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Sviluppo turistico

Troppi cuochi lasciano la professione: il Molise cambia approccio per tenerseli stretti

Presentata la collaborazione fra Alberghiero di Termoli, Assessorato al Turismo della Regione, Azienda autonoma di soggiorno e turismo e Federazione italiana cuochi. "Fondamentale investire nella formazione"

Migliorare la formazione dei cuochi ed evitare che lascino la professione dopo il primo impatto col mondo del lavoro. Questo l’obiettivo della collaborazione istituzionale fra Istituto Alberghiero ‘Federico II di Svevia’ di Termoli, Assessorato al turismo del Molise, Azienda autonoma di soggiorno e turismo e Federazione Italiana Cuochi, che è stata presentata stamane nella sede dell’Ipseoa di Termoli.

“Occorre costruire opportunità per il territorio e ritengo che vada ripensato il rapporto tra territorio e impresa. L’Italia – ha detto la preside Maria Chimisso – deve recuperare il suo ruolo di Paese che ha tratto la propria forza dalle piccole e medie imprese. Occorre sviluppare il turismo e fare riferimento alle nostre risorse inesauribili come tradizione, cultura, enogastronomia, paesaggio. L’Italia ha tanto da insegnare al mondo e il rilancio economico viene soprattutto dal turismo”.

L’assessore regionale Vincenzo Cotugno ha plaudito all’Alberghiero come “grande realtà ed eccellenza della nostra regione. Il turismo in Molise era stato dimenticato delle istituzioni, la Regione non aveva nemmeno un Assessorato. Adesso abbiamo un piano strategico del turismo e abbiamo dato una missione per puntare molto sulle eccellenze del nostro territorio. Siamo sulla strada buona, ma senza formazione non si va da nessuna parte”.

Rimarcata la partecipazione alla Bit di Milano dove il Molise sarà presente con oltre 100 addetti ai lavori e oltre 40 amministrazioni comunali. “L’intuizione di tanto tempo fa di realizzare un istituto alberghiero a Termoli mi pare giusta” ha affermato tra le altre cose il commissario dell’Azienda di soggiorno e turismo, Remo di Giandomenico. “Questa scuola deve spingere l’università per creare un circolo virtuoso che porti fino alla formazione completa con i Master. Occorre però sostenere gli attori, alle imprese che hanno bisogno sia di aiuti economici che psicologici. Dobbiamo togliere le persone l’idea che qui non si può fare”.

Massimo Talia, presidente regionale della Federazione Italiana Cuochi, ha rimarcato l’importanza della “valorizzazione della figura del cuoco all’interno di un percorso formativo. Abbiamo pensato al post diploma con corsi di alta formazione”.

In particolare Calia davanti alle telecamere ha rimarcato come “il 50% dei cuochi dopo il diploma lascia la professione e quindi è necessario lavorare sulla formazione post scolastica”. Il professor Maurizio Santilli ha concluso gli interventi invitando a dare concretezza ai progetti. “Concretezza che spesso non ritroviamo fuori di qui”.

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