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L'intervista

Simona, da trent’anni guida turistica in Molise: “Strada in salita, ma io non mollo”

Luci e ombre del settore turistico molisano nel racconto di Simona Caracillo, una delle pochissime guide professioniste della regione: "Servono coordinamento e programmazione, chi viene nella nostra regione resta sbalordito dalla bellezza del paesaggio e dalla ricchezza dei siti. Ma abbiamo ancora molto da imparare sull'accoglienza".

Simona Caracillo è una mamma di Castel San Vincenzo di 48 anni che giovanissima, aveva appena 19 anni, ha intrapreso la strada “tutta in salita” della guida turistica.

Nelle ultime settimane il tema del turismo in Molise è stato al centro di una infinità di discussioni. Tra siti chiusi per carenza di personale, vedi il caso Gambatesa, un cambio al vertice della Direzione museale del Molise e il ritorno in grande stile alla Bit di Milano da parte della Regione, raccontare la storia di chi con questo mestiere ci vive ci è sembrato un buon punto di partenza per capire problemi e difficoltà di un settore pieno di luci e ombre.

Partiamo dal principio. Raccontaci come hai iniziato.

“Ho una laurea in conservazione dei beni culturali conseguita col massimo dei voti e da trent’anni non ho mai abbandonato questa strada. Più di 25 anni fa ho fatto un corso di nove mesi con una prova preselettiva  per rendere questa mia passione una professione. All’inizio eravamo una quindicina di operatori attivi ma io sono rimasta l’unica di quel gruppo a continuare. Mi sono abilitata sostenendo un esame regionale nel 2005, ho aperto la mia partita iva e oggi sono a tutti gli effetti una guida turistica”.

Hai avuto tante esperienze sul campo anche con equipe archeologiche di rilievo internazionale, ma cosa significa essere una guida turistica nella nostra regione?

“Bella domanda! Ci sono aspetti piacevoli e cose brutte come in tutti i lavori, ma qui il problema principale è che manca una vera strategia e un coordinamento tra i vari enti. Per non parlare della normativa che è carente e degli esami per l’abilitazione turistica fermi da quindici (tra le guide ufficiale c’è anche la deputata del M5S Rosanna Testamento, ndr). Manca un vero piano strategico”.

Insomma, ci stai dicendo che non c’è una strategia di sviluppo turistico reale, ma di chi è la colpa? Della Regione che non fornisce direttive? Della Direzione dei musei, di enti dedicati al settore come l’Aast di Termoli?

“Qui ognuno si sveglia la mattino e fa una cosa senza sapere cosa sta facendo l’altro, non posso imputare responsabilità in capo a nessuno ma devo constatare che manca un coordinamento nonostante investimenti anche importanti fatti a livello regionale, pensiamo per esempio al sito Visitmolise.eu”.

cripta epifanio

Lì per esempio vengono promossi siti turistici che poi nella realtà sono aperti a singhiozzo o chiusi.

Esattamente. Ci sono casi in cui, anche grazie a preziose collaborazioni con associazioni o proloco si riesce a recuperare personale per custodia e vigilanza (i famosi accordi di valorizzazione di cui anche promonumero ha parlato tempo fa) e altri in cui manca questa capacità e il sito è di fatto inaccessibile al visitatore. Il personale andrebbe distribuito in maniera più uniforme sul territorio altrimenti siamo costretti, ed è successo, di dover rimandare indietro comitive di turisti perché da qui a qualche mese non siamo in grado di dire se il sito sarà aperto o chiuso. Turismo è anche programmazione e in assenza di questo elemento diventa impossibile organizzare il lavoro. Con la mia associazione Epiphanius accompagniamo le persone nella cripta dell’abate Epifanio a San Vincenzo al Volturno dove per ragioni di sicurezza possono accedervi solo piccoli gruppi di un massimo di dieci persone alla volta. E’ chiaro che essendo aperta solamente di domenica è difficile accontentare le richieste di tutti quanti. Insomma, penso che abbiamo ancora tanto da imparare sul fronte dell’accoglienza turistica, sarà anche per questo che siamo rimasti in pochissimi a perseguire questa strada”.

Beh allora immagino che te lo sarai chiesta mille volte: ma non chi te lo fa fare Simona?

“Continuo per quel senso di meraviglia che leggo negli occhi delle persone  che vengono qui da noi. Per quei pochi ai quali riusciamo a organizzare un  itinerario completo in Molise e che rimangono estasiati dalla bellezza del paesaggio ma anche dalla ricchezza siti. Si rendono conto che in Molise ci sono cose insolite – dal paleolitico di 700 mila anni a testimonianze dell’alto medioevo che abbiamo solo qui – e restano tutti affascinati. Sono orgogliosa di essere l’interfaccia tra gente che arriva e quello che vogliamo far conoscere di questa regione. E’ questo mi spinge ad andare avanti e non mollare”.

cripta epifanio

(foto affreschi molise.beniculturali.it)

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