigi Di Marzio).

Tace la consigliera regionale Patrizia Manzo, che ha raccolto col movimento il record delle 7mila preferenze. Non parla nemmeno il sindaco di Campobasso Roberto Gravina, uno degli uomini di punta di M5S in Molise, che si è limitato ad auspicare un immediato confronto interno, confronto di cui si dovrebbe fare promotore il neo coordinatore Antonio Federico.

E tace, soprattutto, Andrea Greco, ex candidato alla carica di Governatore, legato da una forte amicizia al ministro Di Maio col quale proprio venerdì scorso è stato a cena, in un locale di Isernia. Se Greco stia meditando di lasciare il Movimento 5 Stelle seguendo Di Maio a un anno dalla doppia tornata elettorale che interessa il Molise (Politiche e Regionali), non si sa.

Intanto gli elettori del Movimento 5 Stelle in queste ore sui social stanno criticando aspramente la scelta di Luigi Di Maio, a cui hanno ricordato le parole di un post scritto dal ministro lo scorso gennaio 2017: “Se vieni eletto nel Movimento 5 Stelle e scopri di non essere più d’accordo con la linea politica, hai tutto il diritto di cambiare forza politica. Ma ti dimetti, torni a casa e ti fai rieleggere combattendo la tua battaglia. Chi cambia casacca, tenendosi la poltrona, dimostra di tenere a cuore solo il proprio status, il proprio stipendio e la propria carica“. Tutto il contrario di quanto fatto da Di Maio quando, nelle scorse ore, ha lasciato il Movimento: non ha lasciato il Ministero degli Esteri e ha confermato il suo appoggio al governo Draghi.

post di maio

Secondo alcuni pentastellati molisani Andrea Greco non se ne andrà dal M5S, nonostante la sua profonda amicizia con Di Maio. L’addio sarebbe complicato per una serie di ragioni, anche elettorali: alle prossime Regionali, per essere eletti in Consiglio regionale, bisognerà superare una soglia di sbarramento del 5% (non più del 3%, vista la recente modifica approvata dal centrodestra di Donato Toma). Uno scoglio difficile da superare se la neonata creatura dimaiana presentasse una lista nella competizione elettorale. E poi il candidato presidente che arriva terzo alle Regionali non entra a Palazzo D’Aimmo, Carlo Veneziale docet.

Tra i più duri contro l’ex ministro c’è il senatore Fabrizio Ortis, ex M5S oggi nel Gruppo Misto. “Finalmente nel Movimento 5 Stelle i nodi cominciano a venire al pettine: con lo strappo consumatosi in queste ore è venuta fuori tutta l’arroganza politica di Di Maio, che insieme a pochi altri ha portato alla dissoluzione di quel patrimonio di voti e consensi del Movimento Cinque Stelle, conquistati con anni di militanza e impegno da parte di tantissimi attivisti”.

“Si è scelto – ha continuato il parlamentare ex M5S in una nota – di perseguire politiche filogovernative di stampo puramente democristiano, inseguendo poltrone e interessi personali. Non credo proprio che un ennesimo, nascituro partitino, nato da chi non ha più né voti, né attivisti, né mezzi economici per mettere su un nuovo soggetto politico dal nulla, come già accaduto in altri tempi in Italia con Berlusconi, possa avere qualche significato nella vita politica italiana. A mio avviso, Di Maio si sta avviando a diventare il nuovo Matteo Renzi, un politico caduto in disgrazia disperdendo milioni di consensi e privo di qualsivoglia visione politica”.

“Personalmente – ha concluso Ortis – continuo a lavorare per la mia regione. Spero nasca qualche forza politica seria, che non sia solo uno ‘zibaldone’ di delusi o di gente che non trova asilo altrove, ma che abbia una visione di lungo termine, ampia e di prospettiva, come era il Movimento Cinque Stelle all’inizio”.

leggi anche
Cis Gravina Conte
Gli effetti della scissione a campobasso
Rottura M5S, sindaco Gravina: “Stiamo con Conte. La gestione Di Maio mai piaciuta”
commenta