Trasporti
|Termoli-Roma, in Molise si paga il doppio. Atm: “Biglietti più cari per effetto del Covid”, pesano anche rincari gasolio e a pedaggio
Per raggiungere la capitale dalla città adriatica si paga 23 euro solo per l’andata, con le compagnie abruzzesi il costo è simile (24 euro) per il biglietto è valido anche per il ritorno come racconta un pendolare. Il numero uno dell’Atm, l’imprenditore Giuseppe Larivera, spiega: “Il prezzo è stato determinato dalla riduzione della capienza all’80% sui mezzi di trasporto. Quando lo stato di emergenza finirà ci sarà una riduzione”. Ma i rincari per il carburante potrebbero comportare nuove variazioni
Per raggiungere Roma si paga 23 euro se si parte da Termoli. In questo caso, il biglietto è valido solo per il viaggio di andata impiegando un pullman dell’Atm. Da San Salvo Marina, che dalla città molisana dista pochi chilometri, si paga la metà: si spende più o meno la stessa somma (24-25 euro, a seconda delle varie compagnie) ma il ticket include l’andata e il ritorno dalla capitale. E si risparmiano anche dieci minuti nei tempi di percorrenza.
E’ un cittadino termolese a raccontare alla nostra redazione la minore convenienza del trasporto pubblico per i viaggiatori molisani che devono arrivare nella capitale: “E’ qualcosa di inaccettabile“, sottolinea. Il viaggio Termoli-Roma – passando per Isernia/Venafro – dura “3 ore e cinquanta minuti” e include “un tratto di autostrada tra San Vittore e Roma”. Invece, racconta, “raggiungendo San Salvo Marina è possibile raggiungere Roma in 3 ore e quaranta minuti pagando, a seconda delle varie compagnie (ClickBus, Di Carlo Bus), tra i 24 e i 25 euro per il viaggio andata e ritorno”.
L’aumento del costo del biglietto sui pullman della società Atm non è una novità recente: lo ammette a Primonumero anche l’imprenditore Giuseppe Larivera, il numero uno della società di trasporti regionale. I rincari sono scattati quando sui mezzi pubblici è stata ridotta la capienza in virtù delle restrizioni anti-Covid imposte per limitare la diffusione del virus su luoghi (come gli autobus) ad alto rischio contagio. Attualmente (ma è così da un po’ di tempo) i pullman possono trasportare l’80% (e non il 100%) dei passeggeri per consentire un minimo di distanziamento a bordo. “Senza l’aumento del costo del biglietto avremmo dovuto sospendere il servizio perchè altrimenti non saremmo riusciti a coprire le spese. Tuttavia, quando finirà lo stato di emergenza, abbasseremo il costo del biglietto“, spiega Larivera. Quindi dal 1 aprile, dopo la fine dello stato di emergenza come deciso dal Governo Draghi, si pagherà di meno per poter usufruire del servizio con i mezzi della ditta Atm. “Le società che offrono prezzi più bassi come quelle abruzzesi percepiscono un contributo regionale che invece a noi non viene erogato“, scandisce l’imprenditore. Per di più, “dobbiamo pagare gli autisti, l’autostrada e sostenere le spese per consentire ai pullman di viaggiare in sicurezza. Abbiamo dovuto far fronte anche all’aumento del pedaggio autostradale ci costanza circa 650 euro, ora ne spendiamo quasi il doppio, 1020 euro”.
Preoccupa ora l’aumento dei costi del carburante, già “salito da 0,87 a 1,45 a litro”, aggiunge il titolare dell’Atm. Variazioni che potrebbero tornare a incidere sul prezzo del biglietto pagato dall’utenza per usufruire del trasporto pubblico.



