Aumenti retroattivi

Guerra dell’acqua, sindaci e Molise Acque invitati a trovare una conciliazione. Ma è difficile

Gli aumenti retroattivi delle bollette idriche sulle annualità dal 2016 al 2019, decisi da Molise Acque con una delibera che risale al 30 dicembre scorso, non vanno giù ai sindaci del Molise. Sono 66 i comuni che hanno impugnato il provvedimento in relazione agli aumenti retroattivi, considerati illegali anche da esponenti della politica regionale che hanno evidenziato il caso in Consiglio. Il governatore Donato Toma non si esprime sul punto ma auspica una soluzione extragiudiziale. Questa mattina proprio Toma ha convocato a Palazzo Vitale, alla presenza anche dell’assessore Vincenzo Niro, i sindaci del Comitato d’ambito, Molise Acque cioè l’Ente gestore della risorsa idrica e l’Egam. Obiettivo dichiarato: trovare una via d’uscita rispetto alla situazione che si è determinata a dicembre scorso, in forza della quale sono state aggiornate le tariffe con effetto retroattivo. Una misura inevitabile secondo Molise Acque, che si pone in ottemperanza all’aggiornamento necessario dei costi del servizio a carico delle amministrazioni. Ma le fasce tricolore la vedono in modo radicalmente diverso.

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I ricorsi sono stati depositati qualche giorno fa e potrebbero venire ritirati solo se Molise Acque revocasse in autotutela la delibera incriminata. E’ stato anche evidenziato come questo configurerebbe a sua volta una irregolarità perché le tariffe devono prevedere aggiornamenti, pena interventi della Corte dei Conti.

L’incontro si è concluso con l’invito a trovare “soluzioni convergenti per raggiungere un accordo nell’interesse di tutte le parti in campo”, ma non è un finale scontato.

Sul tavolo del tribunale amministrativo del Molise ci sono tre distinti ricorsi per un totale di 66 comuni che hanno impugnato la delibera.

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