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Sanità, tavolo tecnico a roma

Punto nascita, per i Ministeri va chiuso. Toma: “Vanno assicurate alternative per mamme Basso Molise”

In Consiglio regionale l'informativa del presidente-commissario ad acta Donato Toma che ha fatto il punto sulla riunione del tavolo tecnico per la verifica dei conti della sanità. A Roma affrontato il nodo dei tetti di spesa per i privati: "Se si sforano, si genera disavanzo. Ho proposto una soluzione con accordi di mobilità, Neuromed e Gemelli vanno difesi". Infine i tecnici ministeriali hanno promesso lo sblocco delle premialità da 38 milioni

Il futuro del Punto nascite di Termoli, la costruzione del Centro covid al Cardarelli di Campobasso e il nuovo ospedale di Isernia: sono le principali questioni affrontate dal tavolo tecnico che si è riunito ieri (12 aprile) per la periodica verifica dei conti della sanità molisana. Se per il padiglione covid e per il nuovo nosocomio pentro ci sono buone notizie, si complica la sopravvivenza del reparto dedicato a neo mamma e neonati al San Timoteo. Nella capitale, dopo una riunione fiume, i tecnici romani hanno ribadito al governatore-commissario Donato Toma l’assenza dei requisiti (500 parti l’anno) necessari e previsti dal decreto Lorenzin: Roma insomma vorrebbe staccare definitivamente la spina sulla base di un’indicazione già espressa lo scorso novembre, nel precedente tavolo tecnico.

“Ho fatto notare che la sentenza di merito del Tar non prevede la possibilità di chiusura. Tuttavia, se il Punto nascita di Termoli deve essere chiuso perchè il Comitato Percorso nascita nazionale (ricostituito nel 2018 e rinnovato nel 2021, che sul punto nascita già si è espresso a novembre, ndr) si esprime negativamente su Termoli, va fatto con un programma di dismissione che consenta di dare alternative alle partorienti del Basso Molise. E questo è un programma che Asrem deve proporre alla struttura commissariale”, le parole del capo della Giunta regionale che ha informato il Consiglio regionale degli esiti del confronto romano.

Via libera per il padiglione Covid che deve essere realizzato all’ex hospice del Cardarelli: Toma ha ricevuto a Roma il via libera al co-finanziamento regionale. “Il tavolo tecnico mi ha confermato che sta per arrivare l’autorizzazione e presto Asrem potrà affidare i lavori all’impresa che si è aggiudicata i lavori (il Consorzio Stabile, ndr) sulla base del progetto rivisto. Quindi a breve chiuderemo questa partita”. Si è accumulato insomma altro ritardo per la costruzione della ‘Torre Covid’, i cui lavori sarebbe dovuti iniziare a gennaio (come annunciato dal governatore nella conferenza stampa di fine anno, ndr) per realizzare 35 posti letto tra intensive e sub-intensive e un pronto soccorso dedicato. L’importante ora è partire, si potrebbe dire, in considerazione dei ricoveri di pazienti covid al Cardarelli (34, di cui 3 in Terapia Intensiva, secondo l’ultimo bollettino di ieri) e in previsione dei prossimi mesi, quando si capiranno gli effetti delle nuove varianti del virus che si stanno studiando e analizzando.

I tetti di spesa per le prestazioni erogate dai privati a complemento dei servizi offerti dalla sanità pubblica è stato un altro tema del tavolo tecnico. Argomento delicato perchè “una regione piccola come il Molise, avendo un tetto di spesa molto basso non solo rispetto alla Lombardia e al Lazio, ma anche rispetto all’Abruzzo”. C’è un problema: secondo le norme, il budget per i pazienti extraregionali “si può fare solo sul tetto di spesa regionale. Immaginate quindi un Ircss a valenza nazionale (il riferimento è al Neuromed che Toma non cita esplicitamente, ndr) o il Gemelli: strutture di alta specializzazioni come queste, che hanno attrattività enorme e fanno mobilità attiva (attirano soprattutto utenti dalla Campania) non possono sopravvivere in queste condizioni. Nel momento in cui si sfora il tetto di spesa, c’è un meccanismo di spesa che genera un accantonamento sul Fondo rischi del bilancio regionale e quindi genera maggiore disavanzo“. Tutto questo accade perchè “non esistono accordi di mobilità con le altre Regioni” i cui cittadini si curano nelle strutture sanitarie private molisane. Per questo, “nel diritto di tutti – ha aggiunto Toma – ho chiesto al tavolo tecnico di sistemare la questione con gli accordi di mobilità”.

In Aula il governatore molisano ha inoltre annunciato che “a breve sarà firmato l’accordo di programma per il nuovo ospedale di Isernia” ricordando che ci sono “140 milioni dell’articolo 20 della legge numero 67 del 1988” che ha stanziato i fondi per l’ammodernamento dell’edilizia sanitaria sulla base di apposite intese. Un altro accordo di programma sarà firmato “per l’acquisto di nuove attrezzature sanitarie”, ha sottolineato ancora il presidente della Regione.

“Al tavolo tecnico ci siamo lasciati con l’impegno che avremmo restituito 13,6 milioni per 4 anni, anticipato la rata 2022 e una volta ricevuta la documentazione relativa a quest’ultima e il bilancio preventivo 2022-2023-2024 il Tavolo tecnico sbloccherà i 38 milioni di euro di premialità che spettano alla Regione Molise”.

Prima dell’informativa sul summit romano, il governatore ha risposto all’interrogazione presentata dal Movimento 5 Stelle che hanno sollevato dubbi sulla compatibilità relativamente alla nomina dell’avvocato Giacomo Papa a sub-commissario. Papa si è dimesso lo scorso 1 aprile dall’incarico di consigliere giuridico del presidente della Regione, mentre “non credo che ci siano motivi di revoca degli incarichi legali affidati da Asrem su cui comunque – le parole di Toma – non tocca a me decidere”.

(foto pagina Facebook Consiglio regionale)

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