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Morì sulla Bifernina travolta da una Fiat Punto, il pm rigetta il patteggiamento dell’imputato

L’automobilista accusato di essere responsabile del terribile incidente accaduto l’11 luglio 2020 sulla Bifernina, nel territorio di Colle d’Anchise e che provocò la morte della 50enne Maria Incoronata Melfi e il grave ferimento del marito, Lino Carmine La Selva, 59 – la coppia di Morrone del Sannio viaggiava in moto – è comparso oggi davanti al Gup del Tribunale di Campobasso, Roberta D’Onofrio, per l’udienza preliminare del processo dopo la richiesta di rinvio a giudizio a carico dell’imputato, 72 anni, originario di Castelpetroso ma residente a Roma. Il suo legale aveva formulato due proposte di patteggiamento, ma il Pm, Elisa Sabusco, titolare del procedimento penale, le ha ritenute inadeguate per il reato di omicidio stradale con l’aggravante di aver provocato anche lesioni personali stradali gravissime al marito della 50enne.

Incidente Bifernina 2020Incidente Bifernina 2020Incidente Bifernina 2020

A quel punto l’avvocato del settantaduenne ha richiesto il rito abbreviato e il giudice ha rinviato all’udienza del 25 ottobre 2022, alle 12.30, sempre in Tribunale a Campobasso: per quella data o si troverà un accordo tra Procura e difesa, sulla base evidentemente di una pena più congrua, o si svolgerà il processo con il rito alternativo. All’udienza per le parti offese era presente l’avvocato Marco Bevilacqua, del Foro di Chieti, che assiste i familiari della vittima con il collega Fabio Ferrara, del Foro di Bari, e con studio3A-Valore, società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e tutela dei diritti dei cittadini a cui i congiunti di Maria Incoronata Melfi si sono affidati, per fare piena luce sul sinistro ed essere risarciti.

L’epilogo dello schianto e del rovinoso volo sull’asfalto è tristemente noto: marito e moglie sono stati trasportati in condizioni disperate all’ospedale Cardarelli di Campobasso. Maria Incoronata Melfi, purtroppo, non ce l’ha fatta, è spirata poche ore dopo per le gravissime lesioni riportate; Lino Carmine La Selva, dopo aver lottato per più di due settimane tra la vita e la morte in Rianimazione, alla fine è uscito dal tunnel, ma ha subìto numerosi e pesanti politraumi, ne ha avuto per mesi, gli è residuata una pesante invalidità permanente e, soprattutto, ha perso per sempre la sua compagna che ha lasciato in un dolore immenso anche due figli oltre agli anziani genitori e ai fratelli. I familiari sono già stati risarciti ma ora si aspettano una risposta consona sul fronte penale, anche se dovranno attendere ancora qualche mese.