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Consiglio regionale del molise

Caldaie, dopo multe e valanga di ricorsi la Regione approva nuova legge. Pd e M5S: “Troppo tardi”

Le mancate verifiche alle caldaie avevano fatto scattare sanzioni fino a mille euro e 5mila ricorsi. Oggi il Consiglio regionale ha approvato la proposta di legge che "stabilisce nuove regole di accertamento e prevede sanzioni molto meno impattanti sul territorio e sul bilancio familiare dei cittadini", sottolinea il relatore Gianluca Cefaratti. Il presidente Donato Toma: "Un atto di coraggio, questo provvedimento potrebbe essere impugnato".

Hanno dovuto pagare multe fino a mille euro i cittadini che non avevano svolto i controlli sulle caldaie. Il ‘salasso’ è avvenuto nel periodo dell’emergenza sanitaria, durante il quale con le varie restrizioni anti-contagio e il virus in circolazione era difficoltoso far verificare gli impianti termici. Sanzioni che poi hanno colpito particolarmente i pensionati (soprattutto coloro che percepiscono la pensione minima) e che hanno provocato una valanga di ricorsi: sono state ‘spedite’ 5mila lettere che hanno contestato l’applicazione della sanzione. Ora il Molise recepisce le direttive europee e le norme nazionali approvando in Consiglio regionale una proposta di legge che introduce nuove regole sulle verifiche e stabilendo gli importi delle sanzioni.

E’ stato il consigliere regionale Gianluca Cefaratti ad illustrare in Aula la proposta di legge che mira a disciplinare “la prestazione energetica nell’edilizia, in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici”. Inizialmente “la Regione Molise ha lasciato la competenza alle Province, poi è tornata tra le competenze della Regione” che “ha comminato pesanti sanzioni ai cittadini non in regola con la manutenzione degli impianti termici. L’eccessiva onerosità delle sanzioni ha prodotto criticità che si sono riverberate soprattutto sulle fasce più deboli della popolazione, già penalizzate dalla crisi economica accentuata dalla pandemia Covid”.

Caldaie, 5mila ricorsi contro le multe. Nuova legge in Consiglio regionale

Con il disegno di legge, ha spiegato Cefaratti, “si stabiliscono norme di accertamento, stabilisce le priorità nei controlli, gli importi delle sanzioni che rendano effettivamente applicabili e compatibili le previsioni normative al momento di crisi generale e rendere maggiormente le regole per risolvere controversie ed evitare interpretazioni varie della questione”. Ci sono stati infatti migliaia di ricorsi contro le multe, ma “sembrerebbe che c’è solo un 2% di persone che non hanno ottemperato alle prescrizioni e sono state comminate sanzioni”. Oltre a disciplinare i criteri adottati dalla Regione Molise per eseguire le attività di accertamento e le ispezioni degli impianti termici, la proposta di legge “va a colmare carenze presenti nell’attuale normativa e prevede sanzioni molto meno impattanti sul territorio e sul bilancio familiare dei cittadini“.

Le ispezioni sugli impianti termici saranno finalizzate, tra le altre cose, a ridurre il consumo di energia e i livelli di emissioni inquinanti, correggere le situazioni non conformi alle prescrizioni normative, rispettare le prescrizioni sull’esercizio e sulla manutenzione degli impianti termici. Nel provvedimento vengono definiti inoltre i valori massimi della temperatura negli ambienti, i limiti di esercizio degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva, la facoltà delle Amministrazioni comunali in merito ai limiti del loro utilizzo. Per gli impianti termici vengono anche specificati: i requisiti e i soggetti responsabili per l’esercizio, la conduzione, il controllo e la manutenzione. Inoltre, viene istituito il “Catasto regionale degli impianti termici” e la relativa banca dati. La proposta di legge prevede anche diffide ad adempiere alle prescrizioni e i termini di adeguamento, oltre all’accertamento delle violazioni e le relative sanzioni.

Consiglio regionale

E’ un intervento troppo tardivo per le opposizioni. “La Giunta regionale sta intervenendo con due anni di ritardo mettendo una toppa dopo che i consiglieri di minoranza e della maggioranza avevano più volte sollecitato la Regione in tal senso”, ha accusato in Aula Angelo Primiani (M5S). “Stiamo recependo ora una direttiva comunitaria del 2010, con dodici anni di ritardo. Stiamo recependo un’altra direttiva del 2018 mentre i cittadini hanno dovuto pagare sanzioni di mille euro“.

“Le sanzioni dovrebbero essere riviste e bisognerebbe evitare le multe vengano applicate per gli anni precedenti”, ha osservato Vittorio Nola (M5S). E’ per questo motivo che il consigliere del Pd Vittorino Facciolla ha deciso di astenersi in fase di approvazione evidenziando che “l’assenza di una soluzione in favore di chi ha violato la norma nel periodo della pandemia, quando non si potevano fare nemmeno gli accertamenti, e che viene trattato come chi violerà la legge, pur apprezzando miglioramento del sistema sanzionatorio”.

“Le mozioni presentate in Aula su questo argomento – ha spiegato il presidente Donato Toma – puntavano alla riduzione delle sanzioni, ma non potevamo agire in tal senso: questa è una competenza statale. Questo è un atto di coraggio, il provvedimento potrebbe essere impugnato”.

La legge è stata approvata con 15 voti favorevoli e 2 astensioni.

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