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Consiglio comunale campobasso

Nessun taglio al Cardarelli e una casa di comunità: Toma annuncia Piano sanità, poi va via. Consiglieri e comitati delusi

Consiglio comunale monotematico a Campobasso sul Programma operativo 2022-2024 al quale ha partecipato il governatore-commissario Donato Toma che garantisce sul mantenimento dei 618 posti letto al Cardarelli e una nuova casa della salute al posto dell'ex scuola di via Gramsci. In Aula anche il nuovo presidente del Cda del Gemelli: "Vedere il 'diavolo' nella sanità privata è puro autolesionismo. La Regione ci deve quasi 30 milioni per le prestazioni ma continuiamo a erogare un servizio essenziale". Italo Testa: "Non siamo riusciti a capire cosa ci sarà nel nuovo Pos. Siamo delusi"

Poco più di un’ora per illustrare velocemente come intende organizzare la sanità molisana nel Programma 2022-2024. Poi il governatore-commissario Donato Toma lascia intorno alle 11 il Consiglio comunale di Campobasso – riunito oggi (9 maggio) in via straordinaria – provocando la delusione tra i rappresentanti di associazioni e comitati presenti, oltre che di tutti i consiglieri comunali, che avrebbero voluto chiedere chiarimenti sulla prossima pianificazione sanitaria.

Sull’ospedale del capoluogo Toma, accompagnato in Aula dal suo vice Papa e dall’assessore Pallante, sottolinea: “Non subirà ulteriori tagli, ne sono stati fatti già troppi. Il Cardarelli manterrà i 618 posti letto e vedremo se possiamo potenziarlo ulteriormente”. Spiega che “al tavolo tecnico proporremo potenziamenti e accorpamenti: laddove siamo coscienti che ci sono duplicazioni, il servizio non verrà eliminato ma razionalizzato, non ci sarà alcun doppione di primariati“. Toma ricorda il problema legato alla carenza degli operatori sanitari (“alcuni reparti esistono solo sulla carta perchè manca il personale, per questo stiamo autorizzando concorsi a step dell’Asrem”), conferma che “stiamo ragionando con i tavoli commissariali per una estensione delle attività del Cardarelli nell’ambito di un’integrazione funzionale con il Gemelli” perchè “il Cardarelli non può diventare Dea di secondo livello”. 

Il presidente della Regione annuncia poi che Campobasso avrà una casa di comunità sulle tredici previste in Molise finanziate dal Ministero della Saluta tramite il Pnrr: “In via Gramsci, nel quartiere Cep, sarà realizzato un poliambulatorio”. L’edificio prescelto, che in passato ospitava una scuola, “sarà abbattuto e ricostruito perché sismicamente non è utilizzabile”.

A zero invece il lavoro dei gruppi costituiti per le malattie tempodipendenti e che avrebbero dovuto definire “qual è la migliore rete dell’emergenza urgenza nella quale ci saranno i soggetti accreditati (Neuromed e Gemelli in particolare)”.

Il sub-commissario Giacomo Papa si sofferma invece sul problema della mobilità passiva: sempre più molisani si rivolgono alle strutture di fuori regione per curarsi. “Oggi – evidenzia – il nostro problema non è la mobilità attiva, ma la mobilità passiva: paghiamo per questo somme elevate che vanno ad incidere sui conti della sanità”.

IL GEMELLI E I COMITATI IN AULA

In Consiglio comunale interviene anche il finanziere Stefano Petracca, da tre mesi nuovo presidente del consiglio di amministrazione per il nuovo proprietario, il fondo Responsible Capital: “Noi abbiamo dei progetti importanti su questo ospedale – dice riferendosi al Gemelli – ma per metà è vuoto: ci sono 300 posti letto inutilizzati. So che è stato costruito con soldi pubblici (70 milioni di euro della Cassa per il Mezzogiorno, ndr)“. Poi insiste: “Il Gemelli deve essere considerato una risorsa per i molisani” dal momento che “offriamo un servizio essenziale, salvavita” anche se “aspettiamo dal 2019 il pagamento di quasi 30 milioni dalla Regione Molise per le prestazioni sanitarie erogate”. Quindi, “vedere il ‘diavolo’ nella sanità privata è puro autolesionismo”.

comitati consiglio comunale sanità Campobasso

Il presidente della Regione è andato via anche quando interviene la presidente della Consulta socio sanitaria, Giuseppina Bozza: “In caso di una patologia tempo dipendente, il cittadino non può fare il giro degli ospedali prima di essere curato”. E ribadisce che “la sanità privata non può sostituirsi al pubblico perché negli ospedali privati si va con la carta di credito e non tutti possono permetterselo”.

Quello delineato da Toma “è un piano favoloso, c’è tutto ma non si fa niente. E noi abbiamo bisogno ora di essere salvati”, le parole di Massimo Peccianti (Anaao Assomed). “In Molise abbiamo le strutture sanitarie pubbliche, ma hanno un problema: manca il personale”.

Critico anche il presidente del Comitato Pro Cardarelli Italo Testa: “Non siamo riusciti a capire cosa ci sarà nel nuovo Pos. C’è delusione per questa giornata che non è stata proficua e abbiamo il sospetto che ci sarà uno svilimento del pubblico a favore del privato”. Contro il privato anche Grazia Minotta (Spi Cgil): “Noi rappresentiamo gli interessi degli anziani, tra cui ci sono diversi disabili. Noi non siamo a prescindere contro il Gemelli, sappiamo che sia un’eccellenza, ma per rimpinguare il privato si smantella il pubblico e alla fine non si hanno risposte nè dal pubblico nè dal privato”.

Alla fine della seduta mattutina sono stati presentati due ordini del giorno: uno dal centrosinistra, uno da Forza Italia. Il dibattito proseguirà nel pomeriggio.

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