Voce alle donne
|Ketty e Nella, chi resiste e chi ha lanciato nuova attività: storie di donne imprenditrici in tempo di pandemia
Come hanno affrontato e stanno affrontando le imprenditrici molisane la crisi provocata dal covid? La testimonianza di Ketty e Nella: la prima titolare di un’agenzia viaggi che ha subìto un crollo del fatturato, la seconda fondatrice della cooperativa ‘Just mo’ che si è ampliata proprio negli anni della pandemia. Le loro storie raccontate nell’incontro organizzato dalla Confesercenti che punta ad ampliare e a migliorare i servizi offerti alle aziende del territorio. Gabriella Faccone: “Molte donne si sono arrese. Vogliamo avviare un’operazione di rilancio, sussidio e assistenza alle imprese”
Ketty è titolare di un’agenzia di viaggi e servizi, Nella invece è una delle fondatrici di una cooperativa. La prima ha sofferto lo stop delle attività a causa del lockdown e delle stringenti limitazioni imposte per arginare la pandemia. La pandemia invece ha offerto alla seconda la possibilità di poter lavorare e affermarsi sul territorio. Due facce della stessa medaglia, di un mondo imprenditoriale che ha dovuto resistere di fronte allo tsunami che il virus ha provocato all’economia.
Ketty e Nella hanno raccontato la loro esperienza durante l’incontro organizzato da Confesercenti alla vigilia dell’8 marzo, giornata tradizionalmente dedicata alla festa internazionale della donna. “Questo incontro vuole anticipare la festa internazionale della donna e per commemorare questa giornata attraverso un confronto tra le imprenditrici molisane”, spiega Gabriella Faccone (presidente Impresa Donna Confesercenti) a margine del seminario intitolato ‘Voce alle donne del territorio – Donne a confronto, imprenditrici al tempo del covid’. “Durante la pandemia le donne hanno affrontato grossi drammi dal punto di vista economico e Impresa Donna ha come obiettivo principale quello di garantire un sostegno alle imprenditrici molisane. La pandemia ha condizionato molto l’impresa femminile, le donne hanno pagato tantissimo il periodo del lockdown in cui hanno dovuto coniugare il lavoro con la vita familiare”.
L’agenzia ‘I viaggi delle sirene’ ha subìto un duro colpo dalla pandemia: “Lavorando prevalentemente nel comparto del turismo outgoing (i viaggi all’estero, ndr) – il racconto della titolare Ketty Cavaselice – ci siamo dovuti fermare e abbiamo avuto un crollo del fatturato e dei clienti a causa delle chiusure che sono state imposte. Abbiamo perso parte del lavoro del 2019, oltre che quello del 2020 e del 2021. E gli aiuti – sia nazionali che regionali – non sono stati sufficienti per coprire le perdite di fatturato. Anzi, nel 2023 ci ritroveremo a ripagare i contributi erogati alle aziende che non hanno lavorato“. Nella sua testimonianza la giovane imprenditrice non nasconde “le difficoltà delle imprese a trovare professionisti in grado di compilare le domande”. “Io, poi, sono mamma e ci vorrebbe un aggiornamento anche dal punto di vista del welfare: la donna parte ‘naturalmente’ svantaggiata. Se si ha una famiglia e bimbi piccoli, è difficile conciliare le due sfere ma non ho mai pensato di mollare”.
‘Just mo’ invece è il nome della cooperativa fondata da Nella Rescigno nel 2018, ossia poco prima della pandemia. “Siamo una cooperativa al femminile, fondata da me e dalla mia collega. Siamo entrambe guide turistiche”, dichiara durante l’incontro alla Confesercenti. “Poi abbiamo deciso di includere anche l’anima maschile: siamo partiti in cinque, ora siamo otto e abbiamo creato anche lo ‘Spazio fuso’, un luogo che si trova al centro di Campobasso che può accogliere anche piccole esposizioni artistiche oltre a offrire uno spazio per l’incontro tra persone e imprese”. Nella Rescigno e i suoi soci hanno avuto l’idea giusta. Tanto è vero che le restrizioni e il lockdown non hanno inciso sull’attività della cooperativa: “Noi ci occupiamo di progettazione culturale, non facciamo servizi al pubblico, ma intercettiamo i bandi per poi realizzare progetti calati sui nostri territori che spesso sono abbandonati. Il nostro lavoro ha una ricaduta sociale“.

Ma se ‘Just mo’ si può considerare un esempio virtuoso di come la pandemia offra anche delle opportunità, tante imprese hanno avuto gravi problemi. “Molte donne si sono arrese – sottolinea Gabriella Faccone – non solo perchè coniugare vita familiare e lavoro è molto difficile. E l’attuale contesto e l’incertezza aggravata dallo scenario economico influenzato dalla guerra in Ucraina non favoriscono la nascita di nuove attività”.
Chi resiste, invece, deve fare districarsi nella giungla di norme, nei rapporti con le banche e con una serie di innovazioni apportate dal legislatore nazionale. “Vogliamo creare una crete associativa, sociale” dal momento che “non possiamo perdere il treno del recovery plan“, aggiunge la presidente Impresa Donna Confesercenti nell’incontro moderato dalla giornalista Caterina Gianfrancesco.
Confesercenti ha deciso di coinvolgere l’avvocato Nicola Vito Disanto, per un focus sul sovraindebitamento in tempo del covid, e il convitto nazionale ‘Mario Pagano’ di Campobasso, scuola guidata dalla dirigente Rossella Gianfagna. L’istituto dedica giornata di riflessione sulle pari opportunità proponendo un confronto sull’arte al femminile e all’imprenditoria. L’8 marzo i docenti dialogheranno con gli studenti sul ruolo della donna nelle zone di guerra. “Può sembrare strano che il convitto sia stato coinvolto in questa iniziativa – le parole della Gianfagna – invece a me sembra strano che non ci siano altre scuole: il rispetto della donna e la creazione di nuove imprese sono concetti fondamentali per i ragazzi”.
