Mastella e il Molisannio che conviene: “Voi più grandi, noi non più appendice della Campania”. Si può fare? “Cambiando la Costituzione”
Il sindaco di Benevento convinto sostenitore del progetto di annessione della provincia sannita al Molise “ma non è facile, bisogna modificare la Costituzione”. Affondo sul primo cittadino di Campobasso: “5 Stelle divisi su tutto”
“Il Molise diventerebbe una regione più grande e la provincia di Benevento la smetterebbe di essere una appendice della Campania”. C’è convenienza per tutti, a detta di Clemente Mastella, a fare il Molisannio, questo progetto di annessione della provincia beneventana al Molise di cui si parla ormai da settimane.
L’idea rilanciata dall’ex ministro, che ha da poco fondato un suo partito con radici ben piantate anche nella nostra regione, continua a far discutere tanto qui da noi che nelle terre sannite della vicina Campania.
Mastella è a San Bartolomeo in Galdo, in compagnia del sindaco di quel paese, Carmine Agostinelli, per la presentazione di un collegamento con la Fortorina, strada nota a tanti molisani della zona di Riccia.
Sindaco Mastella partiamo dal principio: qualche settimana fa lei e il governatore molisano Donato Toma vi siete incontrati per parlare del Molisannio. Nella stessa giornata avete rilasciato dichiarazioni alla stampa in una villa comunale di Benevento facendo chiaramente intendere che su questa idea di fusione dei nostri confini con quelli della vostra provincia state facendo sul serio. Ecco, ci spieghi oggi che intenzioni avete e come volete muovervi.
“Non è un giorno che propongo questa idea che purtroppo è sempre stata abortita a causa di chi, in maniera un po’ egoista, ha pensato più alla carriera. Le mie intenzioni sono serie e sono certo anche di quelle di Toma perché ha capito che è interesse delle nostre comunità farlo. La procedura è lunga ma permetterebbe al Molise di avere una regione più grande e alla provincia di Benevento di non essere più emarginata o trattata, come capita oggi, come una appendice della regione Campania”.
Quello di sentirvi un po’ isolati da Napoli è un motivo di malcontento ricorrente che abbiamo riscontrato tra i vostri sindaci. Altro motivo è stato il loro mancato coinvolgimento in questa idea che lei e Toma avete deciso di portare avanti. Ci sarà un confronto tra lei e gli amministratori sul progetto?
“Non siamo partiti ancora, per ora è un’idea, ma sarà la gente a essere la vera protagonista ammesso che ci creda altrimenti pazienza. Tutti devono essere coinvolti: sindaci, istituzioni ma soprattutto i cittadini”.
L’anno prossimo in Molise ci saranno le elezioni regionali…
“Non mi interessano le elezioni regionali, il Molisannio non può essere di centrodestra o centrosinistra, è una cosa che va al di là del posizionamento politico altrimenti non ha senso”.
Mi faccia finire la domanda, però. Io le dicevo delle elezioni molisane perché c’è stato qualcuno, in primis il sindaco di Campobasso, Roberto Gravina, che ha dichiarato che Toma oggi ha tirato fuori dal cilindro questo ‘coniglio’ per raccattare voti, insomma, per ragioni di consenso visto che non c’è traccia di Molisannio nel suo programma elettorale.
“Mah, guardi, io questo non lo so, posso dire qual è la mia intenzione. E poi se proprio dobbiamo dirla tutta il sindaco di Campobasso ha pure detto che questa cosa avrebbe come conseguenza il fatto che Benevento vuole egemonizzare il Molise quando invece il suo deputato di Benevento (si riferisce alle dichiarazioni dell’onorevole pentastellato Pasquale Maglione, ndr) ha detto l’opposto, e cioè che è il Molise che vuole egemonizzare la nostra provincia. Si mettessero d’accordo tra loro i 5 stelle, sono divaricati su tutto ora pure su questo”.
L’iter legislativo potrebbe essere lungo e molto complesso, a detta di qualcuno, estremamente complicato. Lei ha parlato di un referendum, ci spieghi meglio anche da un punto di vista tecnico come si potrebbe procedere per fare il Molisannio.
“Ci sarà necessità di consultare i costituzionalisti perché è una pratica un po’ labirintica da portare avanti”.
Ma si può fare secondo lei?
“Da un punto di vista costituzionale sì, bisogna cambiare la Costituzione, se poi ci si riuscirà non lo so”.
(foto fb)


