Il caso-Molise, prima virtuoso ora ultimo per 4° dosi. 94% degli over 80 scoperto e i vaccini in giacenza rischiano di scadere
Dai primi posti all’ultimo. È questa la strana parabola che sta vivendo il Molise, prima tra le regioni virtuose per la vaccinazione pressochè totale – con poche eccezioni – della popolazione, ora fanalino di coda per quanto riguarda la somministrazione della quarta dose, che ha riguardato finora soltanto a 2.670 cittadini. Il Governo – e il Ministero della Salute – ora è preoccupato e ha nelle ultime ore incalzato le Regioni con una lettera.
In particolare sono state inoltrate specifiche indicazioni da parte del segretario generale del Ministero della Salute Giovanni Leonardi e dal direttore dell’Unità per il completamento della campagna vaccinale, il maggior generale Tommaso Petroni. Questa scarsa risposta dei cittadini al secondo booster – si afferma laconicamente – “oltre a compromettere la salute dei singoli, mette sistematicamente a rischio le strutture ospedaliere, impegnate, attualmente, nel recupero del trattamento delle patologie differite causa pandemia“.
Dunque i ‘compiti a casa’ per le Amministrazioni regionali e le aziende sanitarie che vengono sollecitate a rafforzare con immediatezza le campagne di informazione pubblica sulla utilità delle dosi aggiuntive, declinate per fasce di popolazioni a rischio. Ma soprattutto a “coinvolgere direttamente e senza indugi” i medici di medicina generale ed i pediatri di libera scelta nella campagna vaccinale e a rafforzare da subito il sistema della “chiamata attiva” dei singoli cittadini interessati alla somministrazione.
La quarta dose in Molise va infatti prenotata, come fatto per le precedenti, sul sito dedicato alle vaccinazioni. Ma se finora la popolazione aveva ben risposto, il meccanismo pare essersi inceppato con la quarta dose. Che però – secondo gli esperti – risulta fondamentale per i soggetti più fragili e vulnerabili stante la perdita di efficacia della protezione vaccinale a distanza di mesi. Prendiamo il caso degli over 80 molisani: 25.059 (su 25.575, dato Istat) hanno ricevuto la prima dose e 24.382 la seconda (dunque 677 in meno). Ma il dato scende a 21.889 per quanto riguarda la terza dose (il booster) e addirittura a 1.670 per la quarta – il cosiddetto secondo booster -. Il che, tradotto in numeri, significa poco più del 6% degli ultraottantenni molisani. Un vero e proprio tracollo.
Giorni fa avevamo sollevato il problema, grazie alla fonte-dati Gimbe che puntualmente analizza gli andamenti vaccinali delle varie regioni d’Italia. Un problema che però sembra sempre più ‘cancrenizzarsi’ e che però rischia di divenire un problema sia perchè mette a rischio le persone anziane e fragili sia perchè – come detto dal Ministero – compromette i sistemi sanitari regionali che proprio ora tentano di rialzare la china dopo anni in cui il Covid ha monopolizzato cure, risorse e attenzioni.
Nell’ultimo mese in Molise le somministrazioni giornaliere di vaccini sono scese ad appena 70 al dì: una cifra davvero risibile. E che ci prospetta in un altro scenario problematico, comune a tante altre regioni italiane: le dosi in giacenza (specie quelle del vaccino Moderna, più deperibile rispetto ad esempio al Pfizer) rischiano di andare buttate perchè scadute. Uno schiaffo alla scienza e a chi non ha la possibilità – come molte aree del mondo – di accedere ai vaccini.





