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Il giorno del lutto a cerro al volturno

Lo straziante addio a Romina, il vescovo Cibotti: “L’amore non uccide. Cari giovani recuperatene il senso”

Una folla di persone si è stretta attorno alla famiglia della giovane 36enne uccisa dalla mano del suo ex fidanzato. Alle esequie nella chiesa dei SS. Pietro e Paolo ha partecipato una comunità incredula e sotto choc: "Una morte inaccetabile"

Tantissime persone hanno partecipato, oggi pomeriggio, ai funerali di Romina De Cesare, la giovane 36enne uccisa dal suo ex fidanzato a Frosinone dove convivevano da qualche mese.

La bara bianca della ragazza è giunta intorno alle 16 presso la chiesa dei SS. Pietro e Paolo di Cerro al Volturno. All’arrivo, silenzio e lacrime soffocate in gola. A presiedere il rito funebre, il vescovo Monsignor Camillo Cibotti. Ed è lui che durante l’omelia si sofferma a lungo sulla parole amore parlando soprattutto ai tantissimi giovani che sono presenti in chiesa.

Funerali Romina

 

“Romina era giovane, conosciuta e ammirata da tutti. Oggi non c’è più. Siamo qui a rammentare quanto di bello Romina ha fatto e, come spesso succede quando siamo costretti a questi saluti dolorosi, raccontiamo delle cose che le riguardano perché Romina ora è nelle braccia di Dio”. Parla di Romina, monsignore. Parla e racconta ma è categorico quando parla del modo in cui Romina ha perso la vita: “Addolora – ha detto – il modo della sua morte e per questo probabilmente ci lasceremmo anche andare al giudizio, che non è altro che la risposta emotiva alla violenza subìta”. E tuona: “La violenza però non si giustifica. Mai. Ma ciò che mi pare scandaloso è che più volte si possa parlare di amore che uccide. Chi compie questi gesti non ama. L’amore si dona. L’amore è tenerezza, è apertura all’altro, comprensione, perdono, accoglienza, sostegno reciproco. Ma quando l’amore deve essere espresso con l’azione violenta è bestemmia”. E ribadisce, continuamente, quasi a voler lasciare un timbro indelebile su tre parole che risuonano continuamente durante l’omelia: “Non è amore”.

Romina e Pietro, fidanzati da ragazzi, poi quel post: “Rispettate le donne, non maltrattatele”

 

E allora l’appello ai più giovani, ai tanti giovani che sono presenti in chiesa: “E’ necessario che recuperiamo il significato del termine amore. L’amore è una cosa seria, è oblativo. C’è una persona che per amore si è donato, si è lasciato uccidere, e voi dovreste conoscerlo bene. L’amore è di chi dona non di chi porta violenza, sopraffazione, abbattimento. Educhiamoci all’amore”.

Il messaggio del vescovo rimbomba nella chiesa di Cerro al Volturno tra le lacrime e i singhiozzi strozzati. Quella parola ripetuta, “amore”, pare voler consolare un dolore inconsolabile. Ma adesso è troppo presto. Romina non c’è più e gli occhi della famiglia, degli amici, della comunità di Cerro esprimono sbigottimento e incredulità per quanto accaduto.

“Non ci sono parole, questo è quello che da padre mi affligge di più: non so dar una spiegazione – ha detto nel suo messaggio dal pulpito il sindaco Remo Di Ianni –. Ecco perché possiamo solo riflettere e chiederci cosa fare perché certe cose non accadano mai più. Romina la ricordo con il suo sorriso, per la sua dolcezza e soprattutto per il suo garbo. E credo di dire una cosa che è comune a tutto il paese: faremo di tutto perché il ricordo di Romina viva e che possa essere per questa comunità e non solo, un esempio per poter insegnare a noi in primis e ai nostri figli che bisogna rispettare la vita, gli altri ma soprattutto le donne. Questo è un impegno che come sindaco, come uomo e padre assumo davanti a tutti e a nome di tutti”.

Un amico di Romina l’ha poi ricordata fin dai tempi della scuola: “Con nostalgia rammento i pomeriggi trascorsi insieme tra lo studio, le partite di calcio e alla play station e – ha detto riferendosi al papà – ricordo che quando mi invitavate a casa, il sorriso di Romina rendeva piacevole le ore trascorse insieme. Ora porti sulle spalle un fardello ingiusto, e nessuna parola è appropriata per avvicinarci senza invadenza al tuo dolore. Non lo meritavi. Non lo meritavate. E questa sciagura scuote le anime di tutti, anche di chi Romina non l’ha conosciuta. Mi piace tuttavia pensare che adesso Romina sia accanto alla sua mamma Silvia. Voi non sarete mai soli”.

Si è chiusa così la cerimonia delle esequie di Romina De Cesare, ennesima donna uccisa per mano di un compagno che con lei aveva condiviso 12 anni di relazione. Si è chiusa così fra parole spezzate, un dolore composto e decine di palloncini bianchi a forma di cuore. 

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