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Dai lidi balneari ai parchi eolici, le mafie investono sulla costa e a Isernia: “Molise è punto d’incontro”

La nuova relazione semestrale della Dia mostra il balzo in avanti delle infiltrazioni criminali: non più solo spaccio di droga, sempre più evidenti segnali della presenza nell’economia legale

Le parole del procuratore aggiunto di Foggia Antonio Laronga a Primonumero solo pochi giorni fa sono state profetiche. Ancor più che dei delitti come lo spaccio di droga, i molisani dovrebbero preoccuparsi delle infiltrazioni criminali nell’economia legale. Oggi la relazione semestrale della Dia conferma e dà maggiore vigore a quelle parole.

È forse un piccolo grande balzo in avanti quello compiuto dalle mafie nella nostra regione. “Le recenti attività investigative coordinate dalle Procure della Repubblica molisane confermano come nel territorio già da tempo le organizzazioni criminali abbiano trovato ampi spazi per creare articolazioni logistiche strumentali al riciclaggio di capitali illecitamente accumulati sia investendo in attività commerciali e d’impresa, sia avvalendosi di sofisticati e articolati meccanismi volti a influenzare il sistema economico e a favorire l’infiltrazione nell’economia legale” si legge in apertura della sezione dedicata al Molise.

Spaccio di droga e investimenti che riguardano soprattutto la costa e la provincia pentra, più che Campobasso. “Il Basso Molise e la provincia d’Isernia attraggono gli investimenti dei sodalizi criminali anche in misura maggiore per certi aspetti rispetto al capoluogo di regione palesando particolare interesse rivolto al settore immobiliare, alle reti della grande distribuzione commerciale, al turismo e agli stabilimenti balneari, nonché al settore dei trasporti, delle scommesse e a quello estremamente remunerativo degli impianti eolici”.

La relazione della Direzione investigativa antimafia fa un passo indietro e sottolinea: “A conferma del monito lanciato già tre anni fa dal Procuratore Nazionale Antimafia secondo cui il Molise stava perdendo le caratteristiche di “oasi felice” che l’avevano contraddistinta in passato, la regione ricomincerebbe a rappresentare un polo di attrazione per le mire espansionistiche extraregionali delle limitrofe organizzazioni delinquenziali campane e pugliesi che in maniera silente cercherebbero connivenze con pregiudicati locali anche stranieri o con rom stanziali. La mafia garganico-foggiana – prosegue la relazione – e le cointeressenze della mafia albanese si affiancano infatti alle realtà criminali legate a camorra, ‘ndrangheta, cosa nostra e in tal modo il Molise presenterebbe, più di altre regioni, la connotazione di essere il punto d’incontro fra diversi interessi economici appetibili per le consorterie criminali”.

Molise come terra dove poter fare affari, collaborando e quindi senza commettere delitti che turbano l’opinione pubblica e attirano l’attenzione. “Di conseguenza si registrano negli ultimi tempi significative infiltrazioni in tutti i comparti maggiormente esposti al rischio di riciclaggio di denaro di provenienza illecita quali le attività di rivendita di auto usate, di gestione dei locali notturni e delle sale giochi o quelle connesse con il settore dell’edilizia, l’acquisizione di attività commerciali, la produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua, nonché la gestione dei rifiuti e verosimilmente la fiorente green-economy”.

Altro aspetto rimarcato è quello del pericolo che le mafie e i loro fondi freschi facciano da esca a quegli imprenditori messi in crisi dalla pandemia. “Anche il perdurare dei disagi imposti dalla situazione pandemica potrebbe agevolare forme di assistenzialismo alternativo spingendo privati e aziende in difficoltà economica a ricercare rapidi “sostegni” finanziari che hanno inevitabilmente portato i sodalizi ad acquisire il controllo di imprese ed esercizi commerciali attraverso le prevedibili condotte intimidatorie al fine di attuare il reimpiego di capitali illeciti”.

Quindi la Dia chiede esplicitamente al Ministero dell’Interno di non sottovalutare la situazione. “Le dinamiche ora descritte si potrebbero essere diffuse senza apparente clamore e con estrema rapidità ne consegue, pertanto, l’urgente necessità di contrasto a tutela dei numerosi settori e talvolta degli interi comparti economici resi più vulnerabili dalla crisi di liquidità verso i quali le realtà criminali orientano i propri interessi”.

In questo senso nell’agosto scorso la Dia ha eseguito a Civitacampomarano una confisca nei confronti di un imprenditore ritenuto contiguo al noto clan dei Rinzivillo di Gela. Una confisca per un valore di circa 2 milioni e mezzo di euro in seguito al sequestro di un parco eolico nel 2019.

Ancora una volta le presenze sono variegate: dalla camorra del clan Di Lauro o dei Casalesi, a esponenti della Società foggiana e garganica, da elementi delle cosche crotonesi fino ad appartenenti alla mafia albanese.

La Dia ricorda vari episodi di cronaca, relativi soprattutto a operazioni antidroga ma non solo. A Termoli, per esempio, è citato l’arresto del giovane ribattezzato Terror bomber. “L’alterazione del tessuto sociale regionale da parte di tali forme delinquenziali del territorio dauno si evince anche dall’arresto in flagranza di un soggetto operato a Termoli dalla Polizia di Stato l’8 giugno 2021, per fabbricazione e detenzione di materie esplodenti. L’operazione si colloca nell’ambito dell’attività di indagine condotta a seguito di danneggiamenti consumatisi il 2 e il 5 giugno 2021 ai danni di un pregiudicato sottoposto agli arresti domiciliari. Tutti i soggetti coinvolti a vario titolo sono attivi nello spaccio di sostanze stupefacenti e a tale ambito sono verosimilmente riconducibili anche le azioni intimidatorie registrate in quel periodo. Ad una lettura analitica dei fenomeni sussistenti, se è solidamente acclarato l’interesse della criminalità foggiana per le attività di traffico di stupefacenti in Molise, in chiave evolutiva non è da escludere che questa costante contaminazione possa introdurre logiche e metodologie tipiche della criminalità organizzata”.

I magistrati mettono in guardia: quei metodi criminali così diffusi in provincia di Foggia potrebbero diffondersi anche in Molise se non si ferma questa sorta di pericoloso ‘contagio’.

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